ItaliaOggi
Numero 062
pag. 5 del 14/3/2009
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Scatta il count down in via Solferino. Berlusconi ne ha accennato a cena con i banchieri
Corriere, parte la spallata a Mieli
Solo Bazoli con lui, in campo Rossella. Spunta Napoletano
di Fosca Bincher
Sarà più facile vedere da qui a Pasqua un nuovo direttore in sella al Corriere della Sera che un sostituto di Gianni Riotta alla guida del Tg1. La spallata- se così si può dire dopo tanti anni- a Paolo Mieli è ormai in corso e al centro di una intricata partita di potere, dove la politica si intreccia con la finanza, la crisi internazionale e naturalmente l'editoria. Ironia della sorte ad essere schierato a difesa del bunker che protegge lo statu quo in via Solferino è restato solo un banchiere, per quanto rilevante: proprio quel Giovanni Bazoli che in passato ha vissuto rapporti non facilissimi con Mieli. Ma la manovra di accerchiamento è in corso, a molti azionisti rilevanti non è ignoto il desiderio di un cambio della guardia coltivato dalle parti di palazzo Chigi e del suo principale inquilino, Silvio Berlusconi, cui non è affatto sfuggito di avere forse per la prima volta in vita sua fra le mani le redini del vero potere. Complice- e in questo caso alleata- quella crisi internazionale che ha reso assai più deboli i poteri forti di un tempo, in difficoltà i grandi industriali, quasi in ginocchio le principali banche italiane. E' stato così che in molti colloqui il presidente del Consiglio non ha nascosto di vivere quasi come nemici personali i due importanti giornalisti che guidano il Corriere della Sera e la Stampa. Un po' meno Mieli di Giulio Anselmi con cui quasi c'è incomunicabilità. Ma certo via Solferino rappresenta e pesa assai più del quotidiano di Torino. Il tema della linea dei due quotidiani e della eventuale successione alla direzione secondo numerosi tam-tam di palazzo è stato affrontato dal premier più volte in colloqui riservati sia con industriali (ad esempio Luca Cordero di Montezemolo) che con banchieri (Corrado Passsera, ad di Banca Intesa). E' in quei colloqui che ad esempio sarebbe emersa la possibile candidatura di Carlo Rossella. Nell'ultima settimana voci e tam-tam si sono infittite, fino a raccontare di qualche riferimento esplicito del premier in occasione della recente cena a Villa Madama con i principali banchieri italiani e qualche industriale. Secondo la vulgata assai diffusa a palazzo ancora una volta Berlusconi si sarebbe informato da loro (c'erano anche azionisti del Corriere) delle reali chances di Rossella. Ma uno dei presenti alla serata ( in cui ufficialmente hanno preso la parola proprio Passera e il presidente dell'Abi, Corrado Faissola), nega con certezza: «Mai sentito fare alcun cenno alla direzione del Corriere, nè durante gli incontri ufficiali nè a tavola». Che sia avvenuto o meno la carta Rossella risulta davvero in mano ad alcuni azionisti, di via Solferino e non sembra averla bruciata Vittorio Feltri che l'ha rivelata con una punta di acidità. Mieli resta in campo pronto ad approfittare dello scontro altrui e al riparo del bunker di Bazoli. Passera, che sta lavorando molto con il governo e che è in evidente imbarazzo sulla questione per la rigidità del presidente, starebbe lavorando a un'ipotesi terzista come quella di Roberto Napoletano, attuale direttore del Messaggero e già in corsa per la successione di Ferruccio De Bortoli al Sole 24 ore. La partita vera è qui, anche se ogni giorno viene lanciato qualche balon d'essai. Ieri secondo Dagospia sarebbe emersa anche una candidatura di Gianni Riotta, che di questi tempi viene usato come il prezzemolo...
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