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Numero 163  pag. 52 del 10/7/2012 | Indietro
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Tlc Interoute ha connesso alla sua dorsale il datacenter della friulana InAsset, che fornisce servizi di cloud computing

Banda larga a domicilio

 di Andrea Secchi  

L'azione di Interoute in alcune zone d'Italia è paragonabile a quella di un proprietario di autostrade, pronto però a costruire anche stradine per arrivare ai piccoli borghi i cui abitanti dovrebbero altrimenti superare monti e valli per spostarsi. Interoute è infatti la società che ha realizzato la più vasta rete europea di telecomunicazioni di nuova generazione, basata su reti a lunga distanza e alta capacità, che si interconnettono con il resto del mondo.

I clienti di Interoute sono gli operatori di tlc oppure le grandi aziende, a partire dal settore bancario. Il compito principale di Interoute, insomma, è fare e gestire i propri backbone, le dorsali. Capita, però, che in un paese con poche infrastrutture come l'Italia vada a connettere clienti nelle vicinanze, come è accaduto a un datacenter a qualche chilometro da Udine, quello di InAsset. Il Friuli Venezia Giulia, infatti, è una delle regioni in cui la larga banda è meno sviluppata, e non certo perché manchi l'esigenza di connessione da parte delle aziende. Nel caso di InAsset, poi, avere accessi internet ad alta capacità e affidabili è fondamentale, dal momento che offre servizi di cloud computing.

«Oggi è impensabile che un'azienda, a prescindere dal settore in cui opera, resti sul mercato con costi inutili non legati al suo core business», ha commentato Simone Bonannini, amministratore delegato di Interoute, «se un'azienda pastaria che esporta nel mondo continua a tenere propri sistemi informativi non può essere competitiva.

Basta pensare ai costi di gestione che ne derivano o all'obsolescenza che porta a dover sostituire tutto. Il cloud permette di concentrarsi sulla propria attività, tagliando i costi di tutto ciò che non è core. Ma non ci può essere cloud senza reti adeguate».

Il datacenter di InAsset, sviluppato su un'area di circa mille metri quadrati, offre servizi di housing, hosting, server on demand, backup remotizzati e disaster recovery attraverso collegamenti a larga banda su fibra e onde radio. Interoute è il principale fornitore e copre il 30-35% delle necessità di connessione totale. Interoute ha permesso inoltre a InAsset di offrire collegamenti diretti fra le aziende italiane e le proprie filiali all'estero passando per il datacenter. «Ci sono clienti che ci hanno affidato i loro apparati», ha raccontato Mauro Tronchin, direttore commerciale di InAsset, «e usano Interoute per andare in Cina o Sud America».

Il datacenter fa parte del medesimo gruppo di Nordext, l'operatore di telecomunicazioni che offre collegamenti internet a larga banda utilizzando tecnologia wireless e in fibra ottica. In questo momento dispone di 55 nodi di distribuzione del servizio che eroga a circa 3 mila utenti, tra aziende e privati. Anche qui è Interoute il fornitore principale.

In pratica Interoute, che ha una delle dorsali che passano per il Friuli, ha «sbracciato» come si dice in gergo, arrivando con la fibra fino al datacenter. Una scelta che si è rivelata comunque remunerativa ma che in presenza di una larga banda diffusa non sarebbe stata necessaria, dal momento che la missione principale di Interoute è garantire le direttrici principali di internet. «In un paese ben infrastrutturato, con la rete di accesso fino al cliente finale, il consumo di banda backbone diventa fondamentale», ha proseguito Bonannini, «ma al di là di questo, è evidente che la banda larga funziona come abilitatore dello sviluppo. È stato dimostrato che un euro di investimenti nella rete porta 20 euro di ritorno. L'Italia è stato un Paese fra i più infrastrutturati in passato ma ora non lo è più, se non in casi d'eccezione. Spesso faccio questo esempio: esistono molte località, piccoli paesini, centri economici importantissimi in passato come Volterra o San Miniato. Avevano ricchezze enormi, poi sono rimasti chiusi in se stessi, fuori dalle grosse direttrici. Se rimaniamo esclusi dalla banda larga rischiamo di diventare solo il Paese delle vacanze per gli europei».

Bonannini ha spiegato inoltre che laddove c'è una rete di accesso c'è bisogno di dorsali, ma che anche dove esiste il backbone la rete è nata. Un po' come è successo in Friuli, dove passa una delle «condotte» che connettono l'Italia all'estero. (riproduzione riservata)




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