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14/07/2012 13.00 | Tutte | Indietro
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TempoReale

Regime premiale esteso nel 2012

Di Cristina Bartelli
Regime premiale esteso nel 2012
Roberto Falcone


Il boccone dell’accesso al regime premiale limitato a soli 55 studi di settore va di traverso ai rappresentanti di professionisti e imprese che siedono al tavolo di coordinamento con l’Agenzia delle entrate. Rete imprese Italia, ieri, ha rilasciato una nota in cui critica la scelta dell’Agenzia di aprire una sorta di club esclusivo dei meritevoli degli studi (si veda ItaliaOggi di ieri). Accedere al regime premiale vuol dire, infatti, ricevere un consistente alleggerimento in caso di accertamento, di obblighi e criteri di selezione, a fronte, ovviamente, dell’ingresso a tutta una serie di condizioni.

Nella nota, il presidente di turno Giorgio Guerrini (Confartigianato) dichiara: «Il 2011 va considerato soltanto un anno di transizione per il regime premiale degli studi di settore. Già dal 2012 dovranno avere la possibilità di accedere al regime premiale tutti i contribuenti soggetti agli studi che risultino congrui e coerenti, senza discriminazioni settoriali».

Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i professionisti e le imprese avrebbero sul punto ricevuto rassicurazioni che la selezione all’ingresso sarà tolta dal 2012, anche se, fanno osservare alcuni esperti, la strada individuata e scelta dall’Agenzia è forse quella di un accesso in salita, se si considera che, oltre ai requisiti previsti per legge di congruità e coerenza, è stato aggiunto il requisito della normalità economica, non previsto dalla norme. Su un’estensione nel 2012 le imprese restano scettiche: «Se le scelte operate dall’amministrazione finanziaria in sede di prima applicazione», continua Guerrini, «dovessero consolidarsi per il futuro, si mortificherebbe nei fatti lo spirito che ha mosso il legislatore a prevedere uno schermo da altri accertamenti induttivi per i soggetti congrui e coerenti agli studi di settore oltre ad un’altra serie di benefici. «In tal caso», prosegue la nota, «Rete Imprese Italia deciderà quali azioni intraprendere in materia, poiché ritiene indispensabile ripensare alla scelta operata nel provvedimento, individuando limiti oggettivi di “tolleranza”, in considerazione della numerosità delle informazioni richieste e dei conseguenti possibili errori che possono essere commessi in buona fede».

Pietro Panzetta, tesoriere dei Consulenti del Lavoro, osserva che: «I consulenti non conoscono i risultati delle analisi che l’Agenzia ha prodotto, quindi la prima valutazione che ci sentiamo di fare è che il provvedimento è privo di compliance; quello stesso sentimento che l’ufficio auspica». Ma sono sicuri che l’Agenzia prontamente vorrà trovare adeguate soluzioni. Per i consulenti: «Ad ogni modo, a voler considerare l’affermazione del Direttore Befera, fatta al 3° Festival del Lavoro circa il dubbio “sull’applicazione degli studi di settore ai professionisti”, è facilmente intuibile che i criteri di coerenza dei professionisti siano ancora da riconsiderare e per questo che gli stessi non sono stati considerati in questo primo provvedimento».

Per Claudio Regis, coordinatore delle attività economico giuridiche nella commissione esperti degli studi di settore, l’esclusione tout court dei professionisti è per il momento una questione tecnica: «Per i professionisti non sono ancora stati individuati gli indici necessari e il regime premiale dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno, evidentemente sarebbe stata opportuna l’immediata applicabilità della norma», spiega a ItaliaOggi. Specificando che dovrebbe essere prevista una applicazione che prenda come riferimento la congruità e coerenza entro l’intervallo di confidenza.

Toni tuttaltro che concilianti per Roberto Falcone, presidente della Lapet: «Siamo certi si tratti di una svista tecnica, dovuta magari al particolare e contingente momento. Il provvedimento infatti non regge in quanto siamo in presenza di una chiara illegittimità costituzionale». Nella comunicazione inviata lo scorso 25 giugno dall’Agenzia delle entrate si anticipa che la scelta è «ricaduta su studi particolarmente affidabili anche in termini di capacità di evidenziare infedeltà nella compilazione della relativa modulistica». Come a voler dire i virtuosi stanno altrove.
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