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13/11/2018 20:57
politica

Dl Genova, Governo battuto su condono Ischia

nelle commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato, che stanno L'emendamento proposto da Urania Papatheu di Forza Italia è stata approvato nelle commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato con il voto di alcuni senatori di maggioranza



case crollate a Ischia

Governo battuto nelle commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato, che stanno esaminando il decreto Genova. L'emendamento proposto da Urania Papatheu di Forza Italia è stata approvata con il voto di alcuni senatori di maggioranza e modifica quanto previsto nel provvedimento a proposito del condono edilizio per le case colpite dal sisma di Ischia. "Governo in minoranza in commissione lavori pubblici al Senato sul condono di Ischia. Battaglia vinta dall`opposizione". Così in un tweet il segretario del Psi, Riccardo Nencini. A festeggiare per la bocciatura è soprattutto il Pd "Il Governo - scrive su Twitter il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci - per la prima volta va sotto in commissione al Senato su una delle sue maggiori schifezze: il condono sul dl Genova". "Il nostro lavoro di lotta senza quartiere al condono edilizio che Di Maio vuole per Ischia - commenta Matteo Renzi su Facebook - sta producendo i primi risultati. Qualche minuto fa in commissione al Senato la maggioranza è stata battuta su un emendamento contro il condono. Per la prima volta in questa legislatura il Governo è andato sotto su un atto parlamentare grazie al voto contrario di alcuni senatori cinque stelle, che ringrazio". "Bene la bocciatura del condono edilizio nel #DecretoGenova in commissione al Senato. Avanti. È un battaglia di buonsenso per l`Italia", ha commentato via Twitter il segretario del Pd Maurizio Martina. "Continueremo la battaglia contro i condoni e per la legalità in Aula. E io rinnovo l`appello a Conte e Salvini: togliete la parte sul condono edilizio di Ischia dal decreto Genova e noi voteremo con voi. Ma stralciate la schifezza del condono. Di abusivismo si muore, basta!", conclude Renzi.


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