Circuits
Numero 139  pag. 51 del 12/6/2012 | Indietro
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Hardware La nuova generazione di processori di Nvidia per il mondo mobile si prepara a rivoluzionare automotive e sanità

Auto, un chip diventa il co-pilota

 di Davide Fumagalli  

Smartphone e tablet sono solo il primo esempio della vera e propria rivoluzione che sta vivendo il settore It, pronta ora a espandersi a due settori chiave come quello automobilistico e sanitario. Esattamente come nel caso dei dispositivi mobili, la disponibilità di chip capaci di condensare in pochi millimetri potenze di calcolo sino a pochi anni fa tipiche di una workstation di fascia alta sta ponendo le premesse per una vera rivoluzione nelle abitudini quotidiane di miliardi di persone, che potranno disporre di servizi sinora limitati a pochi privilegiati a prezzi più che ragionevoli. Uno scenario tutt'altro che futuribile, come spiega a Circuits Edmondo Orlotti, High performance computing business development manager di Nvidia, e che permetterà per esempio di realizzare su scala industriale il sogno di un co-pilota virtuale per l'auto.

Domanda. Smartphone e tablet costituiscono gli esempi più evidenti della rivoluzione resa possibile dalla connessione internet ubiqua. Quali saranno i prossimi settori interessati?

Risposta. Le potenzialità di questa rivoluzione per settori come l'healthcare e l'automotive sono enormi. Proprio due settimane fa Nvidia ha annunciato una nuova architettura, Kepler, alla base dei chip più complessi mai costruiti che permetteranno presto di avere una nuova generazione di dispositivi medicali. Tac e risonanze magnetiche, che richiedono un'enorme capacità di elaborazione delle immagini ad altissima risoluzione, potranno così essere effettuate in tempo reale offrendo ai medici immagini tridimensionali indispensabili per diagnosi efficaci.

D. Una rivoluzione pronta a sbarcare anche nel settore del mobile?

R. Ci stiamo arrivando, ma ci vorranno in questo caso 2-3 anni per soluzioni commerciali pronte per il mercato di massa. Per il momento stiamo iniziando a collegare accessori dotati di sensori per monitorare varie patologie a smartphone e tablet, sfruttandone i chip.

D. Qual'è invece la situazione del settore automotive?

R. In 12-18 mesi saremo in grado di portare la stessa tecnologia dei super chip sul mobile, che sarà la base per le soluzioni di guida assistita. Dal 2015 le specifiche dettate da Eurocap per avere cinque stelle nel campo della sicurezza richiedono la presenza di soluzioni di questo tipo, che consentono di rilevare ostacoli improvvisi e azionare i freni nel caso il pilota non lo faccia.

D. Scenario interessante, ma l'affidabilità?

R. Occorre in effetti essere cauti, ma grazie alla potenza elaborativa della nuova generazione di chip è possibile elaborare in tempo reale le immagini catturare da due telecamere poste sul parabrezza, superando il limite dei 40 Km/H posto sinora proprio dalla tecnologia utilizzata. Basta pensare del resto alle capacità di elaborazioni delle immagini già presenti sugli smartphone.

D. Il riconoscimento dei gesti su dispositivi mobili è pronto per il salto compiuto da quello vocale?

R. È una frontiera affascinante, stiamo lavorando per portare in mobilità le stesse librerie matematiche utilizzate oggi negli aeroporti e in altri luoghi, che permetteranno di riconoscere correttamente gesti e volti trasformando in realtà il settore della realtà aumentata. (riproduzione riservata)




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