ItaliaOggi
Numero 029  pag. 6 del 4/2/2010 | Indietro
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La Reggia rischia di far perdere le regionali al centro-destra. Casini ora guarda al Pd

Pdl, per Caserta rischio Campania

L'accordo con l'Udc verso il tramonto. Troppe beghe locali
 di Antonio Calitri  

Anche in Campania il Pdl rischia di farsi male da solo. Per ingordigia e patti non rispettati nella piccola provincia di Caserta. Tanto da mettere a rischio la vittoria di Stefano Caldoro che sembrava quasi in tasca e gettare l'Udc nelle braccia del centrosinistra. Fino a qualche giorno fa sembrava prospettarsi una vittoria facile per Caldoro soprattutto alla luce degli ultimi eventi in casa del centrosinistra con la frattura che si è creata nel Pd dopo la scelta di candidare il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, osteggiato da Antonio Bassolino, Italia dei Valori ed estrema sinistra. E invece in queste regionali sembra non esserci pace per il popolo delle libertà dopo che Berlusconi ha deciso di fare un passo indietro. E proprio i signorotti locali rischiano di rovinare la festa e chiudere definitivamente il capitolo alleanze tra Udc e Pdl che piano piano sta passando dalla politica del doppio forno a quella della coppia di fatto con il Pd. Se in Puglia è stato un indigesto blitz del ministro Raffaele Fitto che subito dopo le primarie vinte da Nichi Vendola anziché cercare un accordo con Pier Ferdinando Casini per un candidato unico del centrodestra lo ha spiazzato proponendo Rocco Palese e costringendolo ad andare da solo, in Campania è l'ingordigia dei pidiellini di Caserta e dell'ex Francesco Pionati a far saltare il banco. Già perché mentre sembrava ormai stabile l'alleanza Udc Pdl su Caldoro considerato un candidato rispettabile, Casini si aspettava l'onore del patto su Caserta. Accordo che risale all'anno scorso quando nonostante le diatribe romane tra Casini e Berlusconi, in Campania l'Udc si presentò insieme al Pdl alle provinciali di Napoli, Salerno e Avellino, vincendole tutte. In quell'occasione fu promesso al leader centrista la presidenza di Caserta per il commissario regionale dell'Udc Domenico Zinzi. Alla vigilia delle candidature ufficiale per il voto di marzo, i vertici locali del Pdl si sono tirati indietro. Forti di un sondaggio che vedrebbe il Pdl autosufficiente con il 53% dei consensi hanno deciso di fare a meno dell'alleanza Udc per non dividere poltrone e giunta. Da giorni si susseguono riunioni tra i vertici regionali dei due partiti, da una parte Zinzi e Ciriaco De Mita, dall'altra Nicola Cosentino e Mario Landolfi girano a vuoto senza trovare un accordo. Anche perché a buttare altra benzina sul fuoco ci si è messo l'ex Udc Francesco Pionati che sogna di sostituire il partito di Lorenzo Cesa con la sua Alleanza di Centro. E ieri anche i sindaci del Pdl della provincia hanno scritto a Berlusconi per chiedere di far scegliere al territorio. La questione intanto è stata spostata a Roma dove sta lavorando sia Cesa che Cicchitto per dirimere la matassa. Fatto sta che dopo che Berlusconi ha fatto un passo indietro per vedere come se la cavano i suoi sul territorio, il Pdl rischia di perdere anche la Campania. «Per il momento stiamo aspettando gli eventi e non abbiamo posto contropartite» dice un dirigente di via Due Macelli a ItaliaOggi, «ma ci aspettiamo che i patti vengano rispettati». Fatto sta che se il Pdl non accetterà di cedere la candidatura per la presidenza della provincia di Caserta all'Udc Zinzi, offrirà a Casini una grande opportunità per abbandonare anche il sostegno che era quasi ufficiale, al candidato governatore Caldoro. Un'ipotesi che non dispiace affatto all'Udc dopo la scelta di Bersani di puntare su De Luca. Anche perché rappresenta il segnale di discontinuità che chiedevano i centristi rispetto al precedente governatore Bassolino. E visto che per De Luca ci sono concrete possibilità di vincere, il tradimento del Pdl gli potrebbe valere anche qualche importante poltrona nella futura giunta.




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