ItaliaOggi
Numero 249  pag. 2 del 21/10/2014 | Tutti | Indietro
I COMMENTI
L'analisi

I giudici, i primi a non credere nella giustizia

 di Massimo Tosti  

Sono molti gli italiani che non nutrono fiducia nella giustizia, e questo è risaputo. Ma la sorpresa è scoprire che a guidare il gruppo degli insofferenti siano gli stessi magistrati. Prima è stata la volta di Luigi De Magistris, il sindaco di Napoli che ha fatto il diavolo a quattro contro la corte che lo aveva condannato. Ma ancora più eclatante è stata la protesta di Enrico Tranfa, che si è dimesso dalla magistratura, per rendere noto il suo dissenso dalla sentenza (firmata anche da lui) che ha assolto Silvio Berlusconi nel secondo grado del processo Ruby. Il superiore diretto di Tranfa, Giovanni Canzio, ha sottolineato la violazione del segreto della Camera di Consiglio compiuta dal suo collega. Un altro magistrato ha sottolineato come «nel momento in cui si fa parte di un collegio si accetta il principio di essere messo in minoranza: la legge consente l'opinione dissenziente, che va messa in busta chiusa e sigillata». Tranfa ha compiuto un gesto improprio, mettendo in grave difficoltà i colleghi che hanno fatto il loro dovere (Alberto Puccinelli e Concetta Lo Curto) che si sono pronunciati per l'assoluzione di Berlusconi. Alcuni magistrati stanno sollecitando il Csm a intervenire nella vicenda sanzionando Tranfa. Ma, al di là del destino di Tranfa, l'aspetto più importante sollevato dal caso è quello citato all'inizio: i magistrati dimostrano di essere i primi a non rispettare le sentenze e a non credere nella equità dei giudizi (quando non sono graditi). De Magistris si è ribellato a una condanna: una reazione umanamente comprensibile. Tranfa ha fatto di peggio: messo in minoranza dagli altri due componenti della Corte d'appello, si è dimesso dalla magistratura (come fece Antonio Di Pietro una ventina di anni fa). Lui vorrebbe il giudice monocratico anche nel processo di secondo grado. Ed espone al ludibrio degli antiberlusconiani i due colleghi che lo hanno affiancato in Corte d'appello. Vale la pena di ricordare che violò il segreto della camera di consiglio anche Antonio Esposito, il giudice della Cassazione, che anticipò a un giornalista le motivazioni della sentenza contro Berlusconi. Chi non nutre fiducia per le toghe ha le sue eccellenti ragioni.

© Riproduzione riservata


Improve your American English

Judges, the first not to trust justice

There are many Italians who don't trust justice, and this is well known. But what's surprising is to find out that the intolerant group is leaded by the very same magistrates. First the mayor of Naples Luigi De Magistris raised hell against the court that convicted him. But even more striking was the protest by Enrico Tranfa, who resigned from the judiciary to express his disagreement with the judgment (also signed by him) that acquitted Silvio Berlusconi in Ruby appeals trial. Mr. Tranfa's direct superior, Giovanni Canzio, emphasized that the secrecy of the Council Chamber was breached by his colleague. Another magistrate pointed out that «when you are part of a college you must accept the principle of being outvoted: law allows a dissenting opinion, which must be put in a closed and sealed envelope”. Mr. Tranfa has acted improperly, causing serious problems for the colleagues who have done their duty (Alberto Puccinelli and Concetta Lo Curto) and decided Mr. Berlusconi's acquittal. Some magistrates are urging the Supreme Council of the Judiciary to intervene in the case by punishing Mr. Tranfa. But, beyond Mr. Tranfa's fate, the most important aspect raised by the case is the one mentioned at the beginning: the magistrates prove to be the first not to comply with the rulings and not to believe in the fairness of judgments (when they are not welcome).

Mr. De Magistris rebelled against a sentence: a humanly understandable reaction. Mr. Tranfa has done something worse: after being outvoted by the other two members of the Appeals Court, he resigned from the judiciary (as Antonio Di Pietro did about twenty years ago). He would like a single preceding judge also in the appeals trial. And he holds up to anti-Belusconism ridicule the two colleagues who flanked him in the Appeals Court. It is worth remembering that also Antonio Esposito, judge of the Court of Cassation, violated the secrecy of the Council Chamber anticipating to a reporter the reasons for the judgment against Mr. Berlusconi. Those who don't trust the judiciary have their excellent reasons.

© Riproduzione riservata

Traduzione di Silvia De Prisco


Norme | Help | Faq | Contattaci | Note sull'utilizzo dei dati
ItaliaOggi online© ItaliaOggi Partita IVA 08931350154