ItaliaOggi
Numero 154  pag. 9 del 29/6/2012 | Indietro
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PRIMO PIANO
La società del ministero dello Sviluppo sta per passare alla Cdp. Anche Confindustria interessata

Sulla Simest scoppia la guerra

Passera vuole nuovi vertici. Tesoro e parlamento contrari
 di Stefano Sansonetti  

Tutti vogliono mettere le mani sulla Simest. Non c'è che dire, negli ultimi giorni la merchant bank controllata dal ministero dello sviluppo economico per l'internazionalizzazione delle imprese sta scatenando intorno a sé un'autentica guerra. A combatterla, in primis, c'è il titolare del dicastero, Corrado Passera, accusato dal parlamento di voler perfezionare un blitz sostituendo gli attuali vertici della società, nonostante i buoni risultati di bilancio.

Ma c'è anche il ministero dell'economia, che attraverso la Cassa depositi e prestiti sta per acquistare la maggioranza del capitale della Simest e che pertanto vede con netto fastidio le operazioni di Passera. Infine c'è la Confindustria di Giorgio Squinzi, da tempo sulle tracce dei soldi della società pubblica per avviare un veicolo che curi l'internazionalizzazione a beneficio delle associate.

Cominciamo subito dicendo che la Simest, oggi, è controllata al 76% dal ministero per sviluppo economico, mentre la parte restante del capitale è divisa tra un gruppetto di banche, tra cui spiccano Intesa (dalla quale proviene lo stesso Passera) e Unicredit. In più, proprio l'altro giorno, la società ha approvato un bilancio 2011 dai risultati importanti: ricavi per 45 milioni di euro (i più elevati dall'inizio dell'attività), margine operativo di 22,4 milioni e un utile netto di 12,2. Cifre che la Simest ha messo a segno aiutando le imprese sui mercati esteri attraverso l'acquisizione di partecipazioni (il portafoglio ne conta 258) e attraverso un'attività di export credit (in pratica finanziamenti per la patrimonializzazione delle pmi esportatrici). Insomma, il quadro sembra essere tale da giustificare tutte queste attenzioni. Ora, nel decreto immobili varato dal governo di Mario Monti, e proprio di recente pubblicato in Gazzetta, di fatto si stabilisce che la Simest, insieme ad altre società pubbliche come Sace e Fintecna, sarà acquistata dalla Cassa depositi e prestiti. L'operazione, il cui valore dovrebbe attestarsi sui 10 miliardi di euro, servirà in parte ad abbattere il debito pubblico e in parte a pagare i debiti della Pubblica amministrazione (in virtù del fatto che la Cdp è fuori dal perimetro della Pa). L'azionista di riferimento, quindi, non sarà più il ministero dello sviluppo, ma la Cdp, a sua volta controllata al 70% dal ministero dell'economia. Secondo il parlamento, però, prima che si perfezioni questo passaggio Passera starebbe tentando un blitz. In due interrogazioni molto dettagliate, una al senato e l'altra alla camera, si accusa il ministro di voler portare nel cda un nuovo presidente, individuato in «un ambasciatore in pensione che potrà cumulare quindi la nuova indennità con la sua pensione d'oro». Secondo indiscrezioni il prescelto sarebbe l'ambasciatore Vincenzo Petrone, che così andrebbe a sostituire il «finiano» Giancarlo Lanna (che siede nel consiglio della fondazione Farefuturo). In più, accusano le interrogazioni, come vicepresidente Passera vorrebbe imporre Riccardo Monti, amico del ministro e collezionista di poltrone, visto che era già stato nominato consigliere del ministero per l'internazionalizzazione e presidente del ricostituito Ice, Istituto per il commercio estero. L'operazione, stigmatizzata dai due atti, non sta andando a genio nemmeno al ministero dell'economia, di fatto il prossimo azionista della Simest per il tramite della Cdp. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, a via XX Settembre e dalle parti di via Goito, sede della Cassa, il tentativo di Passera non viene visto di buon occhio. Nel frattempo l'assemblea Simest è rimasta aperta e ci si riunirà il prossimo 5 luglio per la nomina dei nuovi vertici. Con quale esito si vedrà.

Infine sulla Simest c'è l'interesse di Confindustria. L'associazione sta tentando di avviare un suo strumento per l'internazionalizzazione delle imprese. A tal fine è stato costituita la società Stil Novo Sviluppo, a valle della quale ci sono la Stil Novo Partecipazioni e la Stil Novo Management. Presidente di tutte e tre la società è Paolo Zegna, che siede anche a capo del Comitato tecnico per l'internazionalizzazione di Confindustria. Lo stesso Zegna, contattato telefonicamente da ItaliaOggi, ha spiegato che è imminente l'ingresso della Simest nel capitale della Stil Novo Management, con una quota del 20-25%. Il tutto a conferma che da più parti, sulla società guidata dall'ad Massimo D'Aiuto, c'è una grandissima attenzione. Che ora però sta sfociando in attrito.




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