ItaliaOggi
Numero 055  pag. 5 del 6/3/2013 | Indietro
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In base agli errori e agli svarioni in materia che lui ha commesso nella campagna elettorale

Mario Monti, se si presentasse all'esame di marketing del primo anno in Bocconi, sarebbe bocciato di brutto

 di Massimo Brambilla * www.formiche.net  

Mi si perdoni se paragono un partito politico a un prodotto di consumo quale un dentifricio o uno smartphone (ho premesso che la mia mente è distorta da anni di attività professionale vilmente mercantile) ma l'insuccesso delle urne di Scelta Civica e di Fare per fermare il declino è figlio di una totale non applicazione dei principi basilari del marketing (che in Bocconi come in qualunque altra facoltà economica si insegnano in un esame del primo anno).

I due nuovi prodotti sul mercato- Scelta Civica o Fare sono paragonabili a nuovi prodotti da collocare sul mercato.

Normalmente il successo dell'introduzione di un nuovo prodotto è funzione della capacità dello stesso di andare a soddisfare fasce di domanda lasciate scoperte dalla competizione oppure di crearne di nuove (si pensi a Apple con la creazione del concetto di tablet successivo al'introduzione dell'iPad).

L'affollamento a sinistra - Lo scenario politico Italiano pre elezioni vedeva un affollamento a sinistra, con il Pd, Rivoluzione Civile e il Movimento Cinque Stelle che si dividevano il consenso di un fetta di elettorato che, al lordo degli astenuti, è tuttora minoritaria nel Paese. A questo punto, era evidente che il segmento di mercato da andare a coprire era quella fetta di elettorato che storicamente si riconosce in idee di centro destra e che, in larghissima parte, aveva votato nel passato Berlusconi senza troppa convinzione e che era profondamente delusa dai risultati di 18 anni di Berlusconismo.

Il marketing mix - Al fine di studiare come andare a presidiare quella fetta di mercato sarebbe stato utile prendere a prestito le leve del cosidetto “marketing mix” vale a dire prodotto, promozione/pubblicità e distribuzione (lasciamo perdere il prezzo che è un termine che, associato a politica, è respingente).

Le anomalie dei nuovi prodotti - Se il segmento che si vuole andare a coprire è l'elettore di centro destra che cerca una nuova alternativa al populismo berlusconiano, si deve offrire un prodotto che sia percepito come di centro destra e come nuovo.

Promozione/pubblicità - Sbagliato il posizionamento, almeno sarebbe stato necessario vendere bene l'unica caratteristica che rimaneva chiara e inconfutabile nella mente dell'elettorato, vale a dire la competenza tecnica degli uomini di Scelta Civica. Per fare questo sarebbe stato necessario presentare un programma chiaramente sostenuto da evidenze numeriche e mantenere una coerenza nei messaggi relativi a pochi punti chiave nel corso della campagna elettorale.

La metamorfosi di Monti- Per quanto riguarda questa dimensione siamo passati da un Monti che dichiarava che l'Imu non potesse essere eliminata a meno di non doverla raddoppiare l'anno successivo a proposte di tagli di imposte a destra e manca peraltro non supportate da evidenze numeriche in materia di coperture. Sempre Monti (che fino a qualche settimana prima aveva detto che non avrebbe fatto campagna elettorale) è passato da una figura di algido professore alle birrette e i cani con la Bignardi, piuttosto che agli alberghetti a 3 stelle a Venezia. Era chiaro che la svolta empatica di Monti fosse dettata da una strategia di marketing e non da una improvvisa umanizzazione del Professore ed è altrettanto chiaro che nella mente del'elettore se Monti mentiva sul suo amore per i cani o per la birra, evidentemente lo avrebbe fatto anche sui suoi programmi elettorali disperdendo così l'immagine di serietà e coerenza accumulata in anni di carriera sia in università sia in seno a prestigiose istituzioni.

La distribuzione del prodotto - La rete logistica su cui basare la distribuzione del prodotto Scelta Civica era costituita da un lato dalla struttura territoriale sul territorio di Italia Futura e dell'altro dalle Acli. Se le seconde si sono fin da subito rifiutate da svolgere la loro funzione, sia perché in gran parte più vicine al centro sinistra che a quel centro destra che Monti avrebbe potuto rappresentare sia perché infastidite dalla strumentalizzazione delle Acli a fini politici tentata da Olivero, le prime sono state marginalizzate con una selezione dei candidati che, partita in una prima fase dal basso chiedendo a ciascuna associazione territoriale di indicare i nominativi più meritevoli, ha poi subito una svolta centralista.

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