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05/07/2012 14.00 | Tutte | Indietro
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Professioni, il tirocinio di 18 mesi č retroattivo

Di Gabriele Ventura
Professioni, il tirocinio di 18 mesi č retroattivo


Il nuovo tirocinio per l'accesso alle professioni regolamentate è retroattivo. Così, anche chi ha avviato la pratica prima dell'entrata in vigore della disciplina potrà sostenere l'esame dopo i 18 mesi previsti dal dl liberalizzazioni. Lo ha chiarito il ministero della giustizia, che con una circolare emanata ieri ha fatto dietrofront rispetto a un precedente parere emanato circa un mese fa, che invece optava per l'irretroattività della norma.

Entrando nel dettaglio, il nodo sciolto dal Dipartimento per gli affari di giustizia riguarda l'interpretazione dell'art. 9, comma 6, del dl n. 1/2012, entrato in vigore il 24 gennaio 2012, dove si stabilisce che «la durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate non può essere superiore a diciotto mesi». Circa un mese fa, però, su richiesta del Consiglio nazionale forense, via Arenula ha affermato in un parere che la norma avrebbe riguardato solo coloro che hanno avviato la pratica dopo il 24 gennaio 2012, scatenando il caos all'interno di quegli ordini professionali che avevano già cominciato a rilasciare certificati di compiuta pratica interpretando la norma come retroattiva. Ora, invece, il ministero sostiene che «nel caso di specie, deve ritenersi che la norma sia applicabile immediatamente, ovvero anche ai casi di tirocinio iniziato in precedenza».

«Si evidenzia, al riguardo», continua la circolare, «che la volontà del legislatore è chiaramente improntata ad ampliare fin dall'immediato la possibilità di accesso dei giovani al mondo del lavoro, in armonia con il più generale disegno di liberalizzazioni delle professioni». «Peraltro, ove si accedesse alla contraria interpretazione», spiega ancora via Arenula, «si verificherebbero situazioni di palese disparità di trattamento nell'accesso alla professione in relazione alla data di inizio del tirocinio, nel senso di penalizzare fortemente coloro che abbiano iniziato la pratica professionale immediatamente prima dell'entrata in vigore della norma, e ciò in violazione del principio costituzionale di uguaglianza consacrato nell'art.3 Costituzione». «Si rileva, altresì», specifica il Dipartimento, «che in sede di conversione il legislatore ha usato, per riferirsi alla durata del tirocinio, il tempo presente in sostituzione del tempo futuro previsto nel decreto. D'altra parte, si ritiene che l'esame di abilitazione opererà la verifica necessaria in ordine all'idoneità allo svolgimento della professione, rispetto alla quale la fase preparatoria rappresenta un mero requisito di ammissione».

Una retromarcia, quella del ministero della giustizia, che rischia però di alimentare altro caos. Gli ordini, infatti, hanno già trasmesso il precedente parere (cui si è aggiunto quello conforme del Miur) ai consigli territoriali, alcuni dei quali si sono adeguati informando di conseguenza gli iscritti. Ora, soprattutto per quanto riguarda gli avvocati, il cui bando di esame sarà emanato a breve, dovrà partire una capillare campagna di controinformazione.

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