ItaliaOggi
Numero 032  pag. 2 del 7/2/2013 | Indietro
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I COMMENTI
L'analisi

È vietato creare 800 posti di lavoro

 di Pierluigi Magnaschi  

I partiti (soprattutto quelli di centro-sinistra) e i sindacati (soprattutto la Cgil) si lamentano vibratamente, e a ragione, del fatto che i posti di lavoro, non solo non aumentano, ma addirittura diminuiscono. Da un recente studio della Cgil, ad esempio, risulta che, nella sola regione Lombardia, sono scomparsi, in un solo anno, oltre 60 mila posti di lavoro nell'industria.

Se questo è vero, ciò vorrebbe dire che, quando un imprenditore decide di fare un colossale investimento per creare, in un colpo solo, 800 posti di lavoro diretto e stabili (e almeno 3 mila indotti) gli esponenti politici del luogo dovrebbero, austerità permettendo, stappare le bottiglie per festeggiare l'evento. Invece Pietro Bisinella, segretario provinciale del Pd di Brescia, nonché sindaco del comune di Leno (che è un comune confinante con Manerbio dove l'impianto avrebbe dovuto essere realizzato) ha detto, come don Rodrigo, che l'impianto non si deve fare.

La fabbrica contestata è un macello per suini. In essa dovrebbero essere macellati 4 milioni di maiali l'anno che corrispondono al 14% dell'intera macellazione italiana di questo tipo. Il sindaco di centro-destra di Manerbio, Cesare Maletti, si era invece detto favorevole alla realizzazione del macello in base a questa semplice considerazione: «Ho fuori dalla porta ogni giorno decine di persone che sono in cerca di lavoro e alle quali non riesco a offrire nulla». Ma, forse anche per questo, ha perso il posto. Adesso in comune c'è un commissario.

Gli oppositori dicono che l'impianto creerà delle complicazioni al traffico locale (anche se è previsto, a carico del promotore del macello, il potenziamento della viabilità di accesso), o anche che sarà consumata dell'area verde (come se le innumerevoli villette la risparmiassero). E poi, nel comitato «no polpetta», si sono inseriti anche coloro che a casa, magari, mangiano bistecche, ma che si oppongono, per principio, alla macellazione.

Insieme, costoro, fanno una massa d'urto che blocca qualsiasi iniziativa soprattutto se i politici locali le tengono bordone mentre i sindacalisti, anziché farsi parte attiva, fanno finta di non avere capito che cosa stia succedendo. Il risultato è che questa fabbrica sarà realizzata all'estero. E fa capire che quando certi partiti si battono, a parole, per l'occupazione, intendono riferirsi all'occupazione pubblica. Con i soldi di chi?




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