ItaliaOggi
Numero 021  pag. 8 del 26/1/2010 | Indietro
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Ricorso contro la Finanziaria del Taiis

Ritardi pagamenti, le pmi vanno all'Ue

Sarà l'Europa a dover cercare di dare un po' di ossigeno alle aziende fornitrici del Servizio sanitario nazionale. Nei giorni scorsi è stato infatti inviato alla Commissione europea un esposto formale contro l'articolo 2, comma 89 della legge Finanziaria del 2010, in cui viene previsto il blocco per dodici mesi di qualsiasi azione esecutiva, inclusi i pignoramenti già eseguiti, per crediti vantati verso le Asl delle regioni oggetto dei piani di rientro dai disavanzi sanitari, in sostanza quelle maggiormente indebitate. Per di più, la norma della Finanziaria prevede anche che alle imprese, per quei 12 mesi, gli interessi siano dovuti solo nella misura del tasso legale e non invece sulla base di quanto stabilito dal decreto legislativo di recepimento della Direttiva contro i ritardi di pagamento. Il Taiis, cioè il Tavolo interassociativo imprese dei Servizi, che riunisce tredici associazioni di imprese del settore, aderenti a Agci, Confapi, Confcommercio, Confcooperative, Confindustria, e Lega delle Cooperative, che rappresentano complessivamente 18.000 aziende, per un totale di 50 miliardi di valore della produzione e 875.000 lavoratori impiegati, ha così deciso di rivolgersi all'Unione europea. Nell'esposto, il Taiis ha chiesto l'attenzione della Commissione anche contro alcune disposizioni del decreto legge 195 del 30 dicembre scorso, che riguarda l'emergenza rifiuti in Campania. Tale decreto, infatti, all'art. 3, stabilisce che fino al 31 gennaio 2011 «non possono essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali nei confronti delle strutture commissariali e della unità stralcio... e che le azioni pendenti sono sospese». Il provvedimento prevede inoltre che «i debiti insoluti, dalla data di entrata in vigore del decreto non producono interessi e non sono soggetti a rivalutazione monetaria”. “Non perdiamo assolutamente la fiducia che il problema dei ritardi di pagamento possa essere affrontato in tempi non lunghi ed in modo adeguato e stiamo infatti comunque approfondendo e mettendo in atto varie iniziative e proposte», sottolinea Franco Tumino, presidente di Ancst/Legacoop e uno dei principali esponenti Taiis, «ma per il momento sembra proprio che al peggio non ci sia fine».




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