ItaliaOggi
Numero 259  pag. 2 del 1/11/2014 | Tutti | Indietro
I COMMENTI
L'analisi

Il bipartitismo è finito, siamo alla rissa bipolare

 di Massimo Tosti  

Berlusconi spera nel lodo De Magistris. Se il Tar della Campania ha deciso che la legge Severino non può essere applicata al sindaco di Napoli, allora occorre soltanto trovare un altro qualsiasi Tar disposto a sostenere che quella legge non si applica neppure al leader di Forza Italia, che può quindi tornare a occupare il suo seggio a Palazzo Madama. Non fa una grinza (a parte quelle, vistose, sulla credibilità della magistratura italiana). Prima ancora del viatico offerto a De Magistris, Berlusconi non appariva comunque avvilito. Aveva sentito Renzi concordando un nuovo appuntamento con il presidente del consiglio per discutere le eventuali modifiche alla legge elettorale. Sembra comunque che Berlusconi sia disposto ad accettare il trasferimento del premio di maggioranza dalla coalizione al partito più votato alle politiche. In cambio di questa concessione, Fi chiederebbe soltanto un innalzamento della soglia di accesso al parlamento. Questo dimostra (se ce ne fosse ancora bisogno) che si sta progressivamente passando da un modello bipolare a due risse bipolari. Gli unici nemici di Renzi sono oggi i dissenzienti del Pd; gli unici nemici di Berlusconi sono i partiti nati dalle costole di Forza Italia: il Novo Centro Destra e Fratelli d'Italia. La differenza risiede soltanto in un aspetto non marginale: che Renzi governa, mentre Berlusconi, sia pure graziato da un qualsivoglia Tar, riparte da un misero 17% che lo tiene lontanissimo da un'eventuale rivincita sul centrosinistra. E ogni giorno che passa rendere più larga la forbice fra destra e sinistra. Il bipolarismo è praticamente defunto a causa dell'eutanasia del centrodestra italiano che ormai appare del tutto privo di una qualunque proposta di governo. Si limita (nel migliore dei casi) a emendare (in misura minima) le proposte di Palazzo Chigi. Renzi si appresta a governare per trent'anni (non limitando il proprio obiettivo a due legislature, come ripete per raccogliere ulteriori applausi). Quando toglierà il disturbo, Berlusconi avrà quasi 120 anni. E se dovrà cercarsi un erede, dovrà sceglierlo fra i pronipoti, con un salto di tre generazioni. Ma gli elettori, nel 2044, non ricorderanno più neanche il suo nome.

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Bipartisan system is over, we have bipolar fights

Mr. Berlusconi hopes for De Magistris award. If the Campania administrative court decided that the Severino law cannot be applied to the mayor of Naples, then it is simply necessary to find any other regional administrative court willing to argue that the law neither applies to the leader of Forza Italia, who can therefore return to occupy his seat in Palazzo Madama. The reasoning is watertight (apart from the Italian judiciary credibility). Even before the support given to Mr. De Magistris, Mr. Berlusconi didn't appear disheartened anyway. He had spoken with Mr. Renzi and agreed on a new date with the Prime Minister to discuss possible changes to the electoral law. Nevertheless it seems that Mr. Berlusconi is willing to accept the transfer of the majority premium from the coalition to the most voted party in the political elections. In exchange for this concession, FI only asks to raise the threshold to enter parliament. This proves (as if it were necessary) that we are progressively moving from a bipolar model to two bipolar fights. Mr. Renzi's only enemies today are PD dissenters; Mr. Berlusconi's only enemies are the parties born from the ribs of Forza Italia: the Nuovo Centro Destra and Fratelli d'Italia. The difference only consists in a not marginal aspect: that Mr. Renzi governs, while Mr. Berlusconi, even if he were pardoned by a regional administrative court, starts again from a mere 17 percent that keeps him far away from a possible revenge on the center-left wing. And each day that passes, the gap between left and right wing widens. The bipolar system is practically dead because of the euthanasia of the Italian center-right wing, that appears to be completely devoid of any government proposal. It just (at best) amends (barely) Palazzo Chigi proposals. Mr. Renzi is ready to rule for thirty years (not limiting its goal to two terms, as he repeatedly says to gather more applause). When he takes his leave, Mr. Berlusconi will be nearly 120 years old. And he will have to find an heir, he will have to choose him among his great grandchildren, with a three generation jump. But voters, in 2044, won't even remember his name anymore.

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Traduzione di Silvia De Prisco


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