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14/07/2012 14.00 | Tutte | Indietro
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Carico fiscale e contributivo, l'Italia svetta in Europa

Carico fiscale e contributivo, l'Italia svetta in Europa


Diminuisce la pressione fiscale in Europa, ma cresce in Italia. A fronte di un “tax ratio” sul prodotto interno lordo che nell’Ue pesa in media per il 38,5%, nel nostro paese tale quoziente si attesta nel 2010 al 42,3%. Nel 1995 la percentuale che misura l’incidenza totale di imposte e contributi sul Pil era pari al 39,4% nell’area Ue e al 39,8% in Italia. È quanto emerge da una ricerca messa a punto da Synergia Consulting Group, network tra studi di commercialisti con oltre 200 professionisti in tutta Italia, basata sui dati Eurostat relativi al periodo 1995-2012.

A livello di tax ratio complessivo, si assiste a una diminuzione piuttosto generalizzata. Oltre all’Italia (+2,5% tra il ’95 e il 2010), registrano segno più Belgio (+0,1%), Austria (+0,6%), Cipro (+8,8%), Gran Bretagna (+0,9%), Malta (+6,5%), Portogallo (+2%) e Grecia (+1,9%). Analizzando le singole tipologie reddituali, inoltre, emerge che l’Italia si posiziona al primo posto per carico fiscale e contributivo sul lavoro. Già nel 1995 il Belpaese presentava un quoziente superiore alla media europea (37,8% contro 35,3%), ma alla fine del 2010 il gap si è allargato ulteriormente (42,6% contro 33,4% dell’Ue). Anche per quanto riguarda i proventi da capitali (rendite, dividendi e interessi) l’Italia è ai primi posti, classificandosi con un tax rate superiore al 25% alle spalle della sola Svezia.

Lo studio sottolinea che il peso complessivo di tasse e contributi sul prodotto interno lordo in Europa è di circa il 39%, contro il 26,9% del Giappone e il 24,8% degli Stati Uniti. «L’Unione Europea è considerata un’area del mondo con elevato carico fiscale», spiega Pietro Mastrapasqua, amministratore delegato di Synergia Consulting Group, «Per attirare nuovi investimenti e favorire lo sviluppo delle economie, bisogna riflettere su un carico impositivo più equilibrato. Al giorno d’oggi i mercati sono globali e per stimolare la crescita anche il fattore tributario è diventato estremamente rilevante».

La Scandinavia si conferma la zona dell’Ue con il prelievo erariale e previdenziale maggiore. Nonostante un calo tra il 1995 e il 2010 di circa il 2%, Danimarca (47,6%) e Svezia (45,8%) si collocano in testa alla classifica europea. I paesi dove il carico tributario e contributivo è più leggero, secondo la ricerca, sono invece Irlanda (28,2%), Slovacchia (28,1%), Bulgaria (27,4%), Lettonia (27,3%) e Romania (27,2%).