
Da un vagone, un funzionario federale e un caporione della società privata che aveva costruito la tratta si preparavano a tenere grandi discorsi, vestiti come pinguini, sotto enormi cappelli a cilindro. A pochi metri, un imbonitore spacciava al pubblico dei pionieri (radunati sul posto e spesso ubriachi) miracolose pozioni magiche per guarire dalla qualunque.
Mai avrei pensato che una scena simile, l'attesa spasmodica e lo scrosciante applauso finale per l'arrivo di un treno, potessero accadere nell'Italia del 2019. Eppure, il 15 settembre scorso, migliaia di persone si sono assiepate lungo i binari della stazione di Sibari, in provincia di Cosenza, ad applaudire per la felicità. Stava arrivando il progresso. Sulla costa jonica cosentina piombava il primo Frecciargento di Trenitalia della storia. Una roba da far tremare i polsi ai pittori futuristi, ai Depero e ai Boccioni, che l'indomita potenza del treno hanno rappresentato e scomposto nei loro dipinti di inizio '900.
Un secolo dopo, cento anni dopo, il primo Novecento arriva alla stazione di Sibari. I vagoni del Novecento calcano la terra sotto cui riposano i resti della città di Erodoto. Quella polis era la New York degli Achei. Oggi è una frazione del comune di Cassano allo Jonio. Attenzione, però. Su quei binari, il progresso non arriva stabilmente, piuttosto sotto forma di sperimentazione della durata di un anno. Una parentesi, che i calabresi pagheranno di tasca loro a Trenitalia. La regione Calabria contribuirà ai costi del convoglio. Domanda: perché di grazia avviare un simile esperimento quando i numeri sono più bassi, finita la stagione estiva?
Domanda retorica. Questa non è una novità sulla costa jonica calabrese: anche l'unico aeroporto che la serve, quello rabberciato di Crotone, frutto della riconversione ad aviazione civile di una base militare, ha avuto il suo esordio nei mesi di minore richiamo. Su questo scalo opera Ryanair in regime di monopolio. Tariffe altissime, orari improponibili, aerei pieni e la regione che, anche qui, ci mette una mano santa. Eppure, lo scalo ancora non decolla. Chissà perché.
Ma tornando al tributo dei sibariti al treno miracoloso, forse, oltre a sogghignarne, sarebbe il caso chiedersi il perché di una simile manifestazione d'affetto. La risposta è nelle cose. Siamo nel terzo millennio dopo Cristo ma la costa jonica calabrese tutta non dispone di una ferrovia elettrificata; questa arriva, appunto, fino a Sibari, il resto è in costruzione coi soldi della regione.
I convogli che viaggiano sulla tratta sono solo locali, dopo la soppressione, una decina di anni fa, del mitico Milano - Crotone: un intercity a lunga percorrenza, denominato il treno della speranza (nei periodi di feste si stipava come un carro bestiame), che ha avuto l'onere e l'onore di traghettare dal Nord al Sud e viceversa milioni di persone. Erano gli emigranti, che da questo pezzo di Italia raggiungevano il «profondo Nord» e la Germania per cercare maggiore fortuna, lavorare, studiare, affrancarsi da una vita di bisogno.
La costa jonica calabrese non ha neppure un'autostrada: i 491 km che da Taranto conducono a Reggio Calabria sono su una statale, la 106 jonica, che scorre quasi tutta su una sola carreggiata a doppio senso di marcia. Morale: passa da questa minuscola e pericolosa arteria tutto il traffico, siano merci o persone, che deve raggiungere le città joniche. Tra queste Rossano-Corigliano, che è la terza città più grande della Calabria, il capoluogo di provincia Crotone, il capoluogo di regione Catanzaro, località turistiche come Le Castella e Soverato, Locri, Siderno e via discorrendo.
Quindi, tirando le somme: sulla lunghissima costa jonica calabrese, da Taranto in giù, non arrivano treni diretti dal Nord, perché la rete per 369 km (da Sibari a Reggio Calabria) non è elettrificata. Figurarsi i treni merci. Non ci sono neppure aeroporti, se non uno solo, piccolo e a metà regione, in regime di monopolio e funzionante solo nei mesi estivi o sotto le vacanze di Natale. Non c'è una autostrada e non c'è neppure una superstrada.
Eppure c'è la commozione di chi vede arrivare un treno che ha il sapore dell'alta velocità, dell'avvenire, del progresso. Come lo aveva il vapore per chi viaggiava a cavallo. E anche se alta velocità non è (perché non è un Frecciarossa) si corre in stazione per applaudirlo. Per illudersi, dopo un secolo di ritardo, che il Novecento è arrivato. Che non si è più cittadini di serie C.
© Riproduzione riservata
News correlate
Gelati artigianali da 10 mld nella Ue (2,7 mld in Italia)
Nel 2022 record di vendite in Europa. L'Italia registra una percentuale di crescita anche maggiore: +16%
Gianni, Santo e Donatella Versace, una vera famiglia italiana Storia di un'alchimia,...
Chi volesse ritenere «Fratelli – Una famiglia italiana» di Santo Versace come una specie di mausoleo...
Mes, Dombrovskis e Gentiloni: fiduciosi sulla ratifica anche dall'Italia
"Pare esserci qualche progresso, quindi speriamo di poter confermare la ratifica" da parte di tutti i membri del Meccanismo...
Caro benzina, l'Antitrust: istruttorie con ispezioni nei confronti di Eni, Esso, IP,...
L'Authority ha spiegato che le irregolarità riscontrate riguardano l'applicazione alla pompa di un prezzo diverso da quello...
L'Italia nel 2022 ha aumentato i suoi scambi con la Cina con un +5,4%. Meglio della...
Le dogane cinesi hanno confermato i dati del commercio tra Pechino e il resto del mondo per l'anno 2022; il valore aggregato...
Il Giappone si sta caratterizzando come una porta di accesso per l'Italia all'intera...
Nel lontano 1996 chi scrive partecipò ad un seminario organizzato dal Tokyo Colloquium e dal quotidiano Yomiuri...
Con il Pnrr l'Italia adesso dovrà passare dalle riforme ai progetti
Sarà il Pnrr il vero banco di prova del governo Meloni nel 2023. I 55 obiettivi, richiesti dall'Europa entro il 31...
Domani saldi al via in tutta Italia. Confesercenti: il 72% interessato a un acquisto...
Un ulteriore 23% deciderà in base alle offerte. Spesa media di 160 euro
Ora l'Italia punta su un esercito che sia sempre più tecnologico
La guerra in Ucraina è un campanello d'allarme per l'Europa che per troppo tempo ha approfittato della...
Pnrr, la Commissione europea ha ricevuto dall'Italia la richiesta per la terza tranche...
Riguarda 55 tappe e obiettivi che coprono diverse riforme nei settori della concorrenza, della giustizia, dell'istruzione, del...
Mattarella: la Repubblica siamo tutti noi, chi paga le imposte perché questo serve a...
I contenuti del messaggio che il presidente della Repubblica ha rivolto agli italiani l'ultimo giorno dell'anno con una...
Le iraniane in Italia che ci ricordano chi sta rischiando la vita per la libertà
L'Iran saluta il nuovo anno con repressioni di una violenza inaudita. I giovani, ma non solo, continuano la rivolta contro il...
Capital in edicola con gli imprenditori più coraggiosi d'Italia
Gli imprenditori più coraggiosi d'Italia sono i protagonisti del numero di Capital in edicola dal 30 dicembre ( scaricabile...
In Italia lo spoils system va bene solo se lo fa la sinistra
Siamo alle solite! Due pesi e due misure o doppiopesismo alternato, fate voi. La disabitudine a stare all'opposizione fa...
L'Italia prima in Europa per prodotti a marchio Dop Ma serve l'Agricoltura 4.0 come...
Dall'impennata dei costi di energia e materie prime alla siccità, dalla crisi della manodopera che non si trova...
Mes, Gentiloni: l'italia è libera di non utilizzarlo, ma è giusto ratificarlo
Il commissario europeo per gli affari economici e monetari: rispetto la posizione della presidente del Consiglio
Otto paesi Ue, Germania e Italia in testa, per le reti 5G hanno acquistato oltre il...
Proprio mentre Ursula von der Leyen annuncia che l'anno prossimo la Commissione Ue si impegnerà nel lancio del Global...
Più prestiti, rate più piccole: così in Italia si gestisce il credito
Se c’è un dato che emerge chiaramente dalle ultime analisi in materia di credito , è quello che indica che una percentuale...















