ItaliaOggi
Numero 050  pag. 4 del 28/02/2015 | Tutti | Indietro
I COMMENTI
L'analisi

E se l'Isis attaccasse i nostri monumenti?

 di Massimo Tosti 

Giusto una settimana fa (ricordando quando, nel 2001, i talebani distrussero i Buddha di Bamiyan, in Afghanistan) ci ponemmo una domanda che allora appariva soltanto accademica. E se gli uomini del Califfo arrivassero in Italia (e soprattutto a Roma) con l'obiettivo di sfregiare e distruggere monumenti, statue e affreschi? L'altro ieri hanno dato una prova della loro frenesia distruttiva della storia e dell'arte aggredendo e riducendo in pezzi alcuni capolavori (risalenti a 1800 anni fa) nel museo di Ninive, in Iraq. Se gli jihadisti disprezzano a tal punto i capolavori degli assiri, figuriamoci quale possa essere l'odio per tutto ciò che possono trovare in Italia: opere d'arte che esaltano la religione cristiana, e più in generale la civiltà occidentale. Siamo preparati a una eventualità del genere? Abbiamo a disposizione uomini in numero sufficiente (adeguatamente equipaggiati e armati) delle forze dell'ordine, addestrati per difendere il nostro patrimonio culturale? Ha ragione il questore di Roma quando rivendica il merito che nell'attacco di piazza di Spagna degli estremisti olandesi «non c'è scappato il morto». Ma ricordiamoci che quelli erano soltanto dei mentecatti gonfi di birra e privi di qualunque strategia di offesa. Con i fondamentalisti dell'Isis il quadro è completamente diverso. Sono uomini che sanno dove colpire, come colpire e quando colpire, votati anche al sacrificio della vita per raggiungere i loro obiettivi. Fino ad oggi il maggior numero di attentati da loro compiuti sono stati rivolti contro uomini indifesi e colti di sorpresa, nemici ideologici (Charlie Hebdo) o di fede (gli ebrei uccisi nel supermercato in Francia), ma non è affatto da escludere che i prossimi obiettivi siano i nostro monumenti, gli affreschi custoditi in tante chiese in tutta Italia, le gallerie d'arte, i musei che fanno dell'Italia il paese che detiene il record assoluto (nel mondo) di beni culturali. Siamo in grado di difendere il Foro Romano o gli scavi di Pompei, la Galleria degli Uffizi o il gioiello della Galleria Borghese, la chiesa di San Francesco di Assisi o la cappella degli Scrovegni di Padova affrescate da Giotto? Il ministro dell'interno non affronti con leggerezza questo problema.

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And if Isis attacked our cultural heritage?

Just a week ago (remembering when, in 2001, the Taliban destroyed the Buddhas of Bamiyan, in Afghanistan), we asked ourselves a question that then appeared only theoretical. And if the Caliph's men arrived in Italy (and especially in Rome) with the aim of defacing and destroying monuments, statues and frescoes? The day before yesterday they gave a proof of their frenzy destructive of history of art, attacking and smashing up some masterpieces (dating back to 1800 years ago) in the Nineveh museum, in Iraq. If jihadists despise so much the Assyrian masterpieces, imagine their hatred for everything they can found in Italy: works of art exalting the Christian religion, and more generally Western civilization. Are we prepared for such a possibility? Do we have enough policemen (properly equipped and armed) trained to defend our cultural heritage? Rome's chief of police was right when he claimed the credit that in the Dutch extremists' attack at the foot of the Spanish Steps «no one died». But we should remember that they were just idiots swollen with beer and devoid of any offensive strategy. With Isis fundamentalists the scenario is completely different. They are men who know where to hit, how to hit and when to hit, devoted even to sacrifice their lives to achieve their goals. To date, the largest number of attacks carried out by them have been directed at defenseless men taken by surprise, ideological (Charlie Hebdo) or faith enemies (Jews killed in the supermarket in France), but the next targets could be our monuments, frescoes preserved in many churches throughout Italy, art galleries, museums making Italy the country that holds the absolute record (in the world) for cultural goods. Are we able to defend the Roman Forum or the ruins of Pompeii, the Uffizi Gallery or the jewel of the Borghese Gallery, the church of St. Francis of Assisi or the Scrovegni Chapel in Padua painted by Giotto? The Interior Minister shouldn't address this issue lightly.

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Traduzione di Silvia De Prisco


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