News
06/03/2013 9.51 | Tutte | Indietro
FacebooktwitterYahoo BookmarksLinkedin
TempoReale

Crollo dei consumi, livello del 2004

Crollo dei consumi, livello del 2004


I prezzi raddoppiano e i consumi crollano. A gennaio sono diminuite del 2,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e dello 0,9% su dicembre. In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore, corretto dai fattori stagionali, segnala un nuovo arretramento, dato che ha riportato i consumi sui livelli di fine 2004. Lo rileva l'indicatore dei consumi di Confcommercio.

Nel mese di gennaio, sia i servizi sia i beni, prosegue Confcommercio, hanno mostrato riduzioni di un certo rilievo, pari rispettivamente a -0,7% e -1,0%. La tendenza al ridimensionamento della domanda ha interessato, nel primo mese del 2013, tutte le funzioni di spesa, a segnalare come il permanere della crisi, che ha già modificato le abitudini di acquisto delle famiglie anche in termini di rapporto qualità/prezzo, stia comportando una riduzione generalizzata della domanda.

In linea con quanto già accaduto nel 2012, solo il complesso dei beni e servizi per le comunicazioni ha mostrato una variazione positiva delle quantità acquistate dalle famiglie (+5,7% rispetto l'analogo mese del 2012). Le differenze con quanto rilevato dalla Contabilità nazionale, che segnala anche per le comunicazioni una diminuzione dei volumi nel 2012, derivano dalla diversa costruzione dell'aggregato che nell'Icc include alcuni beni (computer e accessori per l'informatica) che nelle classificazioni ufficiali sono inclusi nei beni e servizi ricreativi.

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di marzo 2013 si stima una variazione congiunturale dell'indice dei prezzi al consumo dello 0,4%, con un tasso di crescita tendenziale pari all'1,8%. In termini tendenziali si tratterebbe del sesto mese consecutivo di ridimensionamento della variazione dei prezzi. Non appare tuttavia scongiurato il pericolo di un'inflazione che, nella media dell'anno, potrebbe approssimarsi al 2%, soprattutto in considerazione del programmato incremento dell'Iva a partire dal prossimo mese di luglio. Tale eventualità avrà ripercussioni in termini di ulteriori cali dei consumi delle famiglie.

Norme | Help | Faq | Contattaci | Note sull'utilizzo dei dati
ItaliaOggi online© ItaliaOggi Partita IVA 08931350154