ItaliaOggi
Numero 060  pag. 3 del 12/3/2010 | Indietro
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Un ministro, in un paese normale, non scende in platea per abbaiare contro un giornalista

No alle manate in testa a un cronista, anche se sedicente

Queste possono essere, tutt'al più delle gag da film comico alla Groucho Marx (appunto)
 di Diego Gabutti  

Silvio Berlusconi, sempre più cupo e irritato, si comporta come se la politica, che un tempo lo appassionava più del Monòpoli e quasi quanto le ragazze, non lo divertisse più.

Soltanto uno o due anni fa, se un cialtrone qualsiasi l'avesse preso di mira, com'è capitato l'altro giorno durante una conferenza stampa, lui l'avrebbe messa sul ridere, o almeno ci avrebbe provato. Adesso non c'è più niente che lo metta di buon umore. Nessuno l'ha più sentito raccontare una barzelletta o cantare canzonette napoletane. Chi ha più ascoltato da lui un motteggio o una battuta azzeccata? Alla minima contrarietà, scoprendo spietatamente i denti come Humphrey Bogart nel «Mistero del falco», il presidente del consiglio diventa cattivo e ripete sempre la stessa cosa: «Questa è la sinistra». Berlusconi, quando strepita (circa due o tre volte al giorno) che «questa è la sinistra», intende dire che la sinistra è maleducata e aggressiva, vade retro, e che non c'è da fidarsene. Proprio come non ci si deve fidare degli esibizionisti che si spacciano per giornalisti free lance allo scopo di guastare la festa al centrodestra. Anche se c'è da chiedersi, a proposito del «sedicente giornalista», tale Rocco Carlomagno, che si è scontrato con Berlusconi ed è quasi venuto alle mani col ministro Ignazio La Russa, com'è possibile che «un simile impostore» sia riuscito a imbucarsi (senza accredito, armato soltanto d'una tessera del Club di Topolino o di qualche videoteca hard) in una conferenza stampa del presidente del consiglio e di Renata Polverini, candidata alla presidenza della Regione Lazio.

Delle due l'una (ma anche entrambe, bando all'avarizia): o questo giustiziere dall'aria un po' sfigata, invece che un povero pazzo, è davvero un giornalista, oppure la security della presidenza del consiglio, il cui compito è impedire ai malintenzionati di avvicinarsi al capo dell'esecutivo e ai suoi ministri, ha imparato il mestiere guardando i film della serie Scuola di polizia, oppure smaniando per quelli con Thomas Milian nella parte dell'Ispettore Nico Giraldi, in arte Monnezza.

Con l'occasione, sperando che nessuno s'offenda, ci si chiede anche dove La Russa abbia imparato a fare il ministro. Un ministro, in un paese civile, dotato d'istituzioni dignitose, non scende in platea, tra i giornalisti, davanti alle telecamere, per abbaiare contro un giornalista, sia pure sedicente, né tanto meno gli picchia delle manate sulla testa, come fanno i gradassi al bar (e i ciccioni con i baffi nelle comiche finali). Queste possono essere tutt'al più gag da film comico. Torniamo sempre lì: a Monnezza e «Scuola di polizia». Anzi, solo Groucho Marx nella parte di Rufus T. Firefly, primo ministro di Freedonia e protagonista della «Guerra lampo dei Fratelli Marx», prende a ceffoni i nemici politici, i rivali in amore e gli ambasciatori dei paesi limitrofi. Con una differenza: l'umorismo del ministro La Russa è involontario mentre Groucho Marx lo faceva apposta a tirare torte in faccia a Chico e Harpo. Non c'è più un'elezione in cui si parli di politica. Si parla soltanto di sciocchezze, e lo si fa lanciando intorno occhiate assassine, con aria minacciosa, torva, come il Cavaliere quando perde la pazienza con Carlomagno e tratta a male parole anche i giornalisti veri, sempre più ingrugnito, sempre più rabbioso, senza ascoltare il tizio che si china su di lui e gli mormora nelle orecchie: «Non esageri». Ma il Cavaliere, proprio come «questa sinistra», ha i nervi scossi, come se anche i cocchi dell'elettorato moderato, al pari dei leader di centrosinistra, temessero le urne, oggi imperscrutabili. Inutile invitare Silvio Cesare a non esagerare. Un politico italiano, oggi, può soltanto esagerare, o lasciare la politica, di cui persino i politici, Cavaliere in testa, sembrano ormai stufi marci.




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