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12/08/2011 10.56 | Tutte | Indietro
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CRISI: Palacino (Bny Mellon) avvio Milano e' risposta a manovra Tremonti


MILANO (MF-DJ)--"I ribassi in apertura di seduta? La colpa non e' di
Consob, ma di Roma. E' una risposta chiara e inequivocabile a una Manovra
che si preannuncia sbagliata, sinistramente simile a quella che Atene
varo' l'anno scorso per cercare di rilanciare la propria economia e che si
rivelo' del tutto inefficace".

Lo ha spiegato a MF-Dowjones il d.g. di Bny Mellon, Marco Palacino, in
riferimento al ritardo con cui Consob questa mattina, a mercati gia'
aperti, ha comunicato il divieto di vendere allo scoperto i titoli delle
aziende quotate a Piazza Affari. Malgrado la decisione fosse attesa e del
tutto scontata, la comunicazione ritardata del provvedimento ha fatto si'
che nei primi minuti di contrattazione il comparto finanziario finisse
ancora una volta nell'occhio del ciclone e bersagliato dalle vendite per
una manciata di minuti.

"Se c'e' ancora chi ritiene di doversi disfare di Unicredit a 0,95
euro/azione e di Intesa Sanpaolo a un euro, significa che i grandi
investitori continuano ad avere poca fiducia nel Paese e nelle sue aziende
piu' rappresentative", spiega ancora Palacino, secondo il quale l'attuale
mancanza di fiducia sarebbe dettata soprattutto "dalle risposte troppo
blande che il mondo politico sta fornendo per fronteggiare il momento di
difficolta'".

"Quelle annunciate da Tremonti un paio di giorni fa sono
'liberalizzazioni light'. Hanno ragione Fini e Casini a dirsi sconcertati.
Ci sono solo tasse, per giunta mal distribuite, e poche aperture allo
sviluppo", ha proseguito Palacino. "Occorre cercare di far cassa
predisponendo il collocamento di quote di Enel ed Eni, anche in presenza
di Borse depresse. L'idea di quotare Banco Posta andrebbe anche bene, ma
in questo momento occorre attuare provvedimenti con la massima urgenza e
avviare un iter di quotazione per un asset di quelle dimensioni
necessiterebbe di almeno 9 mesi".

Con queste premesse, Palacino non esclude un autunno caldo anche per
l'Italia. "Ci sono possibilita' concrete che i disordini in Inghilterra
siano destinati a estendersi anche qui". In tutta Europa, "negli ultimi
anni il capitalismo ha adottato politiche che hanno acuito le tensioni
sociali e ora sta iniziando a pagare il conto per aver lasciato fuori dal
mondo del lavoro un sacco di gente e averla confinata al di sotto della
soglia di poverta'".

"Non tassare le grandi ricchezze, facilitare i licenziamenti per le
aziende e minacciare di togliere giornate di ferie spostandole nei fine
settimana rischiano di essere un cocktail esplosivo. Non dimentichiamoci
che anche la crisi del Maghreb prese il via da una rivolta spontanea di
giovani tunisini contro l'oligarchia" ha concluso.
ofb
oscar.bodini@mfdowjones.it
(fine)

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