ItaliaOggi
Numero 094  pag. 9 del 21/4/2011 | Indietro
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lettere

  di Flaminia Saccà  

Il libro con il taglia e incolla non faceva parte del concorso

Con riferimento all'articolo pubblicato da ItaliaOggi del 20 aprile us, a pag. 8 («Una professoressa taglia e incolla»), debbo precisare che, in quella commissione concorsuale, 4 commissari su 5 hanno espresso valutazioni diverse da quelle del commissario citato da ItaliaOggi, evidentemente non condividendone le affermazioni.

Trovo poi quantomeno bizzarro che il professore in questione abbia prima messo a verbale un giudizio piuttosto favorevole sui miei titoli, poi abbia rinviato la conclusione dei lavori della commissione ed infine, all'ultimo momento utile, si sia concentrato su un testo che non era nemmeno oggetto di questo concorso (non era stato presentato infatti in questa occasione, come desumibile dalla documentazione che ho depositato insieme alla domanda) e che quindi, non avrebbe dovuto valutare né mettere a verbale. Invece il commissario mette a verbale che avrei riportato brani altrui.

Terzo rilievo: se il commissario dissenziente avesse effettivamente avuto per le mani in quest'occasione il testo da lui criticato, si sarebbe accorto che esso era pieno di citazioni oltreché di brani altrui. Si tratta infatti di un manuale a carattere divulgativo. Come noto, i manuali, più che essere l'espressione di una tesi innovativa dell'autore, debbono riportare (già!) i principali autori che hanno «fatto» la materia. Appunto, con citazioni, talvolta brani e quant'altro. Proprio per spiegare agli studenti come si è evoluto il pensiero in materia, quali sono le principali scuole di pensiero. Non risponde dunque a verità che io avrei «copiato» .

Quarto, trovo un po' curioso che, sempre il professore in questione, dopo aver presieduto la mia commissione di conferma in ruolo da ricercatrice solo pochi mesi prima, esprimendo un giudizio favorevole sul mio operato e le mie pubblicazioni (incluso il testo oggi in oggetto), abbia poi rivisto cosi repentinamente il suo giudizio. Non capisco la differenza tra quel concorso e questo. I titoli erano sostanzialmente gli stessi, tranne, appunto il testo che non faceva parte dei titoli da me presentati a quest'ultimo concorso. Ma in effetti la prima non era una procedura a valutazione comparativa (in altre parole promuovere me,allora, non significava non far passare qualcun altro).

Quinto, quando il membro di una commissione di concorso si trova in profondo disaccordo con gli esiti concorsuali, esprime il suo dissenso tramite un preciso strumento: la relazione di minoranza. A fronte della quale gli altri commissari possono controdedurre o confutare gli argomenti. Tutto da mettere a verbale. In questo concorso, nessuno ha fatto relazioni di minoranza.

Risponde Giampaolo Cerri, autore dell'articolo: La professoressa Flaminia Saccà replica che il libro contestato non era stato valutato nel concorso. Ora, in verità, i libri inclusi dal commissario Marcellino Fedele sono tre, con decine di brani prodotti (e non di libri come avevamo erroneamente scritto ieri).Se non erano pertinenti, perché gli altri quattro commissari, quelli che, ricorda Flaminia Saccà, alla fine hanno determinato la sua idoneità, non si sono opposti? Perché spiegano collegialmente (quindi i quattro insieme all'uno, il contestatore) che «come è facile rilevare, questi testi ripetono, generalmente senza indicarne le fonti in maniera adeguata, brani di testi precedentemente pubblicati da altri autori e anch'essi riportati nel documento»?

I libri in questione erano manuali, obietta Saccà, che per loro natura riportano brani altrui. Nei casi documentati, i brani di altri sono talvolta rielaborati, talvolta ricopiati, ma sempre senza citare gli autori. Che forse non va bene neppure per la manualistica e men che meno per gli studenti, che si perdono così alcuni passaggi della «evoluzione del pensiero sulla materia».

Infine, prendiamo atto che Fedele avesse precedentemente valutato positivamente la Saccà nella commissione per la sua conferma da ricercatrice. Una commissione che, peraltro, ne sostituisce, abbastanza irritualmente, una precedente, per motivi che non riusciamo a comprendere ma che approfondiremo..




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