ItaliaOggi
Numero 077  pag. 11 del 30/3/2012 | Indietro
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A Rimini, all'insegna della visibilità. Per chi non vuol apparire, c'è un'area riservata

Tremila massoni al Palacongresso

Il gran maestro, Gustavo Raffi, non può più essere rieletto
 di Giorgio Ponziano  

C'è già un gran viavai di grembiulini al Palacongressi di Rimini. Il clou sarà però oggi pomeriggio, con l'apertura del tempio (ricavato nella grande sala convegni sotto la supervisione dei vigili del fuoco, preoccupati per l'accensione dei maxi-candelabri previsti dal rituale) e l'orazione ufficiale del gran maestro, Gustavo Raffi.

Sarà uno dei suo ultimi exploit. Lo statuto prevedeva due mandati (cinque anni ciascuno), lui l'ha fatto modificare per rimanere seduto per un terzo mandato sull'alto scranno, fino al 2014.

Prima di dire addio ai fratelli, sta lavorando per mettere un suo uomo e dare quindi continuità a quel nuovo corso della massoneria che lui ha comunque impersonato: l'ha presa in cocci per colpa della P2 («lontana da noi come le Brigate Rosse lo erano dal partito comunista») e di alcune logge segrete sparse per l'Italia non proprio dedite al bene comune e ha avviato l'operazione-trasparenza.

Oggi chiunque potrà andare a curiosare al Palacongressi (ma non dentro al tempio) e vedere in-carne-e-ossa quei soggetti misteriosi che sono i massoni.

Ovviamente i massoni sono avvisati e quindi solo chi non teme i flash, le telecamere, la curiosità si aggira per i corridoi, tra gli stand che vendono gadget, nella libreria. Agli altri è garantito un ingresso riservato, del resto le logge coperte ancora esistono: «sì ma sotto la diretta vigilanza del Gran Maestro e quindi episodi come la P2 non possono più accadere», spiega Gustavo Raffi, avvocato, ex-repubblicano ravennate lamalfiano, indomito massone. Ma che bisogno c'è della segretezza? «È dal primo giorno da gran maestro che predico la trasparenza», dice, «abbiamo ricostruito una massoneria casa-di-vetro, però i nemici sono tanti e per evitare ritorsioni c'è chi dev'essere tutelato e quindi la sua iscrizione può rimanere riservata. Tutto qui. Del resto anche i partiti politici non pubblicano gli elenchi degli iscritti, chi vuole lo dice, chi non vuole no».

Già, i partiti. Il gran maestro non ha dubbi: «il governo dei tecnici è una vittoria anche della massoneria, che si pone come obiettivo l'insegnamento della responsabilità, del rigore, della competenza». Non a caso egli ha voluto intitolare quest'adunata: «Oltre la crisi, nella tempesta non bisogna perdere la bussola».

Raffi vuole chiudere col botto questo raduno perciò ha invitato nientemeno che gli Stadio per la serata-spettacolo di domani: col cappuccio ma a tempo di rock.

Poi ha invitato personalità più o meno vicine alla massoneria, hanno risposo sì: Alessandro Cecchi Paone, Valerio Zanone, Gian Mauro Cazzaniga, Silvia Ronckey, Domenico De Masi, Oscar Giannino, Giulio Giorello, Luisella Battaglia, Aldo Masullo. Chi s'è ritirato è Gianni Vattimo, che ha mandato una lettera: «In questa decisione di non partecipare non c'è alcun sentimento anti massonico; semmai anti classe dirigente di ogni tipo, e credo non mi contesterete che la massoneria è molto più classe dirigente che classe subordinata nel nostro Paese e non solo qui. Io sto dalla parte dei più deboli».

Nessun dietrofront invece da parte degli Stadio nonostante le critiche via web di alcuni fan. Per la band, con trascorsi con Vasco Rossi, Lucia Dalla e Francesco De Gregori, business is business.

Gli organizzatori della convention prevedono la presenza di tremila massoni, tutti appartenenti al Grande Oriente (Palazzo Giustiniani), che è la principale affiliazione massonica. Come nei partiti, anche qui ci sono correnti e scissioni, quindi vi è pure un'altra massoneria, quella di piazza del Gesù, e dire che tra i due gruppi non corre buon sangue è un eufemismo.

Come fu per i cinesi col libretto rosso di Mao, così è per i massoni col volumetto di Raffi. Guai a non averlo in tasca. Si intitola: «In nome dell'uomo», e lo ha presentato nei giorni scorsi a Raitre, nel salotto di Corrado Augias. Nelle pagine vi è anche l'identikit della massoneria: in Italia vi sarebbero 21.400 aderenti in 757 logge. L'autore scrive poi che «l'età media dei fratelli attivi è scesa a 53,6 anni, mentre 43,2 è l'età media dei bussanti», cioè di coloro che chiedono di essere iniziati.

Insomma, a suo dire, la strategia del sorriso funziona. Lui parla anche di «massoneria del popolo» e come un leader politico, arringa: «i veri massoni hanno un unico compito: costruire su ogni rovina. Quando ci sono le tenebre dell'intolleranza e ciò che divide sembra avere l'ultima parola sul poco che unisce, allora spuntano le tre luci dell'Ordine: Forza, Bellezza e Sapienza».

Ma a Rimini non ci sarà la minoranza guidata da Leo Zagami, che contro Raffi ha scritto addirittura un libro, in linguaggio massonico: «Confessioni»: «Negli ultimi mesi è stato mosso un attacco frontale verso il potere centrale del gran maestro-dittatore Gustavo Raffi, pedina dei poteri occulti del Nuovo ordine mondiale con una tavola d'incolpazione firmata dal oltre 200 fratelli. Ora, però, costoro rischiano l'espulsione e la cosiddetta “bruciatura tra le Colonne” dopo il probabile giudizio ingiusto di condanna della corte massonica pilotata dal gran maestro».

Raffi fa spallucce: anche la massoneria, sostiene, può subire il virus dell'invidia e del rancore.

Un po' di antibiotici (l'espulsione) e il malanno passa. Poi si mette guanti, catena e grembiulino ed entra nel tempio per provare l'allocuzione che terrà oggi: «non numeri ma uomini per restituire l'Italia all'Europa e l'Europa a se stessa».




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