ItaliaOggi
Numero 055  pag. 4 del 6/3/2013 | Indietro
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Quasi tutti i giornalisti si sono gettati in ginocchio, adoranti, sotto l'altare grillino

Più dice loro: «Faccia da culo», più loro si divertono

 di Diego Gabutti  

Dal teatrino della politica al teatro due volte dell'assurdo. Aspettavamo Godot, e invece è arrivato Ubu Roi.

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«È vero che secondo la teoria della nostra Costituzione, tutte le tasse vengono pagate volontariamente e che il nostro Stato è una compagnia di mutua assicurazione, alla quale le persone aderiscono volontariamente. Ma questa teoria del nostro sistema di governo è del tutto differente da quel che si verifica in pratica. Il fatto è che lo Stato, come un bandito di strada, intima alle persone “o la borsa o la vita”. E molte, se non tutte le tasse, vengono pagate sotto il peso di questa minaccia» (Lysander Spooner, No Treason: The Constitution of No Authority, cit. in A. Massarenti, introduzione a David Friedman, L'ingranaggio della libertà. Guida a un capitalismo radicale, Liberilibri 1997).

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Tutto gli ruota intorno: i segretari dei partiti avversi che sorridono quando lui li chiama «faccia da culo», i giornalisti ormai in ginocchio sotto l'altare grillino, i poveri babbioni adoranti (e pieni di paura) che lui ha fatto eleggere in parlamento. Per ora ha messo il paese in burletta: se il governo tecnico aveva sospeso (come si disse) la democrazia, da questo primo scorcio di legislatura si capisce che questa è la volta in cui si sospende la ragione. Posso sbagliare, ma temo che a Ubu Roi non basterà ridicolizzarci, come ha fatto. Presto, vedrete, punterà anche al portafoglio, il vostro e il mio. L'état c'est lui.

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Eccolo lì. È l'uomo che dava della «vecchia puttana» a Rita Levi Montalcini, come ha ricordato Pierluigi Battista sul Corriere della sera, perché secondo lui e il suo socio Paragnosta la Montalcini aveva comprato il Premio Nobel, complici le multinazionali farmaceutiche. E uno così, uno che insulta chi ruba i Premi Nobel, vuole Dario Fo alla presidenza della repubblica!

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Un tempo, ricorda sempre Battista sul Corriere, Ubu Roi inveiva contro le bottiglie di vetro e celebrava quelle di plastica, mentre ora sostiene naturalmente la causa del vetro contro la plastica, così come all'inizio del millennio prendeva a martellate i computer e dal 2005, dopo avere incontrato il Paragnosta, non fa che parlare di social network, con l'aria di sapere di che cosa parla. E non lo sa — lui è Ubu Roi e, come il suo amico Celentano, è anche il Re degl'Ignoranti.

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«Lo Stato non tende un agguato a un uomo in un luogo solitario, balzando dal ciglio della strada per puntargli la pistola alla tempia e svuotargli le tasche. Ma non per questo la rapina cessa di essere una rapina, anzi è ben più codarda e vergognosa. Il bandito di strada assume su di sé tutta la responsabilità, il pericolo e la criminalità del suo atto. Egli non pretende di avere un giusto titolo al vostro denaro, né di volerlo usare a vostro beneficio. Non pretende di essere altro che un rapinatore. Non è tanto impudente da affermare di essere semplicemente un “protettore” e di prendere il denaro dei passanti contro la loro volontà solo per essere in grado di “proteggere” quei viaggiatori che s'illudono d'essere capaci di difendersi da soli o che non apprezzano il suo peculiare sistema di protezione. Il bandito è un uomo troppo ragionevole per fare affermazioni del genere. Per di più, una volta che vi ha sottratto il denaro, egli vi abbandona al vostro destino» (Lysander Spooner, No Treason: The Constitution of No Authority, cit. in A. Massarenti, introduzione a David Friedman, L'ingranaggio della libertà. Guida a un capitalismo radicale, Liberilibri 1997).

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Attenti alla libertà (perdonate il tono leggermente retorico). Per Ubu Roi la libertà non fa problema. Minaccia di prendere a calci i parlamentari da lui miracolati che osassero cambiare casacca nel corso della legislatura (ne hanno il diritto, è scritto nella costituzione). Qualche tempo fa, ricorda ancora Battista, Ubu Roi invitava i poliziotti a dare «due schiaffetti», dopo averli arrestati e messi in gabbia, ai «marocchini che rompono i coglioni». E la «stampa mondiale»? Ubu Roi, che notoriamente «tifa per Ahmadinejad», pensa che sia «controllata da una lobby ebraica» (lo pensava anche Hitler).

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«Il bandito non [vi ordina] di piegarvi ai suoi voleri e di servirlo, esigendo che facciate questo e proibendovi di fare quello; sottraendovi altro denaro tutte le volte che ritiene che ciò sia nel suo interesse, marchiandovi come ribelle e traditore e abbattendovi senza pietà, se mettete in dubbio la sua autorità. Il bandito è troppo gentiluomo per macchiarsi di imposture, insulti e scelleratezze come queste. In sintesi, oltre a rapinarvi, egli non cerca di rendervi il suo zimbello e il suo schiavo» (Lysander Spooner, No Treason: The Constitution of No Authority, cit. in A. Massarenti, introduzione a David Friedman, L'ingranaggio della libertà. Guida a un capitalismo radicale, Liberilibri 1997)

Ma attenti anche al portafoglio: le riforme di Ubu Roi sono costose. Azzerano magari i costi della politica ma accoppano l'economia sostenendo la penuria e le assurdità New Age contro la sinistra e decadente abitudine di mangiare due volte al giorno (e mai una zucca coltivata sul balcone).

© Riproduzione riservata




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