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09/02/2023 08:17
politica

Terremoto in Turchia e Siria, ora si contano oltre 15mila morti

Ancora nessuna notizia dell'italiano Angelo Zen. Il ministro Tajani: pare che l'ultimo contatto l'abbia avuto con la famiglia poco prima del terremoto





Turchia, si continua a cercare sotto le macerie

Continua ad aggravarsi il bilancio del terremoto di magnitudo 7.9 avvenuto il 6 febbraio che ha devastato la Turchia e la Siria. Sono almeno 15.383 i morti finora confermati. Il bilancio in Turchia è aumentato di oltre 3.000 nel giro di poche ore ed è ora a 12.391 morti, secondo l'Agenzia turca per la gestione dei disastri e delle emergenze. Il numero totale di morti in Siria è invece di almeno 2.992, di cui 1.730 nelle aree controllate dai ribelli nel nord-ovest, secondo il gruppo di protezione civile "White Helmets". Altre 1.262 persone hanno perso la vita infine nelle parti controllate dal governo, secondo ai media statali siriani. Il conteggio non è definitivo, perché in entrambi i Paesi sono ancora tantissime le persone intrappolate sotto le macerie delle migliaia di edifici venuti giù per la potenza del terremoto. Non si hanno ancora notizie del cittadino veneto. "Stiamo cercando di contattare l'imprenditore italiano Angelo Zen disperso in Turchia. Pare che l'ultimo contatto l'abbia avuto con la famiglia poco prima del terremoto". Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Non si hanno notizie anche di una famiglia italiana di origine siriana composta da tre adulti e tre minori che si trovava ad Antiochia.

Ieri il presidente turco ha visitato le zone colpite. "Abbiamo mobilitato tutte le nostre risorse", ha detto Erdogan, secondo quanto riferisce Anadolu. Per il presidente turco il paese ha agito con tutte le sue istituzioni e risorse. "I nostri cittadini - ha affermato - non devono preoccuparsi, non permetteremo mai che rimangano senza riparo", ha aggiunto Erdogan, spiegando che 6.444 edifici sono crollati a causa del terremoto. Nell frattempo prosegue la corsa contro il tempo dei soccorritori. Le immagini dei salvataggi diffuse dai media turchi lasciano ancora un pò di speranza. Un'adolescente, in base a quanto riporta Anadolu, è stata estratta viva dalle macerie 58 ore dopo il devastante terremoto e pure un bambino di sette mesi è stato salvato dopo più di due giorni.

Intanto è stato ripristinato l'accesso a Twitter dopo i blocchi registrati ieri, lo ha annunciato Netblocks, che monitora la sicurezza informatica e la governance di Internet. Netblocks ha affermato che la natura coordinata del blocco suggeriva che fosse avvenuta su ordine del governo, osservando che la Turchia ha una storia di restrizioni ai social media durante le emergenze. Il Guardian aveva riportato di limitazioni al traffico su Twitter in Turchia. Il social network è stato utilizzato in questi giorni come canale per comunicare dove si trovavano le persone intrappolate tra le macerie, ma la polizia turca ha dichiarato di aver arrestato almeno quattro persone accusate di aver diffuso disinformazione sulla piattaforma causando il panico per il terremoto. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avvertito il suo popolo di ascoltare solo canali di informazione ufficiali e non "provocatori".





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