ItaliaOggi
Numero 048  pag. 3 del 25/2/2012 | Indietro
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Monti ha abbattuto un altro tabù per far uscire dalla palude liberalizzazioni e articolo 18

L'Ici alla Chiesa è un avvertimento

Emendamento del governo per piegare lobby e sindacati
 di Franco Adriano  

Anche il tabù dell'Ici alla Chiesa è stato abbattuto. Il governo ha presentato l'emendamento al decreto legge liberalizzazioni al Senato. Ora restano in piedi i totem dell'articolo 18 nonché le liberalizzazioni di tutti i settori economici compresi taxisti e farmacisti.

L'entità economica del problema dell'Imu (così si chiamerà la nuova Ici) sugli edifici ecclesiastici è ben poca cosa: la perdita reale di gettito calcolata dal governo per l'esenzione in essere è di 100 milioni in totale. La parte che verrà recuperata, dunque, sarà molto inferiore perché il testo dell'emendamento cancella l'esenzione per immobili «dove l'attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente» e dunque molte superfici resteranno esenti anche con l'introduzione dell'Imu. Ma la valenza politica di questa mossa del governo è enorme. Il messaggio che passa rischi di divenire devastante per i partiti e i propri rappresentanti in parlamento: il governo di Mario Monti non si ferma di fronte a nessuno, sono piuttosto Camera e Senato a frenare su pressione di lobby e sindacati. Capita l'antifona, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha accolto quasi istantaneamente l'emendamento del governo dichiarandolo «ammissibile» contro il parere di autorevoli esponenti del suo partito di provenienza.

Un attacco Corsaro

Sì perchè a poche ore dal monito del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, sugli emendamenti «fuori contesto», Massimo Corsaro, vice presidente del gruppo Pdl al Senato, aveva messo le mani avanti: «Sarebbe davvero curioso se il governo, come si apprende da note di agenzia, presentasse a tal proposito un emendamento al decreto sulle liberalizzazioni. Non più tardi di 24 ore fa infatti», aveva maliziosamente osservato, «è stato il Capo dello Stato a stigmatizzare l'inserimento, nella fase di conversione dei decreti legge, di temi non inizialmente previsti nel testo sul quale lo stesso presidente della repubblica ha autorizzato il ricorso allo strumento di necessità ed urgenza». Ma il governo ha replicato che procedura di infrazione sull'Ici alla Chiesa da parte europea era in particolare da parte del commissario Ue per la Concorrenza, dunque l'alveo è lo stesso del decreto.

Se ne riparla fra due mesi

Ma c'è un'altra libertà che si è presa il governo. Deciderà entro due mesi dalla conversione definitiva del decreto-liberalizzazioni le modalità con cui verrà calcolata la proporzione di utilizzo non commerciale degli immobili. Per capire che cosa c'è in ballo basta registrare le reazioni degli esponenti più vicini al mondo cattolico. «Il governo dica se asili nido e scuole parificate devono pagare la nuova Imu oppure no», ha tuonato, per esempio, il vice-presidente della Camera, Maurizio Lupi. In tal caso l'imposta non sarebbe «né giusta, nè equa», spiegano i salesiani che sono un autorità in materia con 140 scuole e 25mila allievi, in quanto «contrasta con l'art.1, comma 1 della legge 62/2000», da cui si deduce che le scuole paritarie «hanno i medesimi doveri e diritti delle statali poiché svolgono un servizio pubblico e concorrono ai medesimi fini». A meno che si decida di far pagare l'Imu anche alle scuole statali.

C'è grande soddisfazione

Tra le reazioni politiche molte sono a favore. «L'emendamento presentato dal Governo al decreto liberalizzazioni non è una vittoria sulla Chiesa ma della Chiesa e di tutti quei cattolici che, proprio come noi di Futuro e Libertà, non ritenevano giustificabile l`esenzione dall`Ici delle attività commerciali», ha dichiarato il deputato di Fli Enzo Raisi per il quale è «un motivo di soddisfazione» perché è stata data attuazione «a un ordine del giorno presentato dal sottoscritto lo scorso settembre e approvato con larga maggioranza dal parlamento». Dopo la Chiesa bisogna punire Mediaset per l'Idv, Felice Belisario: «Visto che il governo ha fatto 30 con l'Ici alla Chiesa, ora faccia 31 con le frequenze televisive: chiediamo anche il via libera a un'asta pubblica che cancelli definitivamente l'ipotesi beauty contest».

Oggi la sentenza Mills

«Il processo Mills è soltanto uno dei tanti processi che si sono inventati a mio riguardo». Silvio Berlusconi ha riassunto tutta la vicenda relativa al processo Mills, di cui è attesa oggi la sentenza a Milano. E torna a ribadire che le vicende giudiziarie che lo riguardano, processo Mills compreso, sono «inventate».




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