ItaliaOggi
Numero 032  pag. 16 del 7/2/2013 | Indietro
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ESTERO - LE NOTIZIE MAI LETTE IN ITALIA
Sono gli alti funzionari dell'Unione europea che si sono ritagliati scandalosi stipendi

4.365 pagati più della Merkel

Bruxelles ordina risparmi, ma non vuole tirare la cinghia
  di da Berlino Roberto Giardina  

Forse ha ragione lo sfidante, il socialdemocratico Peer Steinbrück, a protestare: la cancelliera Merkel, di cui vuol prendere il posto, guadagna troppo poco. A pochi giorni dal vertice europeo che dovrebbe approvare il nuovo bilancio per i prossimi anni, la Welt am Sonntag ha aperto il fuoco contro Bruxelles: 4.365 alti funzionari guadagnano più della povera Angela.

I tedeschi non sono teneri con il premier Cameron, che minaccia di far uscire la Gran Bretagna dall'Ue. Che se ne vada pure, ma su qualche punto gli danno ragione: mentre si ordina ai paesi membri di risparmiare a costo di mandare a fondo l'economia nazionale, a Bruxelles si continua a sprecare miliardi, e gli eurocrati si elargiscono stipendi da nababbi.

Appena 24 ore dopo, la risposta (che però non convince): i tedeschi sbagliano i conti, nessuno porta a casa a fine mese più della Merkel, e comunque la Comunità ha bisogno di arruolare i migliori, dunque deve pagarli adeguatamente, se no vanno a lavorare per i privati. Chi ha ragione? Fare i conti in tasca ai politici e ai manager, pubblici o no, non è facile. Si dimentica sempre questa o quella voce, un benefit, un rimborso fisso, qualche sconto, si calcolano le tesse oppure no: Frau Angela le paga su una parte del suo assegno, i burocrati europei le pagano in misura quasi simbolica.

A Bruxelles lavora per noi una squadra immensa, 46 mila funzionari, dal primo all'ultimo livello, il sedicesimo, quanto la popolazione di una cittadina. Con qualche anno di anzianità, con gli extra per moglie e figli, la casa pagata, l'indennità per il lavoro fuori sede, al tredicesimo livello già si incassa quanto un capo di governo in qualsiasi paese europeo, tranne quello italiano dove si guadagna di più: il privilegiato eurocrate, calcola la Welt, arriva a 16.358 euro e 80 cent. Esattamente quanto la cancelliera, che poi arrotonda con qualche extra arrivando a 220 mila euro all'anno. Appena poco più di un semplice deputato italiano, molto meno di un governatore regionale, ma è meglio lasciar fuori l'Italia da questa polemica per non confondere le idee.

Ogni due anni si passa di grado, automaticamente, al di là del merito. Hanno raggiunto almeno il tredicesimo livello 4.365 funzionari e, di questi, 1.760 sono al livello superiore. I 79 direttori generali di Bruxelles arrivano a 21.310 euro e 17 cent, superando Frau Angela, la donna più potente al mondo, e qualsiasi premier europeo, distanziando i semplici ministri. E, ovvio, non hanno la stessa responsabilità. Cifre al netto, a parte il 13% di trattenute solo sullo stipendio base per la pensione. Per un confronto: nella squadra della Merkel, un consigliere al più alto livello arriva a 11.863 euro lordi, e ne paga 2 mila di tasse. Un qualsiasi funzionario europeo li guadagna dopo appena quattro anni di servizio.

In totale, in stipendi, la Ue paga 4,5 miliardi di euro all'anno. Un portavoce della Commissione ha smentito la notizia: la Merkel guadagna sempre più di qualsiasi eurocrate. È una lotta testa a testa, ma a Bruxelles ci si dimentica delle trattenute sociali e delle tasse: in Germania, e altrove, i politici le pagano, a Bruxelles molto meno. Un funzionario comunitario versa appena l'1,7% dello stipendio base per la mutua e lo 0,01% per l'assicurazione infortuni. Non si è d'accordo neppure sul fisco: i funzionari più alti in grado pagherebbero il 45%, in realtà solo sempre sullo stipendio base, mentre sono esenti tutti gli extra.

Infine, nella contesa è entrato lo slovacco Maros Sefcovic, 46 anni, capo del personale dell'Ue, che ha concesso un'intervista alla Süddeutsche Zeitung: non pensate assolutamente di ridurre i nostri stipendi, altrimenti avremmo difficoltà a trovare chi vuole lavorare per noi. E gli eurocrati minacciano di scioperare, come qualsiasi impiegato, se la Commissione dovesse tagliare qualche privilegio.

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