ItaliaOggi
Numero 144  pag. 2 del 18/6/2011 | Indietro
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I COMMENTI
IL PUNTO

Ormai ovunque si rifiuta il principio di corresponsabilità

 di Sergio Soave  

Il paradosso della situazione italiana, in cui alla sostanziale convergenza degli obiettivi sbandierati dalle diverse forze politiche fa da contraltare una profonda inimicizia che rende impossibile ogni forma di collaborazione costruttiva, è stato sottolineato per l'ennesima volta dal presidente della Repubblica, che punta a far prevalere le ragioni della coesione e dell'interesse nazionale su quelle dell'antagonismo. Giorgio Napoletano ha ragione, ma il quadro generale sembra mostrare la prevalenza di fenomeni diffusi anche a livello internazionale di rifiuto della corresponsabilità. In America si accusa il presidente di aver violato le norme approvando l'intervento militare in Libia senza il consenso parlamentare preventivo, il che ha portato al blocco del finanziamento alla guerra, i tentativi dei governi dei paesi più esposti alla crisi, Irlanda, Portogallo e Grecia, di varare coalizioni di solidarietà nazionale, sono falliti e hanno portato a elezioni anticipate in Irlanda e in Portogallo, mentre la situazione greca si sta avvitando in una crisi politica che rende ancora più difficile affrontare la bancarotta economica. I due paesi di frontiera, quelli che non sono direttamente colpiti dalle prospettive di fallimento ma che pagano alti prezzi alle prospettive incerte dell'economia, la Spagna e l'Italia, vivono alla giornata, con maggioranze parlamentari fragili che subiscono sconfitte nelle votazioni parziali e faticano a presentare una via d'uscita alla crisi, anche per controversie interne ai governi. Si sente aria di cambiamento ai vertici, Josè Luis Rodriguez Zapatero ha già rinunciato a una terza candidatura e cerca faticosamente di concludere la legislatura, mentre Silvio Berlusconi oscilla tra la volontà o la velleità di rivincite personali e la consapevolezza dell'esigenza di identificare un successore che abbia più possibilità di reggere la sfida alle prossime elezioni. In questo quadro di incertezza è comprensibile che le opposizioni pensino in primo luogo ad ottenere vantaggi immediati insistendo sull'attacco personale ai capi dei governi in difficoltà, rinviando la definizione di progetti alternativi.Anche per questo i problemi e le soluzioni, sui quali si potrebbe trovare un minimo di convergenza, come auspica Napoletano, rimangono sullo sfondo, mentre giganteggiano le controversie e le accuse reciproche, il che, peraltro, acuisce i pericoli di punizione finanziaria internazionale.La coscienza dei rischi che corre il paese, che dovrebbe unire, viene invece impiegata solo come arma contundente nei confronti degli avversari, nonostante tutti possano vedere quali effetti ha avuto questo atteggiamento negli altri paesi periferici d'Europa.




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