ItaliaOggi
Numero 277  pag. 2 del 22/11/2014 | Tutti | Indietro
I COMMENTI
L'analisi

Le regioni al voto per via giudiziaria. Meglio abolirle

 di Massimo Tosti  

Domani si vota, non in tutta Italia, ma soltanto in due regioni: Emilia-Romagna e Calabria. Gli elettori vengono chiamati anticipatamente alle urne per ragioni giudiziarie. Il governatore dell'Emilia, Vasco Errani si è dimesso nel mese di luglio dopo aver subito una condanna (in appello) per falso ideologico, contro la quale ha fatto ricorso. Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, è stato condannato a sei anni in primo grado per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Nei prossimi mesi i cittadini di altre sette regioni saranno chiamati alle urne: nella maggior parte di esse molti consiglieri sono stati indagati o condannati per i rimborsi spese discutibili incassati durante il loro mandato. Matteo Renzi ha l'opportunità per dimostrare il suo coraggio e la voglia di far «svoltare» l'Italia. Il parlamento dovrà discutere la riforma del Titolo V della Costituzione che regola la spartizione di competenze fra lo Stato centrale e le Regioni. Quel che l'opinione pubblica (e il semplice buon senso) invoca è che le regioni vengano semplicemente abolite. Finirà così lo scandalo delle siringhe (che le Asl del Sud pagano cinque o dieci volte di più di quelle del Nord), e degli sperperi mostruosi del denaro pubblico. Il test di domani è importante per questo motivo. Ma si dovrà anche verificare l'entità dell'astensionismo, l'unica arma che hanno in mano i cittadini per certificare il loro disgusto nei confronti dell'istituto regionale. Ma il test varrà anche per altre ragioni minori. È l'occasione per verificare se è ancora in corso la luna di miele di Renzi con l'elettorato: se manterrà il 40,8% dei consensi, o cederà qualche punto. Ed è anche l'occasione per misurare i rapporti di forza, a destra, tra Forza Italia e la Lega di Matteo Salvini, che spera (addirittura) di superare Berlusconi in Emilia. Un'eventualità di questo genere segnerebbe la fine della leadership di Berlusconi sull'elettorato moderato.

In Calabria è l'intero centrodestra che rischia di scomparire, pagando in misura drammatica i troppi errori commessi negli ultimi anni, con le divisioni interne che hanno provocato la mancanza di punti di riferimento per l'elettorato moderato.

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Regional elections for judicial reasons. Better to abolish them

Tomorrow elections will take place, not across the whole Italy, but only in two regions: Emilia Romagna and Calabria. Voters are called to the polls early for judicial reasons. The governor of Emilia, Vasco Errani, resigned in July after having been convicted (on appeal) for false misrepresentation. The decision was appealed. The governor of Calabria, Giuseppe Scopelliti, was sentenced to six years in the first instance for abuse of authority and forgery. In the coming months the citizens of other seven regions will go to the polls: in most of them many councilmen have been investigated or convicted for the questionable expense reimbursements cashed in during their terms. Matteo Renzi has the opportunity to prove his courage and desire to “turn” Italy. The Parliament will discuss the reform of Title V of the Constitution, which regulates the division of competences between the Central State and Regions. What the public opinion (and common sense) demand is that regions are simply abolished. In this way the scandal of the syringes (paid by the local health authorities in the South five or ten times more than in the North) and the huge squandering of public money will end. Tomorrow's test is important for this reason. But also the level of abstention will have to be checked, as it is the only weapon that citizens have in their hand to certify their disgust at the regional institute. But the test will also matter for other minor reasons. It is the chance to see if the honeymoon between Mr. Renzi and the electorate is still ongoing: if he keeps 40.8 percent of the vote or he lose some points. And it is also an opportunity to measure the balance of power in the right wing between Forza Italia and Matteo Salvini's Northern League, as he hopes (even) to beat Mr. Berlusconi in Emilia. Such a possibility would mark the end of Mr. Berlusconi's leadership on the moderate electorate. In Calabria the whole center-right wing risks to disappear, paying to a dramatic extent the too many mistakes made in recent years, with internal divisions resulting in the lack of reference points for moderate voters.

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Traduzione di Silvia De Prisco


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