Con il nuovo regime talebano bisognerà trattare». Una nuova guerra in Afghanistan? «Ipotesi peregrina, Biden dovrebbe ammettere di aver fatto un errore strategico ad andare via». Così Federico Niglia, consigliere scientifico dello Iai, l'Istituto affari internazionali, e docente di Relazioni internazionali all'Università degli stranieri di Perugia. Che in merito al ruolo della Ue nel nuovo scenario afghano dice: «Prima deve risintonizzare i vari Stati sui valori fondamentali. Nel 2001 siamo andati a rimorchio degli Usa».
Domanda. Dopo 20 anni di occupazione occidentale, l'Afghanistan è di nuovo in mano ai talebani. Tornerà a essere quello che era prima?
Risposta. È difficile immaginare una chiusura dell'Afghanistan paragonabile a quella degli anni '90, del pre 11 settembre, quando i talebani hanno gettato le basi per la nascita di Al Qaeda e in generale per un vasto e ramificato movimento anti americano e anti occidentale.
D. Perché?
R. Oggi sappiamo che i talebani non possono essere lasciati senza controllo e monitoraggio. Sarebbe un rischio troppo alto per tutti. L'Afghanistan si trova a essere un sorvegliato speciale, l'effetto sorpresa che avrebbe potuto avere il regime dei talebani in passato diciamo che è scongiurato. C'è poi una dinamizzazione dell'intera area che fa sì che non possa esserci un semplice passaggio di mano del potere a cui gli attori internazionali restano indifferenti.
D. Dopo l'abbandono dell'area da parte degli Usa, che strumenti di controllo ci sono da parte del fronte occidentale?
R. Sicuramente bisogna cercare strumenti di gestione della crisi diversi da quelli che sono stati elaborati nel 2001 quando si trattava di reagire all'attentato delle Torre gemelle. Allora la questione era stata impostata come risposta al terrorismo, ed era tutto sommato molto più semplice. Ora la sfida è la tutela dei diritti umani. Quello che prima era un corollario della sicurezza ora diventa il dossier principale.
D. Nel vertice dei ministri degli interni europei, la posizione che è emersa è riassumibile nella formula “aiutiamo gli afghani a casa loro”. Funziona?
R. Aiutiamoli a casa loro è formula di comodo, che toglie molte castagne dal fuoco agli europei, visto che non tocca le sensibilità di Paesi che hanno già manifestato la loro ostilità al tema dei migranti. Ma rischia di essere una formula vuota, perché per aiutarli a casa loro è necessario avere una casa che sia aperta. Non solo in uscita ma anche in entrata. È allora necessario acquisire la disponibilità delle forze afghane a garantire l'accesso a soggetti esterni, forze internazionali o singoli Stati. Ovviamente sotto condizioni.
D. Quali condizioni?
R. Vi diamo sostegno economico, aiuto allo sviluppo, ma chiediamo corridoi umanitari, la garanzia del diritto alla educazione e il rispetto delle donne se non proprio la parità di genere. Insomma trattare con il nuovo regime, non chiedendo loro quello che non potranno garantire mai.
D. E la via delle sanzioni?
R. In Iran non è stata proficua e non farebbe altro che rendere ancora più difficile la vita alla popolazione locale.
D. La fine dell'influenza americana potrebbe essere colmata dall'interesse russo o cinese per l'area afghana?
R. Occorre cautela nel fare previsioni. L'Afghanistan fa gola alle grandi potenze per la sua posizione strategica, consente di avere un'apertura verso la Via della seta, l'Iran e l'India. Ma è anche un grande problema: per i russi, a cui l'Afghanistan evoca un cocente fallimento, la prima presa d'atto della fine del potere sovietico; per la Cina, che guarda sempre con timore ai fenomeni integralisti e non ama gli scenari incerti per la gestione dei propri affari. Insomma, molti vorrebbero stare sul territorio afghano, ma nessuno è disposto veramente a farsi carico di tutti i problemi che ne discenderebbero. L'Afghanistan è la tipica questione internazionale che nessuna singola potenza può gestire da sola.
D. La missione americana della nation building, la costruzione di un paese democratico, è fallita.
R. Non ci siamo riusciti. Bisognerà cucinare qualcosa di nuovo, utilizzare gli strumenti di pressione politica, la leva economica, la promessa di integrazione e di sviluppo.
D. Una nuova guerra è realistica?
R. Ci sono due constatazioni che la rendono peregrina. La prima: per Joe Biden significherebbe prendere atto di aver commesso un errore strategico ad andare via. Piuttosto Biden vuole rendere più digeribile agli americani il ruolo internazionale degli Usa attraverso le Nazioni unite, strumento verso il quale Trump aveva un rigetto dogmatico e che invece può permettere una soluzione nel breve periodo, per la gestione dell'emergenza umanitaria, e nel medio-lungo per mantenere l'Afghanistan aperto.
D. La seconda ragione ostativa?
R. Non vai a fare la guerra su un territorio dove non hai un attore di riferimento locale. I talebani hanno divorato tutti quelli che dovevano essere i pilastri degli americani.
D. La fuga di migliaia di afghani non è la prova che il regime non ha un consenso di massa?
R. C'è un grido di aiuto, un disagio profondo, ma è troppo magmatico, non è strutturato. E questo non consente a chi viene da fuori di creare rapporti sul territorio proficui per un attacco militare.
D. In questo nuovo scenario, l'Europa che ruolo può avere?
R. Possono avere un ruolo i singoli Stati, come l'Italia che ha maturato una esperienza importante nel controllo di aree importanti come Herat. E può averlo l'Unione europea, se riuscirà a risintonizzare i vari Stati sui valori su cui essere Unione europea anche all'esterno. È dal 2008 che assistiamo a una disgregazione progressiva sul tema dei valori fondanti. E non risolve la questione il decidere quanti profughi accogliamo e come, quali progetti finanziamo. Nel 2001 siamo andati a rimorchio degli Usa. E ora? L'Afghanistan è il banco di prova di che Europa siamo.
News correlate
Macron ora usa Tinder per offrire lavoro ai giovani
Cerchi un fidanzato e trovi un lavoro. In Francia succede con Tinder, grazie all'accordo siglato fra la piattaforma di...
Monterotondo (RM), concessione del servizio di gestione delle aree di sosta a pagamento
Al via la gara per assegnare il controllo dei parcheggi pubblici a pagamento senza obbligo di custodia
Il Regno unito dice sì all'estradizione di Assange negli Usa
Il fondatore di WikiLeaks, ricercato per la pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti militari riservati e...
Draghi Scholz e Macron da Zelensky. Biden annuncia altri aiuti militari per 1,2...
Il premier italiano, il presidente francese e il cancelliere tedesco a Irpin. Il presidente del Consiglio alle autorità della...
Meloni è percepita ancora troppo di destra per interloquire da premier con gli...
Guido Crosetto ha rilasciato un'intervista al Messaggero in cui ha analizzato quanto emerso dalle elezioni amministrative....
La Fed aggiunge lo 0,75% ai tassi Usa. Per la prima volta dal '94
Nel tentativo di fermare la corsa dell'inflazione, salita ai massimo da 40 anni a questa parte. L'attesa dei mercati era per...
Infrastrutture, Federico Foria, primo italiano a vincere il premio Efca
Ingegnere di Pomigliano d'Arco (provincia di Napoli) è il miglior Future leader under 35 di tutte le società di ingegneria...
I satelliti di Musk, vitali per l'Ucraina, ora preoccupano anche la Cina e,...
Che il sistema satellitare Starlink, di proprietà del miliardario americano Elon Musk, 50 anni, sia vitale per la...
Usa, la zuppa ucraina che va contro Putin
La risposta all'invasione di Vladimir Putin è una zuppa a base di barbabietole. Si chiama borsch e la sua provenienza...
Isole Tremiti, gara per la gestione del Porto Turistico “Maria SS della Libera”
Sono inclusi tutti i servizi connessi all’esercizio funzionale ed economico del porto
Erice, bando per la gestione dell’impianto sportivo “Campo Bianco”
In gara l’affidamento della gestione e i servizi di manutenzione al fine di riqualificare
PagoPa, la Corte dei Conti approva la relazione sulla gestione 2020
patrimonio netto è pari a 1,05 milioni di euro e l`esercizio chiude con un utile pari a 35.180 euro, in aumento di 15.780 sul...
La Germania della Merkel si è finta sorda di fronte ad ogni avvertimento Usa su Putin
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il proverbio si adatta perfettamente ad Angela Merkel, ex premier tedesca per...
Usa, Biden: portare a 21 l'età minima per l'acquisto di armi
Il presidente statunitense dopo le nuove sparatorie: èil momento di agire con nuove leggi sul controllo delle armi ed il fatto...
Il protezionismo Usa e la sua demente produzione oligopolista ha fatto scomparire...
In America tengono in grande considerazione la Svizzera, in primis perché neutrale, poi per il fatto che dal 1853 le...
Guerra russo ucraina, Lavrov: con i nuovi lanciarazzi Usa si rischia di allargare il...
L'incontro di Zelensky con Putin non è escluso. Il Cremlino accusa gli Usa di "aggiungere benzina sul fuoco" con la fornitura...
Biden: invieremo all'Ucraina sistemi missilistici più avanzati. La Russia: aumenterà...
Come precauzione gli Stati Uniti hanno voluto che Kiev assicurasse loro che il sistema non sarebbe stato utilizzato per...
Nella seconda guerra mondiale furono costruiti dagli Usa dei pianoforti militari...
Un pianoforte color verde militare forse non si immagina, eppure esiste. Alcuni esemplari sono ora in mostra in California ma...
















