Nasce Uniprof, nuova associazione dei professionisti non iscritti agli ordini associata alla Cna. L'unione, ai cui vertice ci sono Giorgio Berloffa, presidente, e Sergio Gambini, segretario, parte con una dote consistente di professionisti: più di 40.000 iscritti (21 mila associati nella «vecchia» Assoprofessioni, che rappresenta 34 associazioni professionali, 9 mila associati da Cna-Inproprio, cui si aggiungono altri 10 mila iscritti costituiti da imprese individuali caratterizzate da un elevato livello di professionalità).
L'organizzazione, che da ieri è ufficilmente confluita, dopo un anno di convivenza, nella Confederazione nazionale delle piccole e medie imprese e dell'artigianato guidata da Ivan Malavasi e Sergio Silvestrini, è l'unica centrale italiana delle professioni non regolamentate ammessa nel Consiglio Europeo delle Professioni Liberali (CEPLIS). L'altra organizzazione di categoria, cioè il Colap, non ha avuto questo riconoscimento.
La nascita di Uniprof cade nel pieno del dibattito sulla riforma delle professioni, che si trascina da anni nelle commissioni parlamentari (peraltro proprio Gambini, già parlamentare del centrosinistra nelle passate legislature, aveva presentato un progetto di legge per dare una regolamentazione alle associazioni professionali non regolamentate).
A normativa invariata, però, un'accelerazione in corso c'è stata. Mercoledì prossimo, infatti, al Cnel, la II commissione per le politiche del lavoro e dei settori produttivi si riunirà in sede deliberante, su mandato dell'assemblea, per esprimere la valutazione prevista dal dlgs. 9 novembre 2007, n.206, ovvero dal decreto sulle qualifiche professionali varato in attuazione di una direttiva comunitaria, la 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. In altre parole, il Cnel avvia l'iter per dare il bollino blu alle associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale. Le associazioni selezionate dal Cnel verranno poi individuate con decreto del ministero della giustizia di concerto con il ministero per le politiche europee ed il ministero competente per materia.
Il momento è caldo, e le organizzazioni della piccola e media impresa hanno capito che bisogna intercettare questo mondo, cosiddetto delle partite Iva, che negli anni ha investito sulle proprie competenze e sul proprio sapere, operando come imprenditori di se stessi.
Uno dei primi temi che Uniprof si propone di affrontare. è quello del recipimento della direttiva servizi, o Bolkestein, che aprirà il mercato italiano dei servizi professionali agli operatori comunitari. «Il paradosso è che il nostro esperto in sicurezza informatica, il nostro chinesiologo (colui che studia il movimento umano in tutte le sue forme), o il nostro organizzatore congressuale», spiega Gambini, «affronteranno la nuova competizione senza potere fornire al mercato le informazioni, i riferimenti, le garanzie dei professionisti provenienti da altri paesi della Comunità».
Cna e Assoprofessioni hanno iniziato a collaborare, sottoscrivendo un patto di affiliazione un anno fa, con l'obiettivo di costituire un grande polo di rappresentanza, «che consentisse a questo mondo di cominciare a fare sentire la sua voce», spiega una nota. Tra le cose già fatte, sono state elaborate e presentate due bozze di disegni di legge, uno sulla regolamentazione delle professioni, l'altro sulla previdenza degli esercenti professioni non regolamentate. Il primo punta a separare l'iter legislativo della riforma delle professioni ordinistiche dalle non regolamentate; il secondo, invece, a istituire una gestione specificamente dedicata ai professionisti all'interno della gestione separata Inps, «per superare la confusione tra posizioni lavorative radicalmente diverse che oggi vi convivono (parasubordinati, pensionati in attività, professionisti )».