ItaliaOggi
Numero 235  pag. 3 del 3/10/2009 | Indietro
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un ddl delLa deputata Bertolini vuole ridare dignità alla provincia

Calderoli restituisce la «e» a Massa Carrara

L'ufficio studi della Camera scopre che con il taglia-leggi il ministro ha eliminato il trattino tra i due comuni
 di Roberto Miliacca  

Meglio un repubblicano e luogotenenziale trattino o una ottocentesca e dittatoriale «e»? Il problema qualche mese fa se l'è posto l'avvocato modenese Isabella Bertolini, deputata del Pdl eletta in Emila Romagna. La parlamentare, che evidentemente è anche una storica del territorio, ha presentato un progetto di legge (Ac 2230) perche venga modificata per legge la denominazione della provincia di Massa-Carrara. Quel trattino tra i due comuni, infatti, secondo la Bertolini, equivale a un'offesa, perchè non consente di capire le enormi differenze storiche esistenti tra le due città. Anzi, secondo la firmataria del progetto di legge l'attuale denominazione «ha di fatto sancito una forma di discriminazione tra le città di Massa e di Carrara, alimentando dissapori tra le rispettive popolazioni». Insomma, per quel trattino voluto da un decreto luogotenenziale del 1° Marzo 1946, si rischia continuamente di venire alle mani. E quindi, a distanza di oltre sessanta anni, bisogna rendere giustizia alle due città, restituendo loro quella «e» che le univa a partire dal 1858.

E' la Bertolini a ricostruire, nella relazione al pdl, la storia dello scambio tra trattino e lettera. «Con il decreto del Dittatore delle provincie modenesi e parmensi - Governatore delle Romagne 27 dicembre 1859, n. 79, il territorio dell'allora Emilia veniva diviso in «Provincie, Circondari, Mandamenti e Comuni», specificando, nella tabella annessa al regio decreto, la composizione della «Circoscrizione territoriale delle regie provincie dell'Emilia», spiega l'avvocata modenese. «Tra queste figurava anche la provincia di «Massa e Carrara», parte del regio territorio dell'Emilia, che era costituita da due circondari (1-Massa e Carrara; 2-Pontremoli), da dieci mandamenti e da ventitré comuni. Successivamente, con il regio decreto 16 dicembre 1938, n. 1860, recante «Fusione dei comuni di Massa, Carrara e Montignoso in un unico comune denominato Apuania», veniva deciso di cambiare la denominazione alla provincia passando da quella originaria di «Massa e Carrara» a quella di «Apuania». È ben evidente, dunque, il riferimento in quel provvedimento a «Massa e Carrara» quale denominazione originaria della provincia, diversamente dalla denominazione «Massa-Carrara» erroneamente utilizzata nell'articolo 2 del citato decreto legislativo luogotenenziale. La confusione ingenerata da quell'errore ha conferito all'ex provincia di Apuania una denominazione non autentica che negli ultimi oltre sessanta anni ha di fatto sancito una forma di discriminazione tra le città di Massa e di Carrara, alimentando dissapori tra le rispettive popolazioni, e ha vanificato il dettato legislativo originale del citato decreto n. 79 del 1859 che, attribuendo alla provincia la denominazione di «Massa e Carrara», aveva conferito pari dignità alle due realtà territoriali». «Ulteriore prova di quanto asserito è fornita dal fatto che il primo gonfalone della provincia, custodito nel Palazzo ducale nell'area antistante la sala del Consiglio, riporta esattamente l'antica denominazione: «Massa e Carrara», aggiunge la deputata.Insomma, questa modifica s'ha da fare, e al più presto. Gli uffici della Camera, che hanno predisposto mercoledì il dossier per la commissione affari costituzionali, dove il pdl è stato assegnato in sede referente, hanno però fatto subito un miracolo. Hanno raccontato alla Bertolini che il dlgs luogotenenziale del 1946 non esiste più, perchè lo ha cancellato con la sua legge 200/2008, il ministro leghista Roberto Calderoli. Per cui, di fatto, la «e» dittatoriale è già tornata al suo posto. E senza la legge Bertolini...




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