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25/04/2012 14.15 | Tutte | Indietro
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Troppi veterinari e precari a lungo

Troppi veterinari e precari a lungo


I veterinari italiani sono troppi. E il sovrannumero sta facendo calare opportunità di inserimento e crescita tra i più giovani, svilendo sempre di più la professione. La denuncia arriva dal sindacato di categoria, il Sivelp che sottolinea come il forte numero di laureati in medicina veterinaria porti al conseguente «esubero di nuove leve rispetto alle reali necessità, ingrossando le fila dei disoccupati, sottoccupati o degli eterni tirocinanti».

Una denuncia che prende il via da alcuni dati sulla crisi della professione resi noti dallo stesso sindacato: il numero degli iscritti e quello dei professionisti con reddito inferiore a zero è pari rispettivamente a 983 e 2.361 e il numero degli iscritti esonerati dall'invio del Modello 1 in quanto dipendenti è 7 mila. Il punto, secondo il segretario del sindacato Angelo Troi, è che c'è una forte incoerenza tra l'abilitazione all'esercizio della professione che il neo laureato riceve al termine del percorso universitario e una recente disposizione normativa (circolare n. 5/2012 della Federazione nazionale Ordine veterinari Italiani), secondo la quale si crea la figura di un tirocinante che non ha «alcuna reale abilitazione alla professione», poiché non può esercitare senza la presenza di un veterinario professionista della struttura presso la quale presta servizio gratuitamente.

Non solo, secondo la circolare, il tirocinante si assume ogni responsabilità per eventuali infortuni o danni causati, rinuncia a ogni pretesa economica e non ha compiti specifici all'interno della struttura stessa. Ecco perché il segretario Troi propone una soluzione alla questione che si presenta da anni: «Creare una selezione più forte nel settore, ovvero rilasciare l'abilitazione alla pratica della professione dopo due anni di praticantato che abiliti ufficialmente alla professione», tutto questo permetterebbe di annullare il tirocinio a oltranza e regolamentare il percorso formativo, incentivando le cliniche realmente interessate alla formazione.

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