ItaliaOggi
Numero 184  pag. 4 del 3/8/2012 | Indietro
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Lega, nel bilancio 2011 le spese pazze dell'ex tesoriere Belsito

Maroni fa i conti a Bossi c'è un buco di 3 milioni

 di Alessandra Ricciardi  

Il buco c'è, messo nero su bianco, anche se un po' occultato nel lungo listone della nota integrativa al rendiconto dell'esercizio 2011. L'ammanco di cassa, tra assegni a sconosciuti e prelievi non giustificati, nell'ultimo bilancio della Lega Nord dell'era Umberto Bossi è stato quantificato in quasi 3 milioni di euro. Tutti imputati alla gestione dell'ex tesoriere Francesco Belsito, il quale, si legge sempre nel rendiconto, «anche per tali ragioni, risulta essere indagato, allo stato per reati contro il patrimonio». Il nuovo tesoriere del Carroccio, Stefano Stefani, ha messo on line i conti del Carroccio, rispondendo così al diktat trasparenza che il nuovo segretario, Roberto Maroni, ha preteso a tutti i livelli dopo lo scandalo che ha investito la Lega per l'uso poco ortodosso dei fondi dei rimborsi elettorali. Uso per il quale, oltre a Belsito, risultano indagati lo stesso Bossi e i figli, Renzo e Riccardo. Nella nota di accompagnamento si legge come «fin d'ora la Lega Nord-Padania si ritiene parte lesa e pertanto adirà a tutte le vie legali per recuperare quanto essa ritiene sia stato indebitamente sottratto». Lo stato patrimoniale evidenzia un attivo di oltre 47 milioni di euro, contro i 41 milioni dell'anno precedente. L'avanzo registrato nei conti di via Bellerio, a fine 2011, è pari a 6 milioni 576mila, «dopo aver contabilizzato sopravvenienze nette pari a circa un milione e 52mila euro», composte da «oneri straordinari per 2 milioni e 915mila euro e proventi straordinari per un milione e 854mila». Questi sono riferiti, per la maggior parte (oltre 1,7 milioni), al «maggiore valore dei titoli depositati in custodia e amministrazione». Mentre gli oneri straordinari comprendono assegni per 881mila euro «a favore di soggetti di cui non si conosce l'identità e a fronte dei quali non sono stati emessi adeguati giustificativi per le spese apparentemente sostenute», «prelievi di cassa per 417mila euro», per i quali non ci sono pezze d'appoggio; e poi «la rinuncia a crediti verso la controllata Fin group per 885mila euro»; e un bonifico verso terzi «non giustificato» per 350mila euro. Secondo il rapporto della PricewaterhouseCoopers, incaricata della revisione dei conti, dentro le voci non giustificate ci sarrebbero affitti di casa, ristoranti, multe, meccanici, ma anche il veterinario del cane, l'abbonamento alla tv satellitare, il compenso all'infermiera del Senatùr e addirittura delle biciclette, ordinate ma mai ritirate. Un'altra curiosità, la Lega, tra il 2010 e il 2011 ha perso in quanto a quote associative annuali: da 1,245 milioni a 1,105 mln i finanziamenti giunti dai tesseramenti; in calo anche le contribuzioni delle persone fisiche, ridotte a meno di 8 milioni rispetto ai 9,33 milioni dell'anno precedente. I contributi delle persone giuridiche, 411 mila euro, si sono dimezzati. Insomma, l'appeal del Carroccio nel 2011 era in calo. In crescita invece le spese per gli stipendi di dipendenti e collaboratori: 250 mila euro in più.




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