ItaliaOggi
Numero 253  pag. 2 del 25/10/2014 | Tutti | Indietro
I COMMENTI
L'analisi

Renzi ha fatto bene a ribellarsi a Barroso

 di Massimo Tosti  

Dopo le sconfitte in Champions della Roma e della Juventus, il morale degli italiani era finito sotto la suola delle scarpe. Per fortuna, a regalarci un po' di orgoglio ha provveduto Matteo Renzi, protagonista di un takle contro Barroso a Bruxelles (in trasferta, per giunta). Umiliati e offesi sui campi di calcio, ci siamo vendicati nel terreno franoso della politica. Dai tempi (ormai lontani, ma ancora vivi nella memoria) in cui la Merkel e Sarkozy si scambiarono sorrisini d'intesa per bocciare Berlusconi, siamo stati trattati dalla Ue come scolaretti incapaci. Renzi, l'altra sera, ha bacchettato il presidente uscente della Commissione europea Barroso che si era lamentato perché il governo italiano aveva reso pubblica una lettera riservata del commissario all'Economia. Ha rivendicato la necessità di una assoluta trasparenza nei rapporti fra il governo della Ue e quelli nazionali. E ha contestato anche il merito della lettera, sottolineando come i decimali di sforamento non legittimino una condanna della nostra legge finanziaria. Per la prima volta da quando è presidente del Consiglio, Renzi ha battuto i pugni sul tavolo, e questo atteggiamento è certamente destinato ad allargare ulteriormente il consenso che già lo circonda in Italia. L'acquiescenza dei suoi predecessori (Letta, Monti, ma anche Berlusconi) di fronte ai diktat dell'Unione ha provocato soltanto gravissimi danni al nostro paese, oltre a intaccarne il prestigio nel concerto europeo. Siamo tutti convinti che il rigore imposto al nostro (e non solo al nostro) paese abbia aggravato la crisi provocando la stagnazione e la deflazione. Alle lezioni impartiteci dalla commissione si risponde (come ha fatto il premier) pretendendo la trasparenza nei rapporti (e anche nei conti, e negli sprechi, dell'Ue). Renzi non ha dichiarato guerra all'Europa, ma ai maestrini del continente, quelli che danno i voti a chi non fa i compiti a casa (o inciampa nei congiuntivi). Era ora che qualcuno lo facesse. Se l'Europa, da oggi in poi, cambierà le regole (e si libererà dei maestrini), il merito spetterà sicuramente a Matteo. E molti dei 28 paesi membri gliene saranno riconoscenti.

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Renzi was right to rebel against Barroso

After Roma and Juventus defeats in Champions League, the morale of Italians was under the shoe soles. Fortunately, Matteo Renzi gave us a little pride, as he was protagonist of a tackle against Mr. Barroso in Brussels (away, moreover). After being humiliated and offended on the soccer field, we took revenge on the crumbly field of politics. Since (a long time ago, but still alive in our memory) Mrs. Merkel and Mr. Sarkozy knowing smiles to give the thumbs down to Mr. Berlusconi, we have been treated by the EU as incapable school kids. On Thursday Mr. Renzi criticized the outgoing president of the European Commission Barroso, who had complained about the Italian government having made public a confidential letter of the Commissioner for Economic Affairs. He claimed the need for absolute transparency in the relations between the EU and national governments. He also questioned the merits of the letter, emphasizing how the overrun decimals don't legitimize a condemnation of our finance law. For the first time since Mr. Renzi became prime minister, he bang his fist on the table, and this attitude is certainly destined to further broaden the consensus that already surrounds him in Italy. His predecessors (Letta, Monti, but also Berlusconi) acquiescence of EU diktats has only caused serious damage to our country, as well as undermining its prestige in the European framework. We are all convinced that the strictness imposed on our (and not just our) country has aggravated the crisis causing stagnation and deflation. We must respond to the lessons given to us by the Commission (as the prime minister did) by demanding transparency in relationships (and also in the accounts and in the squandering of the EU). Mr. Renzi hasn't declared war against Europe, but against the know-it-alls of the continent, who give marks to those who don't do their homework (or make a blunder whileusing subjunctive). It was about time that someone did. If Europe, from now on, will change the rules (and will get rid of the know-it-alls), the merit will certainly have to be given to Matteo. And many of the 28 Member States will be grateful for it

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Traduzione di Silvia De Prisco


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