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05/03/2013 10.00 | Tutte | Indietro
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TempoReale

Dm appalti al palo

Di Benedetta Pacelli
Dm appalti al palo


Finiscono (per ora) in un cassetto i parametri per i compensi delle gare di progettazione. L'atteso regolamento che avrebbe dovuto determinare «i corrispettivi a base di gara per gli affidamenti di contratti di servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria», si impantana, infatti, di nuovo nelle stanze ministeriali.

Questa volta a cercare di trovare una quadratura del cerchio rispetto ai rilievi sollevati è il ministero delle Infrastrutture guidato da Corrado Passera che, insieme a quello della giustizia, ha ricevuto la delega per determinare tali corrispettivi appunto con un decreto interministeriale «che avrebbe anche definito le classificazioni delle prestazioni professionali relative ai predetti servizi». Ma il tutto con un paletto preciso: «I parametri individuati non possono condurre alla determinazione di un importo a base di gara superiore a quello derivante dall'applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell'entrata in vigore del presente decreto».

Proprio quello che viene contestato al provvedimento. E il rischio che il testo passi direttamente nelle mani del nuovo governo è dietro l'angolo vista la difficoltà dei due dicasteri di venire a capo di tale criticità. Il regolamento, infatti, ha ricevuto poche settimane fa pesanti osservazioni da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell'Autorità di vigilanza dei contratti pubblici secondo i quali i parametri contenuti nel provvedimento supera le vecchie tariffe professionali e volta le spalle al mercato.

Secondo i due organi, che hanno fornito un parere sostanzialmente allineato, il quadro di sintesi e le verifiche elaborate dal ministero della giustizia con tanto di grafici e tabelle presenti nella relazione illustrativa non sono sufficienti a ricavare che i parametri non determinino corrispettivi maggiori delle vecchie tariffe. E non solo perché secondo l'Authority il calcolo del corrispettivo non sembrerebbe rinconducibile ai risultati di un'analisi di mercato, ma piuttosto a un approccio pragmatico che ha assunto quali riferimenti le precedenti tariffe e quelle del recente dm 240/10.

Un'accusa respinta al mittente dalle stesse categorie tecniche che hanno invece verificato come, in tutte le ipotesi declinabili, i parametri risultano sempre inferiori alle abolite tariffe del 2001 e, quindi, sono in sintonia con la legge. Il punto semmai è che secondo qualcuno si è dato spazio ad interpretazioni che non tengono conto delle differenze e novità della nuova normativa, non automaticamente comparabile con quella precedente, peraltro sempre a parere delle categorie tecniche carente in molti aspetti.


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