ItaliaOggi
Numero 033  pag. 4 del 9/2/2010 | Indietro
PRIMO PIANO
L'europarlamentare Idv cerca notorietà. Ma la sua carriera di magistrato è ricca di insuccessi

De Magistris, storia di un bluff

Da vice Di Pietro non ne azzecca una. Come quando era Pm
 di Franco Talenti  

Per sgomitare, sgomita. Forse vuole davvero diventare il numero due del partito di Antonio Di Pietro. Anche se non ce l'ha fatta, anche se si è messo in vista nel congresso del Idv vinto per acclamazione dall'ex magistrato di Montenero di Bisaccia. Sta di fatto che Luigi De Magistris, l'ex pm di Napoli e Catanzaro che nel giugno 2009 è stato eletto al parlamento europeo per l'Idv, non se ne lascia scappare una. Benché sia presidente della commissione che controlla il bilancio comunitario, sembra già scocciato di fare l'eurodeputato. Così eccolo a ricercare in patria la notorietà di quando, con le inchieste Poseidon e Why not, metteva sul banco degli accusati frotte di uomini politici e Annozero lo celebrava come una star. Un esempio di sgomito? Dopo la legnata presa dal Pd a Bari, De Magistris ha scritto sul suo blog: «La vittoria di Vendola alle primarie per la presidenza della Puglia, così come la mia elezione al parlamento europeo, dimostra che la politica di nomenclature e caste si sta sgretolando». Un cazzotto al Pd di Bersani e D'Alema, partito di cui l'Idv continua a dirsi alleato, alla faccia della coerenza. Pochi giorni prima, il cazzotto l'aveva dato a Berlusconi, con un invito a «lasciare l'Italia senza conseguenze, con un volo di Stato». Il tutto per consentire all'Italia, «di tornare ad essere una nazione democratica e civile». Parole sopra le righe, che il Pdl ha definito barbare e incivili, costringendo l'ex pm a fare marcia indietro e a minimizzare. Insomma, un passo falso. Mai e poi mai Di Pietro si sarebbe rimangiato alcunché. Così, da aspirante numero due dell'Idv, De Magistris sembra avviato a bissare la propria parabola di pm. Una carriera fatta di clamori mediatici e di insuccessi professionali, che il Consiglio giudiziario di Catanzaro, chiamato a esprimersi sulla sua nomina a giudice di Corte d'Appello, stroncò di netto, come capita solo nell'uno per mille dei giudizi sugli avanzamenti di carriera. Basta rileggere ciò che il relatore Bruno Arcuri scrisse di lui il 18 giugno 2008: «Prendendo possesso del mio ufficio di procuratore generale, iniziavo la mia esperienza in Calabria con vivo interesse per il dr. De Magistris dopo avere letto di lui sulla stampa e averlo visto in televisione. Fui subito colpito dalle notizie che andavo apprendendo presso i colleghi tutti: i procedimenti da lui istruiti, di grande impatto sociale perché istruiti contro i cosiddetti colletti bianchi, erano quasi tutti abortiti con provvedimenti di archiviazione, sentenze di non doversi procedere, sentenze ampiamente assolutorie. Voci che mi stupirono perché in contrasto con la rappresentazione che ne davano i media».Dopo avere ricordato «una serie numerosissima di insuccessi, l'omessa indicazione dei reati e delle fonti di prova, il perseverare nell'adozione di provvedimenti immotivati», Arcuri distillava un giudizio impietoso, pubblicato da Filippo Facci nella sua recente biografia di Di Pietro, un saggio imperdibile per la ricchezza della documentazione: «De Magistris è del tutto inadeguato, sul piano professionale e sul piano dell'equilibrio e sul piano dei diritti delle persone solo sospettate di reato, a svolgere quantomeno la funzione di pm. Le tesi accusatorie sono cadute spesso per errori evitabili ed evidenziati dall'organo giudicante. Sono emersi rilievi negativi per l'anomalia di molti provvedimenti adottati. I procedimenti di rilevante impatto sociale hanno trovato clamorose smentite. Nei provvedimenti si configurano violazioni manifeste di legge (addirittura diritti costituzionali) ovvero si radicano prassi senza fondamento normativo». Conclusione del Consiglio sull'ex pm: «Giudizio finale negativo. Le voci capacità e preparazione presentano evidenti deficit, gravi vizi o lacune; tecniche di indagine discutibili; procedimenti fondati su ipotesi accusatorie che non hanno trovato conferma, attività carente nell'approfondimento e nella preparazione».

Nonostante uno scheletro simile nell'armadio, De Magistris trova ancora chi lo invita in tv a pontificare. «In Europa con l'Italia migliore» disse di lui Di Pietro dopo le europee. Forse non aveva letto tutto il suo fascicolo professionale.




Gli Articoli piu' letti
Gli Articoli piu' commentati
Gli Articoli piu' votati
Norme | Help | Faq | Contattaci | Note sull'utilizzo dei dati
ItaliaOggi online© ItaliaOggi Partita IVA 08931330156