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26/05/2012 11.00 | Tutte | Indietro
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L’F24 semplificato dal 1° giugno

Di Maurizio Bonazzi
L’F24 semplificato dal 1° giugno


Dal 1° giugno entra in scena l’F24 semplificato. Un modello di pagamento mono pagina ideato per agevolare i contribuenti che devono pagare e compensare le imposte erariali, regionali e degli enti locali. Il modello, tenuto ieri a battesimo da un provvedimento del direttore delle Entrate, non può essere usato per effettuare versamenti diretti all’Inps o ad altri enti previdenziali e assicurativi. Mentre per quanto riguarda l’Imu, imposta per la quale è stato pensato e realizzato, si prevede che nel caso in cui il pagamento riguardi immobili che richiedono la presentazione della dichiarazione, occorrerà barrare lo spazio «immob. variati». Sennonché, ad oggi, non è ancora dato sapere per quali immobili scatterà l’obbligo dichiarativo perché questo lo dirà il decreto ministeriale con il quale saranno «disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione» (art. 13, c. 12-ter, dl n. 201/2011). È ragionevole ritenere che fino a quel momento i contribuenti saranno legittimati a lasciare in bianco la casella in questione. Va poi evidenziato che con il provvedimento di approvazione dell’F24 semplificato, il direttore dell’Agenzia ha altresì esteso la modalità di versamento mediante modello F24EP per consentire agli enti pubblici il versamento dell’Imu.
 
Due in uno. Per le sue caratteristiche, precisa il provvedimento del direttore dell’Agenzia, il nuovo F24 si presta anche alla «postalizzazione» da parte dei comuni delle richieste di pagamento dell’Imu. Il modello, composto da una sola facciata, contiene due distinte di pagamento: la parte superiore è la copia per chi effettua il versamento, la parte inferiore è la copia per la banca, l’ufficio postale o l’agente della riscossione. All’interno della sezione «Motivo del pagamento» nella colonna «Sezione» il contribuente deve indicare il destinatario del versamento: «ER» (erario) o «RG» (regione) o «EL» (ente locale). Non è pertanto possibile utilizzare il nuovo modello per effettuare versamenti diretti all’Inps o ad altri enti previdenziali e assicurativi. Nelle colonne successive va inserito il codice tributo e il codice ente per i quali si effettua il versamento e l’anno di riferimento. Le istruzioni al modello precisano che i campi con lo sfondo grigio (relativi a ravvedimento, immobili variati, acconto, saldo, numero immobili e detrazione) devono essere compilati esclusivamente da chi utilizza il modello per i versamenti Imu.
 
Gli arrotondamenti e l’Imu. Le avvertenze per la compilazione dell’F24 semplificato precisano che in presenza di importi con più cifre decimali occorre arrotondare la seconda con il seguente criterio: se la terza cifra è uguale o superiore a 5, si arrotonda al centesimo per eccesso, altrimenti per difetto (ad esempio: 52,755 euro arrotondato diventa 52,76). Nulla viene detto, però, con riguardo alla deroga legislativa prevista per i versamenti Imu. Infatti, l’art. 1, c. 166, della legge n. 296/2006, dispone che «il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo»: pertanto se l’Imu dovuta per l’abitazione principale è pari a 52,76 euro, dovrà essere arrotondata a 53,00 euro e così indicata nell’F24 con il codice tributo 3912. Al riguardo il ministero delle finanze, con la circolare n. 3/DF del 18/5/2012, ha precisato che «poiché a ciascuna tipologia di immobile è associato un differente codice tributo, l’arrotondamento all’unità deve essere effettuato per ciascun rigo del modello F24 utilizzato» compresa, quindi, l’eventuale quota di Imu destinata allo Stato.

Sempre in tema di Imu occorre prestare particolare attenzione ai cosiddetti «importi minimi». Ciò in quanto, mentre per i tributi erariali l’importo minimo è fissato a 12 euro (art. 25 legge n. 289/2002), per i tributi locali gli enti possono anche abbassare l’asticella del versamento minimo al di sotto dei 12 euro (art. 1, c. 168, legge n. 296/2006). Va da sé che se un comune ha previsto, con apposita disposizione regolamentare, un importo minimo, ad esempio, di 6 euro, l’Imu (quota comune e quota Stato) dovrà comunque essere versata (3 al comune e 3 allo Stato). Naturalmente l’importo minimo deve essere confrontato con l’imposta complessivamente dovuta per l’anno e non con riguardo al solo acconto.
 
La compensazione. Il contribuente può compensare i crediti che gli spettano con i debiti inerenti tributi indicati nello stesso modello F24. Con questo nuovo modello non sarà pertanto possibile compensare crediti vantati nei confronti dell’Inps o di altri enti previdenziali. Occorre poi tener presente che, come per il «vecchio» F24 (che naturalmente resta ancora in vita) il credito si può compensare fino ad azzerare il totale dei debiti. Il saldo finale del modello, infatti, non può mai essere negativo e riportare, quindi, un’eccedenza di credito, ma soltanto positivo, cioè chiudere con un importo da versare, oppure pari a zero. Anche in quest’ultima ipotesi, in cui nulla risulta dovuto in seguito alla compensazione perché il saldo finale è zero, il contribuente deve comunque compilare e presentare il modello. In ogni caso, l’importo massimo compensabile è pari a 516.456,90 euro.
 
Soppressioni. Il provvedimento sull’F24 ha altresì disposto la soppressione, a far tempo dal 1° giugno 2012, del modello «F24 predeterminato» per i pagamenti dell’Ici, ferma restando la possibilità di utilizzare i modelli precompilati già distribuiti ai contribuenti.

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