Metti Nanni Moretti tra Alemanno e Bondi
Amano tutti e due il cinema di Nanni Moretti: sia la moglie di Gianni Alemanno, Isabella Rauti, che l'assessore alle Politiche culturali del Campidoglio, Umberto Croppi, lo ammettono. Quest'ultimo tiene a precisare, nelle conversazioni, che per lui l'ultima pellicola degna di lode è «La messa è finita», e i film successivi non lo convincono, ma resta la grande stima per il regista girotondino. Altro che Dino Risi, uno che al solo sentire il nome del collega storceva la bocca e diceva che «vedendo i suoi lavori, ti viene voglia di urlare 'Nanni spostati che voglio vedere il film'». E a quell'ego smisurato di Moretti, singolarmente, il comune di Roma dedica in questi giorni una mostra fotografica allestita all'interno della Casa del cinema, uno dei luoghi più veltroniani della capitale. Sono le immagini sui set di «Aprile», «La stanza del figlio», «Caos calmo» e «Il caimano». Sì, proprio l'opera più antiberlusconiana degli ultimi anni. Forse, malignano dalle parti di Alemanno, «il non facile rapporto tra il primo cittadino di Roma e il ministro Sandro Bondi ha anche questo motivo»_
Per la Fnsi Alfano ha una colpa: è pubblicista
Sala piena, ieri mattina, alla Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana. A corso Vittorio Emanuele II, proprio di fronte alla storica abitazione del senatore a vita Giulio Andreotti, si è riunito il fronte del «no» al cosiddetto «Ddl Alfano». La mattinata inizia con un intervento di Guido Columba, il quale sottolinea che il ministro della Giustizia Angelino Alfano «si vanta di essere giornalista, ed è solo pubblicista». Tra il pubblico qualcuno ricorda che pure Deborah Bergamini ha il tesserino. Girano fogli (firmati dallo stesso Columba) dell'Unione nazionale cronisti italiani che prendono posizione contro Pierluigi Battista: «Vede solo il dito, non si accorge della luna». Il libro distribuito ai presenti ha un titolo inequivocabile: «Ddl Alfano, se lo conosci lo eviti». Manco fosse l'Aids. Giuristi, magistrati, avvocati e investigatori discettano su commi e articoli per spiegare la loro strenua opposizione. C'è pure il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara, e Enzo Cheli. Qualcuno pensa a un sit in nella vicina via Arenula, ma desiste: piove_
Mannoni superstar, non gli basta il Tg3
La sua presenza sembra ambita, in convegni e dibattiti: non solo a Roma. Maurizio Mannoni, volto familiare del Tg3, giornalista notturno per eccellenza, di giorno si diverte a moderare incontri di ogni tipo, oltre a scrivere di calcio per i quotidiani. Senza mai dimenticare la passione politica, come nell'articolo pubblicato ieri da DNews, intitolato «La cultura del sospetto, male d'Italia», dedicato al fallo da rigore su Mario Balotelli. Frasi emblematiche, da grida mannoniane, come queste: «Il calcio è diventato la simulazione di una guerriglia. Lo specchio di un paese dove è impossibile godere di un bene comune, sia esso un'istituzione o un semplice gioco, come il calcio». Ma Mannoni fa di più: sabato è stato chiamato a dar voce a un convegno in una delle poche province governate dalla sinistra, quella di Belluno. L'argomento era pregnante: la voglia di candidare delle Dolomiti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. A Cortina d'Ampezzo, chiamato dal presidente provinciale Sergio Reolon, Mannoni era il coordinatore della kermesse. Alla Alexander Hall, non per strada_
Il partito di Vendola? Nel palazzo della Cgil
«No, Fausto Bertinotti non ha appeso il cachemire al chiodo», scherzava ieri mattina un vecchio amico dell'ex presidente della Camera dei deputati. Già, perché il subcomandante Fausto si è presentato alla cerimonia inaugurale della sede romana del movimento politico di Nichi Vendola, l'Mps. «Ricorda il nome di una banca che conosco», malignava qualcuno, venuto da Siena per dire la battuta. Gli uffici si trovano a via Goito, in un palazzo caro alla Cgil romana a pochi passi da una delle enoteche più note di Roma, Trimani, dove non pochi «sinistri» si sono poi diretti per bere del vino rosso. C'erano Gennaro Migliore e Franco Giordano. Con Vendola che invitava a finirla con «le dispute tra riformisti e radicali perché entrambi siamo stati sconfitti». A proposito del sindacato di Guglielmo Epifani, alcuni avevano tra le mani un invito per la prossima presentazione del libro «Ho perso la sinistra», pubblicato da Ediesse, la casa editrice cara alla Cgil, e dove ci sarà Bertinotti. Oltre a Gianni Rinaldini e Aldo Tortorella_