ItaliaOggi
Numero 259  pag. 5 del 31/10/2009 | Indietro
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Le altre opzioni del governo sono confermare Tajani o scommettere su Tremonti all'Eurogruppo

Mister Pesc può abbattere i muri

D'Alema ministro degli Esteri Ue? A Berlusconi forse conviene
 di Franco Adriano  

I socialisti europei, lasciando intendere di preferire questa carica piuttosto che quella di presidente stabile dell'Ue, hanno inserito l'ex premier Massimo D'Alema tra i concorrenti alla carica di mister Pesc, ossia alla poltrona di Alto rappresentante della politica estera dell'Unione. Il governo di Silvio Berlusconi in una nota ha manifestato un atteggiamento non ostile. Ma deve valutare di dover rinunciare alla conferma di Antonio Tajani alla commissione Trasporti e alla vice-presidenza e anche di dover buttare a mare la trattativa per puntare a collocare il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti alla guida dell'Eurogruppo, quando verrà discussa fra qualche mese. Le tre cariche, infatti, sono da prassi ritenute incompatibili per rappresentanti di uno stesso Stato. È questa in sintesi la questione politica in ballo al Consiglio europeo di Bruxelles, dove il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sta rappresentando l'Italia. È chiaro che per il governo Berlusconi buttare a mare la possibilità di indicare un italiano, seppur appartenente all'opposizione, ad una carica così prestigiosa non è una scelta facile. Tanto più che secondo quanto riportato dallo stesso D'Alema ci sarebbe un accordo fra il Pse ed il Ppe per spartirsi la presidenza e la carica di ministro degli Esteri europeo. Interessante sarebbe conoscere i ragionamenti che hanno svolto Tremonti e D'Alema nelle pause dei lavori dei convegni dell'Aspen, che negli ultimi tempi si sono moltiplicati in Italia. C'è un accordo di non belligeranza fra i due? Sì, perché se passa D'Alema in Europa si dà quasi per scontato che un altro italiano non potrà andare a presiedere l'Eurogruppo. Ma dalla parte dell'ex premier ed ex ministro degli Esteri del Pd c'è il fatto che Berlusconi, con il processo Mills alle porte, come non mai ha la necessità di stabilire un clima politico non ostile in Italia. Quale migliore occasione di manifestare apertura verso D'Alema che tra l'altro ha appena vinto il congresso del Pd piazzando il suo candidato PierluigiBersani a segretario? Significativamente, ieri, il ministro degli Esteri, Franco Frattini stimatissimo dal segretario di stato Vaticano, Tarcisio Bertone (tanto che secondo quanto risulta a Italia Oggi ha ricevuto da Oltretevere, recentemente, una lettera privata di lodi per la sua politica a favore dei cristiani perseguitati nel mondo), ha pubblicato un lungo articolo sull'Europa, a pochi giorni dal ventennale della caduta del muro di Berlino. Il titolo? «Per superare divisioni antiche e recenti». L'idea che un percorso di pace sociale in Italia sia cominciato, forse non è lontano dalla realtà, considerato anche il luogo per le mediazioni della politica italiana, ancora una volta, è un terreno neutrale: il Vaticano. Comunque, se c'è un accordo ben presto lo si scoprirà. Di certo, per il gradimento di D'Alema, Berlusconi chiederebbe precise garanzie di essere tolto da sotto l'assedio politico. Almeno questo sarebbe il significato della sua scelta. Altrimenti, se crede di non potersi fidare, ha ancora nelle sue mani il potere di riaprire i giochi. Il fatto che il Pse preferisca la carica di mister Pesc piuttosto che la presidenza sta facendo pensare anche i rappresentanti del Ppe che hanno la prima opzione. Mister Pesc, infatti, sarà anche vice-presidente della Commissione, sarà dotato di un servizio europeo di azione esterna (Seae), di un proprio staff e di un budget molto cospicuo per le sue politiche. Da lui dipenderà una schiera di funzionari e non subirà nemmeno la concorrenza del commissario alle relazioni esterne, figura che verrà abolita. Ecco perché affianco a D'Alema si sta rafforzando la candidatura Ppe dello svedese Carl Bildt, esperto di Balcani.




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