ItaliaOggi
Numero 102, pag. 5 del 30/4/2010
PRIMO PIANO
Ecco deputati e senatori che sono pure consulenti. E qualcuno ammette: c'è inquinamento dei ruoli
Ministri, boom di consiglieri politici
In palio il ritorno di immagine, ma a volte anche uffici e rimborsi
 di Stefano Sansonetti  
Si tratta di una categoria che va affermandosi in modo sempre più consistente. Sono i consiglieri «politici» dei vari ministri, tutti indistintamente in possesso anche di uno scranno parlamentare, a Montecitorio o a palazzo Madama che sia. Il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, per esempio, vanta addirittura cinque di questi collaboratori. Il collega Renato Brunetta, almeno fino all'anno scorso, ne contava tre. A seguire diversi altri ministri. Un doppio incarico in pieno stile? Non proprio, dal momento che essere consigliere politico non dà diritto a una specifica indennità. Non di rado, però, offre la possibilità di avere rimborsi, stanze ministeriali e personale di segreteria. Ma soprattutto, almeno a stare a quanto raccontano i diretti interessati, ricoprire l'incarico offre una sorta di «vantaggio immateriale» che per un politico ha un valore inestimabile, ovvero il ritorno di immagine. E allo stesso tempo produce, secondo quanto ammette onestamente qualcuno di loro, un rischio non da poco: la confusione dei ruoli, perché se il parlamento è tenuto istituzionalmente a controllare il governo, questo funzione risulta inficiata nel momento in cui un nutrito drappello di parlamentari va a collaborare con i vari ministri.

ItaliaOggi ha fatto un viaggio nel mondo dei consiglieri politici. L'indagine ha fatto emergere un gruppo di undici parlamentari, fra deputati e senatori, tutti del Pdl. Ma il numero potrebbe anche aumentare, se solo il titolare di qualche dicastero lo volesse, perché non c'è un limite. Prima di entrare nel merito, però, occorre precisare che la figura del consulente parlamentare non è prerogativa del centrodestra. Nella scorsa legislatura, per esempio, l'ex premier, Romano Prodi, aveva un consigliere-deputato. Rimanendo all'attualità, non si può fare a meno di notare come il recordman dei consiglieri-parlamentari sia Claudio Scajola. Ne ha addirittura cinque: Andrea Orsini (deputato) per gli affari politici, Salvatore Cicu (deputato) per i temi economici, Raffaele Lauro (senatore) per gli affari politici e la sicurezza, Ignazio Abrignani (deputato) per l'economia e Massimo Nicolucci (deputato) per gli affari esteri. Lo staff di Scajola, interpellato sul punto, ha spiegato che si tratta di incarichi conferiti dal ministro con lettera e a titolo gratuito. Ma ha aggiunto che questi consiglieri hanno una stanza al ministero, una segreteria comune e possono avere diritto a rimborsi vari, a seconda della missione che Scajola può di volta in volta assegnare.

Dietro Scajola troviamo il ministro della funzione pubblica. Dal sito internet del ministero risulta che fino al 31 dicembre del 2009 Brunetta ha avuto come consiglieri Giorgio Stracquadanio (deputato) per le questioni relative all'esercizio dell'azione collettiva, Cinzia Bonfrisco (senatrice) per le politiche del lavoro e l'innovazione organizzativa nella Pa e Maurizio Castro (senatore) per la semplificazione. Tutti a titolo gratuito e in questo caso senza nemmeno una stanza a palazzo Vidoni. Al punto che viene da chiedersi perché, in assenza di prebende concrete, un parlamentare accetti di diventare consigliere di un ministro. «Semplice», spiega Stracquadanio, che fa anche il consulente per la comunicazione del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, «perché l'incarico dà un'esposizione pubblica non indifferente, insomma ha ricadute notevoli sulla constituency». Insomma, presentarsi come consigliere politico di un ministro dà un ritorno di immagine, di visibilità, che per un politico è tutto. Lo stesso Stracquadanio, però, ammette che gli incarichi rappresentano un sistema «per rafforzare la compagine di governo senza allargarla formalmente». E ammette che questo «produce un rischio di commistione, di inquinamento rispetto al ruolo di controllo che il parlamento dovrebbe avere sul governo».

Tra gli altri ministri troviamo quello degli esteri Franco Frattini, che ha come consigliere per le questioni politiche la deputata Michaela Biancofiore, a titolo gratuito ma con stanza ed e-mail ministeriale. Il consigliere politico di Giulio Tremonti, a via XX Settembre, è Marco Milanese, deputato tuttofare del ministro, colui che tiene i rapporti con i parlamentari, si occupa di nomine nelle spa del Tesoro e spesso e volentieri è relatore dei più importanti provvedimenti economici. E il deputato Eugenio Minasso, a chiudere, è il consigliere politico a titolo gratuito del ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli. Il sistema, dicevamo, era in auge anche con il centrosinistra. Nella scorsa legislatura Prodi aveva il deputato Sandro Gozi come consigliere per la definizione dei contenuti e l'organizzazione delle celebrazioni del cinquantennio della firma dei Trattati di Roma.

ItaliaOggi copyright 2014 - 2014. Tutti i diritti riservati
Le informazioni sono forniti ad uso personale e puramente informativo. Ne e' vietata la commercializzazione e redistribuzione con qualsiasi mezzo secondo i termini delle condizioni generali di utilizzo del sito e secondo le leggi sul diritto d'autore. Per utilizzi diversi da quelli qui previsti vi preghiamo di contattare mfhelp@class.it
Torna indietro
Stampa la pagina