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23/03/2013 13.30 | Tutte | Indietro
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Al via il ticket sui licenziamenti

Di Daniele Cirioli
Al via il ticket sui licenziamenti


Via libera al pagamento del ticket sui licenziamenti introdotto dalla riforma Fornero. Il versamento, in unica soluzione, va fatto entro il giorno 16 del secondo mese successivo a quello durante il quale c'è stato il licenziamento; per i rapporti chiusi tra gennaio e marzo, il termine è fissato al prossimo 16 giugno. La misura del ticket va rapportata a mese, considerando intero quel mese in cui c'è stata prestazione lavorativa di almeno 15 giorni. Lo stabilisce l'Inps nella circolare n. 44/2013.

Il nuovo ticket. Operativo dal 1° gennaio 2013, cioè con riferimento ai licenziamenti intervenuti a partire dal tale data, la nuova tassa è un'invenzione dell'ultima riforma del lavoro. Relativamente alle novità degli ammortizzatori sociali, infatti, la legge n. 92/2012 (la riforma Fornero) ha istituito questo nuovo «contributo sui licenziamenti», ribattezzato «ticket», per finanziare le indennità di disoccupazione, anch'esse nuove, ossia Aspi e miniAspi.

Da ciò l'Inps fa scaturire le prime due precisazioni: 1) che, stante la valenza «contributiva» assegnata al ticket, il versamento soggiace all'ordinaria disciplina sanzionatoria prevista in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria a carico del datore di lavoro; 2) che, atteso il nesso tra ticket e teorico diritto all'Aspi da parte del lavoratore (oggetto di licenziamento), in via di principio il datore di lavoro è tenuto al pagamento del contributo in tutti i casi in cui la cessazione del rapporto generi in capo al lavoratore il teorico diritto alla nuova indennità, a prescindere dall'effettiva percezione.

L'obbligo contributivo. Di conseguenza, spiega l'Inps, l'obbligo contributivo è escluso per le cessazioni dei rapporti che siano avvenute a seguito di: dimissioni, ad eccezione di quelle per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità (ossia il periodo che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio); risoluzioni consensuali, ad eccezione di quelle che siano attivate dalla procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro (in base al cosiddetto nuovo rito Fornero per i licenziamenti economici); decesso del lavoratore. Invece, per espressa previsione normativa, il ticket è dovuto per le interruzioni dei rapporti di apprendistato diverse dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, compresa la conclusione al termine del periodo di formazione.

Il versamento. Il ticket, spiega l'Inps, vale 483,80 euro annui ed è dovuto per un massimo di 36 mesi (tre anni) di anzianità aziendale. Di conseguenza, l'importo massimo è pari a 1.451,00 euro (483,80 per 3). Il ticket, aggiunge l'Inps, va versato in unica soluzione e, in caso di rapporto inferiore a un anno, la misura va rideterminata in base al numero effettivo di mesi di durata della prestazione lavorativa (il mese si considera intero quando si è lavorato per 15 o più giorni). Pertanto, essendo la misura annua pari a 483,80 euro, ne deriva un importo mensile pari a 40,32 euro.

Il ticket, invece, secondo l'Inps, è scollegato all'importo della prestazione individuale, il che significa che la sua misura è sempre la stessa a prescindere dalla tipologia del rapporto cessato, ossia se a tempo pieno o parziale. Sull'Uniemens il ticket va indicato in «CausaleADebito», di «AltreADebito», di «DatiRetributivi» con il nuovo codice causale «M400». Per i licenziamenti già intervenuti nei periodo di paga da gennaio a marzo 2013, il versamento andrà effettuato, senza oneri accessori, entro il 16 giugno e indicando il ticket in «CausaleADebito» di «AltrePartiteADebito» di «DenunciaAziendale», la nuova causale «M401».


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