ItaliaOggi
Numero 100  pag. 9 del 26/4/2012 | Indietro
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I grillini svelano il trucco in Emilia Romagna: molti, anche di Pd e Sel, hanno cambiato residenza

Doppio stipendio con la benzina

Quasi tutti i consiglieri regionali prendono rimborsi trasferta
 di Giorgio Ponziano  

La polvere sotto il tappeto. Ma se si alza il tappeto, ecco spuntare un costo della politica sottaciuto. E dire che grazie a questo escamotage c'erano consiglieri regionali che si portavano a casa oltre 3 mila euro al mese, da aggiungere alla loro già pesante busta-paga. Né il presidente del consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, Matteo Richetti, renziano di ferro che ha fatto della trasparenza uno dei suoi cavalli di battaglia, né il presidente della giunta, Vasco Errani, che si lamenta per dovere tagliare la sanità, se n'erano accorti.

Possibile?

Comunque sono dovuti intervenire la magistratura e i cinquestellini per svelare l'arcano. La Regione Emilia-Romagna ha speso in un anno un milione di euro (ricordiamolo: due miliardi delle vecchie lirette) per pagare la benzina ai consiglieri che risiedono al di fuori del Comune di Bologna. Alcuni, a detta loro, vanno e vengono come formichine, tanto da ricevere ogni mese sotto forma di rimborso l'equivalente dello stipendio di un impiegato. Non solo. A un impiegato, se va in giro con la propria auto, viene riconosciuta la tariffa Aci, da 0,23 a 0,50 centesimi a chilometro, secondo la cilindrata. Chissà perché il regolamento che i consiglieri emiliani si sono autoapprovati prevede che per loro la tariffa sia quasi doppia: 0,81 centesimi. Come se tutti viaggiassero in Ferrari.

I consiglieri grillini (Giovanni Favia e Andrea Defranceschi) hanno fatto i conti in tasca ai loro colleghi, dopo essersi fatti consegnare i documenti ufficiali e ne emerge uno spaccato dei costi (nascosti) della politica: il consigliere piacentino di centrodestra Andrea Pollastri per andare in ufficio a Bologna incassa quasi 3400 euro al mese, esentasse. Al consigliere del Carroccio, Stefano Cavalli, arrivano circa 3350 euro mensili, più di 3200 a Marco Carini del Pd, al leghista Roberto Corradi 2800, mentre 2500 vanno a Marco Lombardi del Pdl e ai democratici Roberto Piva e Roberto Garbi. I rimborsi sono bipartisan, come si conviene quando si tratta di autoemolumenti. Perciò l'elenco continua con Gabriella Meo esponente di Sel, che sfiora i 2500 euro, mentre Luigi Villani (Pdl), Luca Bartolini (Pdl), Vladimiro Fiammenghi (Pd) e Gabriele Ferrari (Pd) sono poco al di sotto (2200), e così via.

Quasi tutti i consiglieri (42 su 50) figurano residenti fuori Bologna e quindi con diritto al «premio». Su qualcuno di essi il dubbio è arrivato fino in procura e il magistrato ha rinviato a giudizio per truffa aggrava, Alberto Vecchi, consigliere Pdl, il quale avrebbe preso la residenza a Porretta (mentre la sua abitazione è a Bologna) solamente per ottenere il benefit. Lui si difende: «Ho già prodotto un'ampia documentazione della mia reale presenza: scontrini fatti sul territorio e la benzina. Se occorrerà, in caso di processo, ci sono tante persone che possono testimoniare per me. Nessuno mi ha visto a Porretta? Ci sono alla sera tardi e alla mattina presto, durante il giorno sono in Regione e in giro per tutta la provincia». I grillini ne hanno chiesto le dimissioni, inutilmente. Poi c'è un dossier che sta arrivando sul tavolo degli investigatori e riguarda una serie di consiglieri che viaggiano in treno ma si fanno rimborsare l'auto: business is business.

Non è finita. Anche il Comune e la Provincia di Bologna (come tanti altri in Italia) prevedono un rimborso per la benzina consumata dai consiglieri che non risiedono a due passi dall'aula consiliare.

Un fiume di denaro che esce dalle casse pubbliche. L'ultimo resoconto della Regione Emilia-Romagna risale a marzo 2012: oltre 70 mila euro in benzina. I tagli che a inizio d'anno erano stati promessi dalla casta hanno partorito il topolino. Il risparmio sui rimborsi è stato di pochi spiccioli e il consigliere grillino Favia dice: «Quella è stata solo un'operazione di marketing, porteremo alla corte dei conti la documentazione sui consiglieri che prendono i rimborsi per l'auto».

L'attacco dei cinquestellini e la bufera giudiziaria che ha colpito il consigliere Vecchi ha fatto muovere anche il presidente del consiglio regionale, Richetti, che ha avanzato la proposta di una riforma: taglio dei rimborsi chilometrici (dagli attuali 0,81 a 0,50 centesimi a chilometro), revisione del meccanismo per ottenerli (è necessaria la presentazione di ricevute e non più a forfait), congelamento delle indennità dei consiglieri per tutta la legislatura e divieto di cumulo fra vitalizio (finchè sarà erogato) e altre indennità pubbliche.

«Spero ci sia accordo su queste proposte», dice Richetti, «ma voglio ricordare che da inizio legislatura abbiamo ridotto del 30% le indennità dei consiglieri, eliminato i vitalizi, messo online tutti i dati possibili». In effetti dal 2015 sarà abolito il vitalizio. Ma la ferita da leccare durerà a lungo poiché i diritti acquisiti rimangono integri e la Regione «mantiene» 124 ex-consiglieri ai quali si aggiungono 26 eredi che percepiscono un assegno di reversibilità, per una spesa lorda mensile a carico del bilancio regionale di oltre 340.000 euro, ai quali si aggiungono più di 48.000 euro delle reversibilità. Così, più o meno, si arriva ai 4,8 milioni messi a budget alla voce vitalizi per il 2011. A guidare la pattuglia dei beneficiari a vita sono l'esponente ex-Pd e ora animatore del Network per il socialismo europeo, Lanfranco Turci (3.657 euro), l'ex-consigliere Pd e oggi vice-presidente di Unicredit-banca, Luigi Gilli (3.660), l'ex-Psi e ora Idv, Paolo Nanni (3.668).




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