Oggi in Europa
A cura di Euroreporter

Il rapporto della Commissione Europea mostra che nella regione Oke Shit in Myanmar, anche chiamata 'Dry Zone', un luogo pianeggiante dove le temperature sono elevate e la pioggia scarseggia, gli abitanti del villaggio di Oke Shit Kone piantano riso molto velocemente. Le risaie, fanno parte di un progetto che vuole formare gli abitanti sulle nuove tecniche agricole, come altri venti villaggi nella zona. Il rapporto 'Down on Myanmar Farm' spiega che dieci ONG attualmente sono attive nella stessa e rientrano in un ampio finanziamento di donazione internazionale che opera a livello rurale in Myanmar, per migliorare i mezzi di sussistenza ed aumentare il cibo nelle comunita'. La poverta' e' un grave problema in particolare nel Delta Ayeyarwady, dove questo disagio e' stato aggravato dal ciclone Nargis. Nel 2008 Nargis ha distrutto case, vite e fonti di sostentamento. Fra il 2009 e il 2010, secondo l'Integrated Household Survey in Myanmar, il 25 per cento della popolazione viveva in condizioni di poverta' e il 5 per cento in condizioni di estrema difficolta', con poco o nessun reddito da spendere per gli alimenti essenziali. Un anno dopo il ciclone Nargis, e' stato istituito il LIFT o Fondo fiduciario per i mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare, grazie al sostegno di donatori da tutto il mondo, tra cui l'UE con l'ufficio di cooperazione EuropeAid, che ha concesso piu' di 30 milioni di euro.

03/03/2015

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Grazie all'uso progressivo di energie rinnovabili dal 2005 ad oggi vi e' stata una riduzione delle emissioni di gas serra che ha portato ad un contenimento del 7 per cento delle stesse. Secondo il rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente (EEA) pubblicato il 17 febbraio 2015 crescono le energie rinnovabile mentre diminuiscono le emissioni di gas serra in Europa. Il rapporto 'Renewable energy in Europe - approximated recent growth and knock-on effects' spiega che senza l'impiego di rinnovabili (dal 2005), nel 2012 le emissioni di gas a effetto serra e il consumo di combustibili fossili potevano essere superiori di circa il 7 per cento. A cio' si aggiunga che l'utilizzo di rinnovabili ha avuto ricadute positive anche in termini di sicurezza energetica, sulla mitigazione dei cambiamenti climatici e l'efficienza energetica. Il consumo finale di energia da fonti rinnovabili e' aumentato in tutti gli Stati membri: si stima infatti un aumento delle rinnovabili di circa il 15per cento, piu' alto rispetto agli obiettivi fissati (12 per cento). Gli obbiettivi della direttiva sono ancora piu' ambiziosi: entro il 2020, l'UE punta a generare almeno il 20per cento della sua energia da fonti rinnovabili (al 27 per cento entro il 2030). I settori che piu' hanno contribuito alla produzione complessiva di rinnovabili sono quelli del riscaldamento e del raffrescamento. In decisa crescita l'lettricita' prodotta da fonti rinnovabili mentre diminuisce, in circa la meta' degli Stati, l'uso di fonti energetiche rinnovabili nel settore dei trasporti. Purtroppo pero' carbone, petrolio, gas e altri combustibili fossili costituiscono ancora circa i tre quarti del consumo finale di energia. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei di decarbonizzazione, le fonti energetiche rinnovabili dovrebbero aumentare (entro la meta' del secolo) fino a rappresentare tra il 55 e il 75 per cento del consumo finale di energia, secondo la tabella di marcia Energy Roadmap 2050 della Commissione europea.

02/03/2015

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Sempre piu' spesso le richieste dei consumatori riguardano la qualita', la sicurezza e la produzione degli alimenti in un processo sostenibile. In questo contesto nasce il progetto TECH.FOOD che intende creare un netwoork transnazionale nelle regioni del Sud-Est Europa, inclusa la provincia di Modena. L'intento e' quello di favorire l'innovazione delle imprese agroalimentari e la collaborazione tra imprese e istituti di ricerca. Gli obiettivi cardine del progetto sono molteplici:miglioramento della capacita' di ricerca e sviluppo degli operatori del settore agroalimentare; creazione di filiere per il rafforzamento delle relazioni tra enti di ricerca e imprese a livello locale; potenziamento delle reti gia' esistenti e creazione di nuove; avvio di nuovi progetti per l'implemento di tecnologie innovative e nuovi processi nel settore alimentare; rinnovo della fiducia dei consumatori nella qualita' e sicurezza alimentare; Al conseguimento di questi obiettivi, diversi sono i risultati attesi: si prospetta il consolidamento delle attivita' di ricerca , il miglioramento concreto dello sviluppo tecnologico e una maggiore fiducia da parte del consumatore finale relativa ai prodotti agroalimentari provenienti dall'area Sud-Est Europea. La rilevanza di questo progetto e' sancita dal co-finanziamento dell'Unione Europea nell'ambito del 'Programma Operativo di Cooperazione Transnazionale Europea Sud-Orientale 2007-2013' . Per valutare l'efficacia del progetto bisognera' attendere il 2017, cinque anni dopo la chiusura del progetto.

27/02/2015

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Bruxelles. La Politica Energetica Europea dovrebbe puntare di piu' sulla elettrificazione del settore europeo dei trasporti (e-mobility), e soprattutto sulle auto elettriche, in modo da tagliare le emissioni di gas serra e ridurre le importazioni di petrolio dall'estero. Questo e' quanto emerge dalla lettera inviata alla Commissione Europea il 2 febbraio 2015 da un gruppo di otto ONG (European Environmental Bureau, Actionaid, Friends of the Earth Europe, WWF, European Environmental Citizens' Organisation for Standardisation (ECOS), Third Generation Environmentalism (E3G), Transport and Environment, e Birdlife Europe). Inoltre, la elettrificazione dei trasporti aiuterebbe l'UE a raggiungere non solo i suoi obiettivi energetici e climatici, ma - tenuto conto che i trasporti pesano su circa un terzo dei consumi energetici dell'UE - andrebbe anche a vantaggio della bolletta, della qualita' dell'aria e del clima, creando una spinta per l'innovazione e la crescita economica. Negli ultimi dieci anni, la Commissione Europea ha sostenuto i Paesi Membri nell'investire in tecnologie di propulsione alternative, come le auto elettriche, ma i risultati sono stati deludenti. Secondo l'Automobile Manufacturers Association (ACEA) 'al momento i veicoli caricati elettricamente (ECV) costituiscono meno dell'1 per cento del mercato totale di circa 12,55 milioni di autovetture vendute l'anno scorso'. Insomma: il mercato non decolla in quanto mancano stazioni di ricarica e scelte politiche a monte. E' arrivato il momento per l'Europa di accelerare la transizione verso un trasporto elettrico sostenibile. Infatti, ad oggi, il settore dei trasporti e' uno dei piu' inquinanti dell'economia dell'UE e che consuma piu' petrolio.

25/02/2015

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Un programma di sostegno all'India (EC-India Disaster Preparedness support programme), realizzato dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e delle Nazioni Unite-volontari che hanno fornito consulenza tecnica, mira ad aumentare la consapevolezza ambientale e a fornire istruzione sulla riduzione delle catastrofi e sul recupero in 24 distretti del 4 stati piu' a rischio. La Commissione europea contribuisce con 10 milioni di euro. L'idea del programma e' emersa dalle esperienze acquisite con il ciclone di Orissa nel 1999 e del terremoto di Gujarat nel 2001. Nel corso di un periodo di 2 anni, un gran numero di donne, gruppi di donne e vari comitati di villaggi sono stati consultati e coinvolti nel processo di valutazione e formulazione degli obiettivi del programma. Sulla base del successo di iniziative pilota in Orissa, il ministero degli Affari interni (MHA), i governi degli Stati, i partners della societa' civile e le altre parti interessate hanno chiesto un arricchimento e l'estensione di queste esperienze in altre zone vulnerabili. La gestione delle catastrofi e la prevenzione delle calamita' sono campi multidisciplinari che coprono una vasta gamma di argomenti e settori e coinvolgono molti attori diversi. Uno degli elementi chiave, che rende il progetto un successo, e' la partecipazione di tutte le parti nelle attivita' intraprese. Un approccio bottom-up ha fatto si' che le attivita' rispondano ai bisogni locali e prendano in considerazione le risorse e le capacita' locali.

13/02/2015

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I pescatori avranno due anni per 'adattarsi', prima di essere sottoposti a sanzioni per il mancato rispetto del divieto di rigetto della nuova politica comune della pesca (PCP) in vigore, nel quadro di un accordo provvisorio raggiunto dal Parlamento e dal Consiglio il Giovedi, con l'aiuto della Commissione Europea. I deputati hanno cercato di rendere piu' facile la vita di pescatori, limitando l'obbligo di tenere un giornale di pesca che elenca tutti i quantitativi di ciascuna specie catturata e detenuta a bordo per le catture superiori a 50 kg di equivalente peso vivo. Hanno cancellato anche l'obbligo di separare le catture sottodimensionate in scatole diverse. Altre modifiche alla proposta originaria della Commissione includono l'introduzione di un meccanismo per prevenire lo sviluppo di un mercato parallelo per le catture non negoziabili. Queste disposizioni sono urgenti perche' il divieto di rigetto e' gia' in vigore, dal 1 gennaio, per le specie pelagiche, e il regolamento dell' 'obbligo di sbarco' e' necessario per adattare sette leggi attuali che contrastano con le nuove regole in vigore nell'UE. Il divieto sara' in vigore gradualmente, in fasi, tra oggi e il 2019. Il testo di compromesso sara' sottoposto a una votazione in prima lettura in plenaria nel mese di aprile al piu' presto, dopo il Consiglio deve formalmente approvarlo. Sara' poi pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

12/02/2015

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L'Unione europea ha stanziato 320.000.000 euro attraverso l'UNICEF per migliorare la salute e la nutrizione dei bambini e delle donne in 15 paesi in via di sviluppo e per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM). Il finanziamento si concentrera' sulla lotta alla malnutrizione e alle malattie infettive, che sono tra le cause di mortalita' infantile. Programmi pluriennali si concentreranno sul miglioramento dell'accesso all'acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e ai servizi medici di qualita', all'assistenza sanitaria e a una nutrizione adeguata. L'importo rappresenta un aumento del 350 per cento dei finanziamenti allo sviluppo da parte dell'Unione europea per l'UNICEF dal 2008. Anche se i tassi di mortalita' infantile sono diminuiti da circa 12,6 milioni nel 1990 a circa 6,6 milioni nel 2012, ancora circa 18.000 bambini muoiono ogni giorno di malattie prevenibili. Con le tendenze attuali, il mondo non raggiungera' gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 4 entro il 2028 ovvero di ridurre il tasso di mortalita' sotto i cinque anni di due terzi. l 320 milioni di euro dell'accordo di finanziamento, firmato nel 2013 con 15 uffici nazionali dell'UNICEF, fanno parte dell'iniziativa MDG dell'UE e del 10 Fondo europeo di sviluppo, che si propongono di accelerare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi. L'UNICEF e l'Unione europea, in collaborazione con i paesi partner e la societa' civile, potenzieranno gli interventi che riducono la mortalita' infantile e rafforzeranno la salute materna e prenatale.

11/02/2015

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Uno studio di alcuni ricercatori dell'Accademia nazionale di scienze degli Stati Uniti, pubblicato dalla Commissione europea, il 19 gennaio 2015, mostra l'inquinamento chimico organico delle acque dolci in Europa. Gli ecosistemi d'acqua dolce offrono una serie di importanti servizi ecosistemici per l'uomo, come l'acqua potabile pulita, l'irrigazione, il cibo e la ricreazione. Anche gli habitat per la fauna selvatica sono importanti in quanto contribuiscono a creare e mantenere questi servizi ecosistemici. Questi ambienti possono essere danneggiati da inquinanti chimici organici derivanti da attivita' umane, come l'uso di pesticidi o di combustibili fossili. I ricercatori hanno utilizzato dati di 4 000 siti di monitoraggio che coprono 91 bacini idrografici di tutta Europa. Questi dati contenevano informazioni sulle concentrazioni medie e massime annue di 223 inquinanti chimici organici. Essi fissano due 'soglie di rischio' per tre diversi gruppi di specie indicatrici (pesci, invertebrati ed alghe). Una 'soglia di rischio acuto' (ART), che puo' provocare morte, e una 'soglia di rischio cronico' (CRT), che puo' causare effetti a lungo termine, per esempio riduzione della frequenza di riproduzione o maggiore vulnerabilita' alle malattie. Tra le altre raccomandazioni per la prevenzione dell'inquinamento, i ricercatori propongono la progettazione di prodotti chimici che utilizzano principi della 'chimica verde', l'uso di sostituti non chimici, trattamento a monte di effluenti inevitabili, cicli chiusi di sostanze chimiche, e nuovi approcci in comunicazione ed educazione.

10/02/2015

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Un nuovo rapporto sullo programma UE Food Facility, istituito nel 2008 per contrastare gli effetti negativi della crisi alimentare, mostra che, in tre anni, l'Unione europea ha migliorato la vita di oltre 59 milioni di persone in 49 paesi e ha fornito sostegno indiretto per altri 93 milioni. La relazione di valutazione mostra anche che 1 milione di euro del programma ha portato alla vaccinazione di oltre 44,6 milioni di animali e ha contribuito a formare 1,5 milioni di persone nella produzione agricola. Il programma The Food Facility, che si e' concluso alla fine del 2011, e' stato progettato per colmare il divario tra l'aiuto umanitario d'emergenza e lo sviluppo a lungo termine. Il progetto mira ad aumentare la produzione agricola in 49 dei paesi piu' poveri del mondo, incoraggiando i produttori ad aumentare l'offerta, aiutandoli ad affrontare l'impatto di volatilita' dei prezzi alimentari sulle comunita' locali e aumentando la capacita' degli agricoltori di produrre cibo. Due terzi dei 232 progetti che hanno ottenuto il finanziamento dal Fondo alimentare si sono basate sulla produzione agricola o sull'accesso alle materie agricole (come sementi e fertilizzanti). Le statistiche mostrano che i progetti coinvolti hanno visto un aumento medio del 50 percento della produzione. Anche le misure nutrizionali e le reti di sicurezza sono stati elementi importanti in questi progetti, che costituiscono il 35 percento. Il programma ha fornito anche altri metodi per aumentare la produzione su piccola scala in base alle esigenze dei singoli paesi, come microcrediti, investimenti, attrezzature, infrastrutture e stoccaggio, nonche' la formazione professionale e il sostegno per i professionisti agricoli.

09/02/2015

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Il giorno 28 gennaio 2015 nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles si e' svolta una conferenza presenziata dall'europarlamentare Julie Girling e organizzata dalla rappresentante di EUROCITIES, Anna Lisa Boni, dal nome 'Cleaner air in our cities'. Durante il dibattito si e' parlato del livello dell'inquinamento dell'aria nelle grandi citta' europee che sembrano non riuscire a raggiungere gli standard fissati dall'Organizzazione mondiale della sanita' (World Health Organization - WHO). Secondo i dati raccolti da Marianne Wenning, direttrice del Dipartimento ambientale della Commissione europea, in Europa ci sono annualmente 400.000 morti a causa dell'inquinamento dell'aria. Le statistiche sono allarmanti e bisogna cercare di raggiungere il prima possibile i limiti di qualita' imposti dalla WHO che porterebbero anche ad un miglioramento dei raccolti, centomila posti di lavoro da creare e quaranta miliardi di riduzione dei costi. La norma Euro 6 entrata in vigore il 1 settembre 2014 si e' dimostrata deludente e al di sotto delle aspettative, fa presente Martin Lutz, responsabile del settore per la gestione della qualita' dell'aria del Comune di Berlino, che pero' nutre grandi speranze per la direttiva NEC che prevede il mantenimento delle emissioni di inquinanti nell'atmosfera entro i limiti fissati per ciascun paese dell'UE. Attualmente, proprio grazie a tale direttiva, a Berlino e' stato ridotto del 40 per cento il volume delle auto limitando la velocita' a 30 km, raddoppiando, invece, il numero dei ciclisti. Alla conferenza ha preso parte anche Elliot Treharne responsabile della qualita' dell'aria del Greater London Authority. Londra e', attualmente, la citta' tra le prime 50 con le strade piu' inquinate e gia' dal tredicesimo secolo la popolazione lotta contro l'inquinamento dell'aria. L'attuale sindaco ha imposto una tassa per entrare nelle zone centrali della citta' ed e' riuscito a ridurre l'inquinamento del 20 per cento. Ma, nonostante le precauzioni, le auto elettriche e le bici, nemmeno Londra riuscira' a raggiungere gli standard entro il 2020.

05/02/2015

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