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ItaliaOggi - Numero 117   pag. 4  del 19/05/2023
politica
Torre di controllo

Con le ultime uscite, tutte molto politiche, Elon Musk si candida a giocare il ruolo di demiurgo nella corsa alla Casa Bianca

di Tino Oldani




Elon Musk, 51 anni, 8 figli, patron miliardario di Tesla, Space X e Twitter, è un imprenditore nato in Sudafrica, ha la cittadinanza canadese ed è naturalizzato americano. Per llegge, non avendo la cittadinanza americana dalla nascita, non può diventare presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, a giudicare dalle sue uscite recenti, tutte fortemente politiche (in pochi giorni ha attaccato Soros, Biden e la Fed), è evidente che vuole essere un demiurgo nella scelta del prossimo inquilino della Casa Bianca. Un ruolo in sintonia con la sua forte personalità, che lo ha reso tra i personaggi più noti al mondo, con più di 133 milioni di follower.

Di certo Musk non sosterrà il democratico Joe Biden, 80 anni, che lo ha deluso: «L'ho votato nel 2020, ma adesso vorrei che avessimo un normale essere umano come presidente». Non per questo, pur manifestando ora simpatie per i repubblicani, sosterrà Donald Trump, 76 anni, bensì, come ha affermato su Twitter, il rivale Ron De Santis, 44 anni, governatore della Florida, di cui condivide alcuni principi: De Santis è pro-life, antiaborto, contro il controllo delle armi e contro «l'indottrinamento woke», cultura appoggiata dai dem Usa, che inneggia ai diritti Lgbt+ e combatte i privilegi di classe e di razza. Tra i temi sollevati in modo polemico da Musk vi è anche quello della giustizia negli Usa, dove diversi procuratori sarebbero stati finanziati per la nomina dal miliardario George Soros, da sempre sostenitore dei democratici, con il sottinteso di farne le teste d'ariete giudiziarie contro i leader repubblicani. Ma andiamo con ordine.

Il primo fuoco d'artificio, lunedì 16 maggio alle 4.02 del mattino, è un twitter contro George Soros, 92 anni, che pochi giorni prima ha venduto tutte le sue azioni Tesla. Scrive Musk: «Soros mi ricorda Magneto». Per chi non lo sapesse, Magneto è un personaggio dei fumetti Marvel, un ebreo buono che diventa cattivo, sopravvissuto all'Olocausto e convinto della superiorità dei mutanti sugli umani. Un giornalista democratico, Brian Krassenstein, replica a Musk con tweet in difesa di Soros: «L'esperienza di Magneto, come sopravvissuto dell'Olocausto, ha plasmato la sua prospettiva, la sua profondità e la sua empatia. Soros, anch'egli sopravvissuto all'Olocausto, viene attaccato senza sosta per le sue buone intenzioni, che alcuni americani ritengono cattive solo perché non sono d'accordo con la sua affiliazione politica». Immediata risposta di Musk: «Tu presumi che siano buone intenzioni. Ma non lo sono. Egli vuole erodere la vera fabbrica della civilizzazione. Soros odia l'umanità».

L'accusa feroce contenuta nelle ultime tre parole, in un tweet visto da 27 milioni di persone e accolto con 250 mila like, ha indotto perfino Israele a difendere l'ebreo Soros, con il quale non ha buoni rapporti. Lo stesso ha fatto l'Anti-defamation league, il cui numero uno, Jonathan Greenblatt, ha lamentato che Soros è da anni al centro di teorie cospirazioniste non solo per la fede religiosa, la ricchezza e gli investimenti, ma soprattutto perché la sua Open society spende miliardi di dollari per promuovere le istituzioni democratiche e le cause liberal.

Queste teorie, censurate in passato da twitter, sono ora avallate da Musk, che martedì scorso, durante una discussione con l'imprenditore David Saks, ex di PayPal e oggi suo consigliere, si è mostrato non indifferente alla narrazione, basata su un'inchiesta di Politico del 2016, secondo la quale Soros, finanziando i procuratori distrettuali progressisti in cerca di nomina, in pochi anni ha rivoluzionato il sistema giudiziario americano da solo, senza passare attraverso la legislazione, ma favorendo l'abuso della discrezionalità dei procuratori contro i rivali del partito democratico. Un sistema giudiziario al centro di polemiche anche pochi giorni fa, quando il Rapporto finale del procuratore speciale, John Durham, ha stabilito che il «Russiagate», la presunta collusione elettorale Trump-Putin, era una colossale bufala orchestrata da Hillary Clinton, con l'aiuto del Fbi e dell'amministrazione Obama, per contrastare l'elezione di Donald Trump nel 2016, senza però riuscirci.

Dopo avere affidato a Linda Yaccarino, 60 anni, la gestione aziendale di Twitter, ora Musk sembra quasi impaziente di potersi dedicare alle interviste sui temi più caldi dell'attualità, sia politica che economica. Così, dopo l'assemblea annuale di Tesla, parlando con la Cnbc, è sembrato un fiume in piena. Insieme a Biden, ha bocciato la Fed, la banca centrale Usa: «Troppo lenta ad abbassare i tassi di interesse, e questo danneggerà la domanda. L'incremento dei tassi è un pedale del freno per l'economia perché molti beni sono più costosi: se la rata dell'auto o il mutuo assorbono la parte maggiore del budget mensile, le persone avranno meno soldi da spendere».

Musk ha voluto dire la sua anche sulla Cina: «Cosa accadrebbe all'economia globale se la Cina cercasse di assumere il controllo di Taiwan? L'economia cinese e quella mondiale sono gemelle, quindi sarebbe come tentare di separare due gemelli congiunti». L'invasione avrebbe conseguenze molto dure sulle relazioni tra Usa e Cina. E la situazione diventerebbe insostenibile per molte aziende, non solo per Tesla: «Non sarei così sicuro di trovare un IPhone ancora in vendita». Dotato di un ego sconfinato, Musk si è anche autoproclamato «padre dell'intelligenza artificiale», in quanto cofondatore di OpenAI. Un terreno sul quale, negli ultimi mesi, dice e si contraddice. In febbraio sostenne che l'intelligenza artificiale dietro a ChatGpt «è un pericolo per la società». Poi ci ha ripensato e ha sfidato ChatGpt con X.AI, una start-up in cerca di finanziatori. Un miliardario volubile, influente sui social media, da tenere d'occhio nella corsa alla Casa Bianca.


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