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09/03/2013 8.41 | Tutte | Indietro
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TempoReale

Lo spesometro al rinvio

Di Cristina Bartelli e Andrea Bongi
Lo spesometro al rinvio


Per le comunicazioni dei beni ai soci e per lo spesometro in arrivo un doppio rinvio. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi i due adempimenti dovrebbero infatti slittare di qualche mese. Per entrambi gli adempimenti, le cui scadenze ufficiali sono rispettivamente il 2 e il 30 aprile, il quadro applicativo è ancora incompleto e mancante di pezzi importanti, tanto che all'ultimo convegno di Assosoftware, lo scorso 5-6 marzo a Bologna, più di qualcuno dei presenti ha colto nelle intenzioni dell'Agenzia delle entrate quella di procrastinare le due scadenze.

In realtà si tratterebbe più che di intenzioni. Per l'Agenzia infatti mettere mano allo spesometro tecnicamente non sarebbe un rinvio del termine del 30 aprile 2013, ma proprio di una nuova scadenza. Infatti, alla base dello slittamento c'è la ragione che lo strumento è stato modificato dall'art. 2, comma 6 e dall'art. 3, comma 2-bis, del dl 16/2012. L'Agenzia sta, infatti, lavorando a un nuovo provvedimento che recepisca le novità legislative e al modello e alle istruzioni.

Per quanto riguarda il conferimento beni ai soci, secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, il nuovo rinvio del termine del 2 aprile arriverà all'interno di un provvedimento che approverà anche modello e istruzioni. Rinvio motivato anche dalla volontà di semplificare più volte confermata dalla stessa Agenzia delle entrate. In entrambi i casi alcuni operatori, presenti a Bologna, sperano addirittura in proroghe di ampio respiro, da collocarsi dopo la stagione dichiarativa di Unico e quindi in autunno.

Questo desiderio, espresso durante il convegno di Assosoftware, verrebbe giustificato dalla opportunità di non creare ingolfamento di scadenze nel periodo dei bilanci e delle dichiarazioni dei redditi. In particolare poi sulle comunicazioni dei beni ai soci in più di un'occasione è stato lasciato intendere ai rappresentanti di imprese e professionisti di voler accogliere le istanze di semplificazione proposte al tavolo ad hoc tra Agenzia, professionisti e imprese.

L'ipotesi che potrebbe prendere forma è quella di intervenire sul campo applicativo della disposizione restringendone la portata alle sole società, anche se sul punto ancora non è stata raggiunta una valutazione definitiva. Le voci di proroga della scadenza dei due adempimenti telematici (la terza per le comunicazioni dei beni ai soci la prima per lo spesometro tout court) sono giunte proprio a ridosso della pubblicazione sul sito delle Entrate dello scadenzario fiscale del mese di aprile. In tale promemoria, almeno per adesso, i due adempimenti sono giustamente collocati alle rispettive date sopra ricordate: 2 aprile 2013 per i beni ai soci e 30 aprile per lo spesometro.

Per il primo lo scadenzario ricorda che trattasi in realtà di due specifici adempimenti a carico dei soggetti esercenti attività d'impresa, sia in forma individuale sia in forma collettiva, oppure, in via alternativa da parte dei soci/familiari dell'imprenditore: la comunicazione all'Anagrafe tributaria dei dati dei soggetti, soci o familiari dell'imprenditore, che hanno ricevuto in godimento beni dell'impresa, nonché i finanziamenti e le capitalizzazioni effettuati e/o ricevuti, con riferimento all'anno d'imposta 2012 nonché quella con riferimento ai beni concessi in godimento nei periodi d'imposta precedenti a quello di prima applicazione delle disposizioni del Provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 16 novembre 2011.

A margine del citato convegno, come detto, si è paventata anche l'ipotesi di limitare l'obbligo della comunicazione telematica ai soli enti collettivi. Questa seconda possibilità trova però un preciso limite nel disposto normativo di cui all'articolo 2, comma 36-sexiesdecies del dl 138/2011 dove si prevede espressamente che, al preciso fine di garantire l'attività di controllo, «l'impresa concedente ovvero il socio o il familiare dell'imprenditore comunicano all'Agenzia delle entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento».

L'utilizzo del termine impresa non può evidentemente che essere interpretato nella duplice veste che la stessa può assumere ovvero quella di impresa individuale o di impresa societaria. Per quanto riguarda il possibile slittamento del c.d. spesometro, anche in questo caso giocano alla base delle motivazioni di natura tecnica la necessità di predisporre le specifiche tecniche e chiarire alcuni punti ancora oscuri.

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