ItaliaOggi
Numero 016  pag. 7 del 19/1/2012 | Indietro
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Ecco perché la causa da 38 mln è ripartita da zero, sprecando un anno. E spuntano altri casi

Maradona, autogol di Equitalia

Il giudice è papà di uno degli avvocati della società di riscossione
 di Stefano Sansonetti  

Tutto da rifare. Per colpa di un'incompatibilità la causa tra Equitalia e Diego Armando Maradona è ricominciata da zero, nei giorni scorsi, davanti a un nuovo collegio della Commissione tributaria provinciale di Napoli. Questa volta, però, non si è trattato di un dribbling vincente del «pibe de oro».

Si dà infatti il caso che il vero motivo per cui è stato disposto un giudizio ex novo, sta nel fatto che il giudice relatore del caso Maradona, ovvero Domenico Vanore, è risultato essere il padre di uno degli avvocati di Equitalia, Antonio Vanore. Circostanza che, prima di far esplodere il caso in uno stadio più avanzato dell'iter giudiziario, ha indotto il giudice a optare per l'astensione. A qual punto, però, non si è potuto far altro che far ripartire la macchina dal punto d'inizio, mandando in fumo l'anno di durata del precedente giudizio e a cascata gli anni impiegati dall'Agenzia delle entrate per inseguire Maradona con una contestazione che, tra evasione presunta, interessi e sanzioni, è arrivata a valere 38 milioni di euro.

Cifra che non sta in piedi, secondo il campione argentino che continuerà a essere assistito dal legale Angelo Pisani, professore di processo tributario all'università Parthenope di Napoli. Ma come è possibile che in una causa fiscale si venga a scoprire in corso d'opera che un giudice è padre di uno degli avvocati di Equitalia? Antonio Vanore, contattato telefonicamente da ItaliaOggi, innanzitutto conferma: «Sì, sono il figlio del giudice del caso Maradona e sono anche uno di tanti avvocati di Equitalia». La società di riscossione, infatti, si avvale del lavoro di migliaia di legali, in sostanza dei fiduciari che perorano le istanze della società presieduta da Attilio Befera. «Secondo me, però, non c'è una questione di incompatibilità», aggiunge il legale, precisando che non si è mai occupato direttamente della causa Maradona, pur lavorando per Equitalia. Ma tant'è, alla fine è stato il giudice Vanore a farsi da parte, perché alla fine la cosa sarebbe comunque venuta fuori.

Risolto un caso, però, potrebbero essercene altri. ItaliaOggi è in possesso di documenti relativi a un procedimento, la cui ripresa è prevista per il marzo prossimo, nel quale un giudice di pace, Donato Porcelli, risulterebbe chiamato a decidere una causa in cui Equitalia è assistita dalla figlia, Maria Cristina. A ItaliaOggi, però, il giudice Porcelli ha spiegato di essersi già fatto da parte. «Appena mi sono reso conto che nel giudizio Equitalia era difesa da mia figlia», ha detto, «ho subito contattato il coordinatore dell'ufficio del giudice di pace per segnalare la situazione». A suo dire, quindi, il giudice dovrebbe già essere stato sostituito. Secondo la difesa del contribuente in causa, invece, il giudice Porcelli si sarebbe fatto da parte soltanto in seguito a una precisa richiesta di astensione fatta dal collegio difensivo.




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