ItaliaOggi
Numero 090  pag. 2 del 16/4/2014 | Tutti | Indietro
I COMMENTI
L'analisi

Ucraina, dallo scontro si avvantaggia Mosca

 di Pierluigi Magnaschi  

Chi ha appoggiato la primavera di Kiev, che ben presto si è trasformata in un colpo di stato che ha provocato la fuga di un premier filorusso, ma liberamente eletto, è stato un potente sempliciotto che non ha ben valutato le spaventose conseguenze di questa improvvida scelta. Siccome l'Ucraina è un paese che, da sempre, appartiene/dipende dalla Russia ed è popolato da una grande componente russofona e russofila (concentrata in particolare in Crimea e nelle regioni orientali) era chiaro che Mosca non poteva assistere a ciò che stava avvenendo senza reagire.

In particolare, avendo la Russia, in Crimea, una potentissima e strategica base navale (che poi è quella che le consente di arrivare, con le sue navi da guerra, direttamente al mar Mediterraneo e quindi nelle aree calde del Medio Oriente), la Russia, dopo un referendum inevitabilmente a suo favore, si è riappropriata della Crimea senza che l'Occidente, che pure aveva provocato la Russia, osasse opporsi allo scippo. In tal modo, è stato consacrato, di fatto, il diritto di appropriazione, da parte delle Russia, delle zone che, in quest'area, le interessano.

Ma siccome, anche in Russia, l'appetito vien mangiando, i russofili che sono in maggioranza nell'area orientale dell'Ucraina, verosimilmente organizzati dai servizi segreti russi, hanno cominciato ad agitarsi contro il pericolo che Kiev li voglia sopraffare e hanno occupato diversi locali pubblici compresi diversi posti di polizia. Se Kiev non vuole perdere la faccia, deve, a questo punto, ristabilire il primato del governo centrale, intervenendo con la forza per liberare i locali pubblici occupati. Ma lo deve fare in una zona dove i russi sono in maggioranza e sono organizzati dal Gur, il servizio segreto militare russo che si è ampiamente infiltrato.

Le alternative, a questo punto, sono tutte perdenti. Se Kiev non interviene, vuol dire che si arrende agli indipendentisti. Se interviene, deve mettere in conto scontri sanguinosi che determineranno l'intervento di Mosca in «difesa dei russi ucraini massacrati da un governo fantoccio». Se, cosa improbabile, a questo punto, intervenisse la Nato (con che legittimazione fra l'altro?) sarebbe lo scontro diretto con la Russia. Insomma bel cul-de-sac di tipo obamiano.

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Ukraine, Moscow takes advantage from the clash

Those who baked Kiev Spring, later turned into a coup d'état causing the escape of a pro-East prime minister, but freely elected, were powerful simpletons who didn't consider carefully the appalling consequences of this improvident choice. Since Ukraine is a country from time immemorial belonging to/dependent on Russia and inhabited for its large majority by Russian speakers and pro-Russians (confined in particular in Crimea and in eastern regions), it was clear that Moscow wouldn't sit without reacting to what was happening.

In particular, as Russia has, in Crimea, a powerful and strategic naval base (that allows to directly arrive to the Mediterranean Sea and therefore to the main areas of the Middle-East with its warships), it took possession again of the Crimea, after a referendum inevitably favorable, without that the West, though having provoked Russia, dared oppose the fraud. In this way, the right of Russia to take possession of the areas in the region in which it was interested was legitimized.

Nonetheless, since even in Russia, appetite comes with eating, the pro-Russians, who are the majority in the eastern area of Ukraine, likely organized by the Russian secret service, started to protest against the risk of being overcome by Kiev and occupied several public places, included different police offices. If Kiev doesn't want to lose face, it has to restore the leadership of the central government at this point, intervening by force to clear the public places occupied. However, it has to do it in an area where Russians prevail and are organized by the Gur, the Russian secret service that has widely penetrated.

The options all lead to failure at this point. If Kiev doesn't intervene, it means that it gives in to the separatists. If it intervenes it has to take into account bloody clashes causing the intervention of Moscow «to defend the Russian Ukrainians massacred by a puppet government». If the N.A.T.O. intervened - which in fact is most unlikely – (with which mandate by the way?), it would cause a direct clash with Russia. In other words an Obama-like blind alley.

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Traduzione di Silvia De Prisco


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