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ItaliaOggi - Numero 151   pag. 12  del 28/06/2019
politica
Fulmicotone

La Via della Seta fa tappa a Trieste e arrivano Ungheria e Germania

di Carlo Valentini




Il porto di Trieste tra Ungheria e Germania. A dimostrazione del ruolo che il nostro Paese proteso del Mediterraneo potrebbe svolgere nell'exploit di traffici e commerci che è appena incominciato. Se si ragionasse in grande e si avviasse una reale politica nazionale dei porti, i risultati sarebbero davvero notevoli, anche per il Pil. Trieste ci prova, con le proprie forze. Due protocolli: il primo con l'Ungheria, che avrà qui una sua base portuale e logistica, con l'obiettivo di facilitare e velocizzare il commercio di materie prime e prodotti magiari oltre Oceano. L' investimento (ungherese) sarà tra i 60 e i 100 milioni di euro. Le imprese ungheresi potranno quindi spedire le proprie merci via mare da Trieste attraverso una sorta di corsia preferenziale. È un primo risultato sulla Via della Seta poiché Trieste si è posta come porto culmine per l'area Centro-Orientale.

Il secondo protocollo è stato firmato col gruppo tedesco Kombiverkehr e si propone di promuovere un corridoio intermodale tra il porto di Trieste e il terminal di Neuss Trimodal, collocato sul Reno, vicino a Düsseldorf e gestito dalla stessa Kombiverkehr. Affiancato a questo collegamento via mare che consentirà alle merci arrivate a Trieste di continuare sulle chiatte fino al Reno vi sarà un nuovo collegamento ferroviario che collegherà Trieste con l'hub di Norimberga, situato a Nord della Baviera. Il servizio sarà inaugurato a fine luglio con una frequenza bisettimanale per poi essere incrementato entro la fine dell'anno in modo da offrire anche la possibilità di fare viaggiare le merci in modo intermodale tra acqua e binari. Insomma, se nessuno pone veti o lacci e lacciuoli le infrastrutture made in Italy possono guardare avanti.

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