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05/03/2013 17.30 | Tutte | Indietro
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Ragionieri senza riforma delle pensioni. Anc in allerta

Di Ignazio Marino
Ragionieri senza riforma delle pensioni. Anc in allerta


La riforma delle pensioni dei ragionieri resta in stand-by. Approvata dall'assemblea dei delegati della Cassa del 10 novembre (seppur in ritardo rispetto ai tempi previsti dalla riforma Fornero) e immediatamente inviata ai ministeri vigilanti, da allora è calato il silenzio sulle nuove misure che allontanano nel tempo la pensione e aumentano i contributi per i professionisti. Misure finalizzate a garantire l'equilibrio a 50 anni ma che restano sospese fino a quando i ministeri del lavoro e dell'economia non daranno il via libera ufficiale.

Una situazione di incertezza che ha messo in allerta l'Associazione nazionale dei commercialisti. «C'è preoccupazione fra i ragionieri», dice il presidente Marco Cuchel, «perché non sappiamo se si può presentare la domanda di pensionamento con i vecchi requisiti oppure si devono aspettare i nuovi visto che, sulla carta, la riforma decorre dal primo gennaio 2013. Sono più di tre mesi e mezzo che i correttivi sono stati approvati internamente. Se c'è qualcosa che non va i ministeri lo dicano e si provvederà a fare le modifiche, altrimenti di provveda a dare il via libera».

Fra le novità più rilevanti, la Cassa di previdenza dei ragionieri ha previsto: la soppressione della pensione di anzianità, sostituita dalla pensione anticipata; una progressiva elevazione dei requisiti di età e di contribuzione per la pensione di vecchiaia; la progressiva elevazione dell'aliquota del contributo soggettivo fino al 15%; la riduzione dell'importo minimo del contributo integrativo; l'introduzione di un contributo di solidarietà a carico dei pensionati, per gli anni dal 2014 al 2016, facendo salve le pensioni più basse; la possibilità di proseguire la contribuzione con versamenti volontari; incentivi per chi posticipa la decorrenza della pensione; il riconoscimento di una parte del contributo integrativo nel montante dei giovani iscritti.

La preoccupazione dell'Anc, però, va oltre la riforma che, come spiega Cuchel, «prima o poi dovrà comunque essere approvata». C'è infatti il tema delle iscrizioni alla Cnpr che sono crollate negli ultimi cinque anni, ovvero da quando nel 2008 è nato l'Albo unico dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. «Come sindacato da tempo chiediamo una soluzione ad un problema che ha creato una legge dello stato. Abbiamo proposto anche delle soluzioni, come l'iscrizione all'ente degli esperti contabili oppure di altre figure prive di albo. I ministeri approvino al più presto la riforma sulla sostenibilità e metta mano al più presto anche all'allargamento della base demografica», è l'appello di Cuchel.


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