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23/09/2011 18.00 | Tutte | Indietro
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Tributaristi, piattaforme blindate

Di Benedetta Pacelli
Tributaristi, piattaforme blindate


Le piattaforme comuni non si toccano. L'ipotesi di abolire quei tavoli di concertazione previsti dalla direttiva Zappalà per colmare le differenze formative tra i diversi paesi (si veda ItaliaOggi del 20 settembre) non piace alle associazioni dei tributaristi. Tutti si dicono favorevoli alla pubblicazione da parte della Commissione europea del Libro verde, perché questo rappresenta un punto di partenza su cui continuare a lavorare affinché la modernizzazione della direttiva sulle qualifiche professionali resti una priorità, ma guai ad abolire le piattaforme cuore della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Tutt'al più si può pensare, come si ipotizza da Bruxelles, di ridurne l'adesione dei paesi membri. «Le piattaforme non si possono assolutamente eliminare ma è il sistema per la loro creazione che va modificato», dice Roberto Falcone, presidente della Lapet, «si può però pensare, per esempio, che siano solo due stati membri ad aderirvi. A quel punto dall'esperienza di quella piattaforma resa pubblica potrebbero attingerebbe gli altri paesi». «Le piattaforme sono un tavolo di confronto indispensabile», dice anche Arvedo Marinelli, presidente dell'Ancot, «e l'augurio è che partano al più presto anche perché abbiamo fatto e vinto una grande battaglia per parteciparvi». Anche per Marinelli semmai la strada è quella di una loro riduzione «perché questo renderebbe più facile l'organizzazione dei tavoli di rappresentanza. Noi abbiamo già comunicato di essere favorevoli per esempio ad una riduzione anche bilaterale». Di tutt'altro avviso Luigi Pessina, presidente dell'Ancit convinto che con l'abbassamento della soglia dei partecipanti si sminuirebbe il valore complessivo della direttiva: «Devono parteciparvi tutti i paesi aderenti in maniera unitaria altrimenti non ha senso». O si cancella per intero tutto il provvedimento o si pensa a migliorarlo, ma farlo, per Pessina, vuol dire mettere intorno ad un tavolo «tutte le forze economiche che gravitano attorno allo stesso settore di attività e quindi mantenendo l'allargamento alle associazioni». La Commissione per le problematiche europee dell'Istituto nazionale tributaristi fa invece sapere Riccardo Alemanno, presidente dell'Int, «ha terminato il lavoro di analisi e di risposte i quesiti relativi alle professioni in Europa e attraverso i propri dirigenti, ha saputo dare il proprio apporto con la consapevolezza di essere un operativo organismo di rappresentanza di professionisti e di volerne salvaguardare l'attività».

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