Acquisti, prelievi di contante, ricariche e bollette: ormai le operazioni con le carte di pagamento sono diventate talmente comuni che non si pensa come dietro ogni strisciata o altro tipo di disposizione ci siano comunicazioni fra vari soggetti che devono andare a buon fine. Eppure questo è uno dei passaggi più delicati che Diners Club Italia ha affrontato un anno fa, nel momento in cui ha rivisto tutta la gestione dei collegamenti con i propri partner, 150 solo nella penisola: banche e altri istituti finanziari, ma anche operatori telefonici, utilities e vari altri attori che sono legati a questo circuito.
Quella di rivedere il sistema di collegamenti è una decisione arrivata all'indomani dell'acquisizione di Diners Club Italia da parte degli sloveni di Findale Enterprise, che possiedono anche Diners Slovenia. «A maggio dell'anno scorso», racconta Matja umer, responsabile It di Dinit, la società che gestisce i sistemi informativi di Diners Club Italia e Slovenia, «abbiamo preso la decisione di trovare una nuova soluzione. Diners non gestiva in prima persona i propri flussi informativi e non ne aveva nessuna visibilità. Era necessario trovare un software affidabile, che potesse lavorare con tutti i protocolli dei nostri oltre 150 partner, spesso diversi, ma noi non potevamo chiedere che li cambiassero, eravamo noi a doverci adattare a loro». La scelta è caduta sulla Business integration suite di Sterling Commerce, l'azienda del gruppo AT&T. «La decisione l'abbiamo presa a fine agosto dell'anno scorso e il sistema era funzionante già a fine novembre, senza problemi», continua umer.
«Noi abbiamo una missione», afferma Massimo De Pra key account executive area Finance di Sterling, «collegare e integrare tutti i vari partner e agevolare la comunicazione legata ai processi business con ogni controparte. Basta pensare a Diners e ai partner che utilizzano le carte di credito: dai servizi all'entertainment, alle utilities e autostrade. È una funzione molto delicata: se più persone hanno problemi, come ritardi nella ricarica di un telefono con la carta, cominciano a rivolgersi al call center dell'operatore, ma da questi il problema viene rimbalzato a chi gestisce le carte, Diners, che a sua volta si rivolge all'It».
Il ponte fra i partner, insomma, è l'elemento più delicato nell'odierno sistema basato sempre più sui pagamenti elettronici. Per questo, da una parte la tecnologia di Sterling permette a Diners di gestire la comunicazione in maniera trasparente, parlare attraverso un protocollo ftp senza costringere i partner ad adeguarsi, dall'altro genera report sullo stato dei processi, con informazioni sugli errori di trasferimento delle transazioni e sugli avvisi generati da Diners Club Card Operations, e segnalazioni di liste nere. Operazioni prima impossibili o di difficile realizzazione, anche perché per comunicare si utilizzava un insieme di sistemi differenti.
«Già essere in possesso e gestire direttamente i flussi informativi cambia tanto», conclude umer. «Prima bisognava chiamare all'esterno, adesso se qualcosa non va abbiamo tutto in casa. Non dimentichiamo che, soprattutto in questo mondo, i dati scambiati sono soldi». (riproduzione riservata)