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Numero 252  pag. 7 del 24/10/2013 | Indietro
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Erano 3,5 milioni per Veltroni, 3 milioni per Bersani e Lorien ne prevede al massimo 2,8 per Renzi

Sempre meno votanti alle primarie

Solo il 21% degli italiani sa delle primarie Pd a dicembre
 di Franco Adriano  

Per eleggere segretario Walter Veltroni, con il 75,82% dei voti, si presentarono (domenica 14 ottobre 2007) in 3.554.169. Pier Luigi Bersani (il 25 ottobre 2009) fu impalmato da 3.067.821 votanti. Quanti sostenitori scenderanno in campo per Matteo Renzi alle prossime primarie del Pd? Sì, perché, il vero problema di Renzi non sembra tanto vincere la competizione, si sa che il sindaco di Firenze è superfavorito, ma motivare gli italiani a recarsi al voto.

Oggi, infatti, solo 1,9 milioni sono certi di recarsi alle urne e si può stimare un'affluenza massima di 2,8. Una cifra inferiore a quella ottenuta dai due predecessori soggetti al vaglio delle primarie. È quanto emerge da un'indagine condotta da Lorien Consulting. Una rilevazione sulle intenzioni di voto dei cittadini italiani e degli elettori del Pd alle primarie per l'elezione del nuovo segretario che ha riservato non poche sorprese. Si scopre, per esempio, che solo il 21% degli italiani sa che le primarie del Pd si terranno a dicembre e, di questi, solo il 14% sa indicare la data dell'8 dicembre. Non basta. La stima attuale dei probabili votanti effettuata da Lorien varia da un minimo di circa 1,9 milioni di elettori (4,1% dell'elettorato) ad un massimo che in questo momento arriva fino a 2,8 milioni (complessivamente pari al 5,9% dell'elettorato). Gli elettori che si recheranno probabilmente alle primarie corrisponderanno dunque all'1,8% (pari a 850mila elettori). «Ovviamente questa stima si riferisce alla situazione attuale ad un mese e mezzo dalle elezioni», spiega il direttore di Lorien, Antonio Valente, «nel corso della campagna elettorale questa potrà aumentare nel caso gli elettori percepissero l'esistenza di vere primarie, aperte e dal risultato ancora incerto oppure potrà anche ridursi nel caso di primarie-referendum dall'esito scontato». Il punto è che il 94,1% dei votanti oggi dice espressamente che non si recherà a votare alle primarie del Pd. «Per costituire un campione statisticamente rappresentativo», aggiunge Valente, «abbiamo condotto questa rilevazione nazionale su 2mila cittadini rappresentativi della popolazione italiana a cui è stato aggiunto un sovra-campionamento di 300 individui sicuramente intenzionati a partecipare alle elezioni primarie del Pd». La conclusione è che ad oggi Renzi è il candidato di gran lunga più conosciuto e ritenuto più credibile sia dagli elettori sicuri delle primarie (93%) sia da quelli anche solo probabili (85%). Gli altri sono molto meno conosciuti e in questo momento il gap sulla credibilità è ancora notevole. Il candidato della sinistra del partito Gianni Cuperlo è credibile per l'86% dei votanti sicuri e per il 66% di chi probabilmente voterà. I dati corrispondenti di Pippo Civati sono (75% e 55%) e di Gianni Pittella (64% e 43%). Come si vede Cuperlo e Civati recuperano molto tra gli elettori più sicuri, dai quali oltre ad essere più conosciuti sono anche ritenuti molto credibili. Nelle intenzioni di voto Renzi raggiunge la maggioranza assoluta dei consensi in entrambi gli scenari: alta (54%) o bassa affluenza (56%), anche se la quota degli elettori ancora indecisi (ma comunque intenzionati a votare alle primarie) è ancora notevole: il 23% tra gli elettori probabili e il 10% tra i sicuri. In questo momento sembra difficile un recupero completo del gap da parte dei contendenti di Renzi. Cuperlo raggiunge il 16% dei votanti sicuri e il 10% della stima di massima affluenza; Civati il 13% e l'8%. Pittella si situa tra l'1e il 2%. Questa è la situazione allo stato attuale. Ora spetta ai candidati smuovere lo scenario che come in ogni campagan elettorale che si rispetti, è in grado di evolversi velocemente a patto che da parte degli elettori venga percepita come una competizione vera e dalla posta in gioco non scontata.

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